Sympathy For The Skin

Fate un regalino alla vostra pelle

Anno nuovo vita nuova, si dice.
Quindi, eccomi a recensire un prodotto Lush di una categoria che non avevo mai preso troppo in considerazione: le creme corpo.
Non mi sono mai piaciute le cremine in generale e sono sempre stato troppo pigro per usarle con regolarità. Detto questo, mi seccava spendere soldi (non pochi) per un prodotto che avrei usato raramente.
L'occasione si è presentata per caso: con gli acquisti di Natale, mi hanno dato tra le altre cose un campioncino di Sympathy For The Skin e dopo la diffidenza iniziale, è stato amore.

Lush ci dice:
Ve lo dobbiamo dire: il suo profumo è irresistibile e rende irresistibile chi se la spalma. È ricca, ma non grassa, ideale per la pelle normale o secca, e anche come lenitivo post-ceretta. Il profumo? Difficile descriverlo... all'inizio sa di sandalo, ladano e limone. Poi lascia comparire una delicata nota di vaniglia e un sottofondo di banana, così da rendervi morbidi e assolutamente leccabili.

Visto che se ne parla tanto, cominciamo dal profumo. Mi sono tenuto alla larga dalle creme Lush anche perché non ne avevo mai trovata una con un profumo che mi piacesse. La maggior parte di quelle provate in negozio (perché, chi gira per i negozi Lush sa che ti fanno provare e toccare un po tutto) mi lasciava sulle mani un profumo molto forte, spesso a base di erbe o floreale... che a me fa molto "effetto nonna". Insomma, qualcosa di adatto, a parer mio, al massimo prima di andare a letto.
Invece questa no. Il profumo è dolce, ma non stomachevole, le note che persistono di più sono quelle della vaniglia e della banana, ma in pochi minuti si attenuano molto. Li sentirà solo chi vi sta appiccicato.
Per quanto riguarda la crema in se, come già detto è stato amore: idrata a mille, si assorbe in fretta e ne basta pochissima. E proprio perché ne basta poca, il profumo  non è invadente.
Non ingrassa la pelle e non la unge: vi renderà semplicemente lisci e morbidi da far schifo.
So che è una crema corpo... ma sono stato tentato di usarla in piccolissime quantità anche sul viso. E devo dire che anche per il viso è una favola. Anche se non unge, crea una patina protettiva che per queste giornate fredde è una manna. Ah, dimenticavo... fa scomparire immediatamente l'effetto "pelle lucida".

La consiglio caldamente, a tutti. Ai ragazzi magari farà storcere il naso il profumo dolce. Però in media alle ragazze questo tipo di fragranze piace. Se fate due più due, ovvero sommate una pelle morbida ad un profumo invitante... bè, penso che a nessun ragazzo dispiaccia l'idea della fidanzata che gli salta addosso.
Cercate solo di non farvi mangiare.

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Infuso di Bacche di Vaniglia (Vanilla planifolia), Olio di Mandorle Dolci (Prunus dulcis), Burro di Cacao (Theobroma cacao), Banane Biologiche Fresche (Musa paradisiaca), Stearic Acid, Glicerina Vegetale (Glycerine), Triethanolamine, Olio Essenziale di Sandalo (Santalum album), Olio Essenziale di Limone (Citrus limonum), Resina di Ladano (Cistus ladaniferus), Cetearyl Alcohol, *Limonene, Profumo (Parfum), Methylparaben, Propylparaben.
*Presente naturalmente negli oli essenziali.


Quanto vi costa:
Vasetto da 240 grammi € 17,15
E' costosetta, ma il prezzo è ragionevole comparato a quello delle creme corpo di qualità che trovate in farmacia, in erboristeria e dall'estetista.

Dionaea Muscipula

E' bella, ma è un po' una puttana, richiede attenzioni particolari

A chi non è mai venuto il ghiribizzo di provare a coltivare una pianta carnivora?
Bè, penso che a parecchia gente l'idea non abbia nemmeno sfiorato il lobo frontale del cervello.
Però per chi come me è affascinato da queste pianticelle di origine americana, ecco tutto quello che c'è da sapere per muovere i primi passi alla loro coltivazione.
In questo caso parlerò della Dionaea Muscipula, più comunemente nota come Venere Acchiappamosche.
Che ne sono di vari tipi, con "denti" più o meno pronunciati, e una colorazione che va da interamente verde a verde con sfumature rosse o rosate a interamente rossa.
Vi metto in guardia: coltivare queste piante non è così semplice. Nulla che richieda un Nobel o una laurea, ma non è la piantina di rosmarino che ci fai un po' quello che vuoi e se la cava comunque.

Prima di adottare una piantina
La Dionaea ha bisogno di luce diretta del sole e di stare all'aria aperta. non è assolutamente una pianta da appartamento: se la tenete in casa, creperà entro breve. Quindi assicuratevi di avere un posticino perfetto per lei.

Pianta o seme?
A questo punto dovete scegliere se iniziare da una piantina o da un seme. Io consiglio la prima soluzione: un seme impiega minimo 10 mesi per produrre una pianta con foglie (che poi sono le trappole) lunghe un paio di centimetri.

Quando?
E' meglio prendere la pianta mentre è in "dormienza", tra novembre e gennaio/febbraio (quindi se volete siete giusti giusti in tempo).

Attrezzatura
Avrete bisogno di terriccio acido (ancora meglio torba) per rinvasare la piantina. Usare del terriccio universale la farà morire. Procuratevi inoltre un sottovaso abbastanza alto e dell'acqua distillata (quella che trovate in supermercato per il ferro da stiro) o da osmosi (per gli acquari). L'acqua da rubinetto ha troppi minerali, è nociva per la vostra acchiappamosche. Quella migliore è quella da osmosi inversa (acqua purificata per pesci da acqua dolce), si trova nella maggior parte dei negozi che trattano pesciume.

Cosa fare, come farlo
Scegliete un posto dove la pianta possa ricevere molte ore di sole, all'aperto.
Ogni giorno accertatevi che abbia abbonante acqua nel sottovaso e che la torba sia umida (è una pianta di origine palustre).
Per i primi anni, tagliate le infiorescenze. Assorbono un enorme quantitativo di energie alla pianta, se è piccola possono portarla alla morte.
In caso di pioggia, tenetela al riparo.
Se alcune foglie si anneriscono, tagliatele.

La pappa della Dionaea
Controllate quotidianamente lo stato delle trappole. Se la pinta ha preso insetti troppo grossi, come calabroni, ragni particolarmente ciccioni eccetera, cercate di rimuoverli delicatamente. Potrebbe are indigestione e iniziare a marcire.
Se la pianta non riesce a procurarsi il cibo da sola, potete aiutarla. Non datele schifezze, pezzi di pane, prosciutto e cose simili: acchiappate qualche insetto, come piccoli ragni, formiche, moscerini e posateli sulle trappole.
e è in buona salute scatterà immediatamente: è un piacere per gli occhi.
Al contempo, assicuratevi che non abbia troppo cibo: due terzi delle trappole dovrebbero sempre essere vuote.

Il rinvaso
E' necessario procedere al rinvaso quando le radici sporgono dal vaso, quando non ha più spazio per crescere, quando la torba inizia a marcire (lo capirete dall'odore) o quando inizia a sviluppare muffe.
Preparate un vaso con un misto di torba e perlite o sabbia di quarzo (non sabbia raccolta a caso).
Rimuovete la pianta dal vecchio vaso delicatamente, stando attenti a non toccare le trappole e a non spezzare le radici, che sono delicate.
Mettete la pianta nella torba, coprendo le radici ma senza comprimete la terra.
E' decisamente consigliato svolgere l'operazione durante il periodo di dormienza.

E d'inverno?
Sarete tentati i portarla in casa (come ha fatto mia madre con la mia, con il risultato che è crepata in breve tempo).
Come già detto, se ne sta bene all'aperto, e le basse temperature la fanno andare in letargo: ne ha bisogno per ricaricare le energie.
Quando vedete che la temperatura inizia a scendere sotto ai 5 gradi togliete gradualmente l'acqua dal sottovaso in modo che non ghiacci le radici, e annaffiatela saltuariamente dall'alto (ogni cinque giorni circa), dandole giusto l'acqua necessaria per non schiattare, avendo nel frattempo cura di ripararla dalla pioggia.

Cosa non fare mai. Mai!
Annaffiare la pianta dall'alto, rischiate che vi marcisca.
Far scattare le trappole a vuoto per il gusto di vederle muoversi. E' un movimento che consuma pesantemente le energie della pianta.
Sovralimentare la pianta: farà indigestione e morirà.
Lasciarla sotto alla pioggia.
Concimare il terreno in qualsiasi modo: lei si ricava tutto il nutrimento dagli insetti, concimarla è come avvelenarla.
Usare terriccio universale o terra comune.
Mettere nel sottovaso acqua di rubinetto.
Spostarla spesso: non lo sopporta proprio.
Tenerla in casa.

In sostanza, è una pianta un po' delicata, ma non così complessa. Avendo la terra e l'acqua giuste non c'è molto altro da fare: piazzatela dove possa avere tutto il sole che vuole e una volta al giorno controllate che abbia "cibo" e acqua.
Non dovete spostarla, non dovete concimarla, non dovete stuzzicarla. Se fate così, starà benissimo e crescerà più in fretta di quanto possiate pensare!

Cani: il cibo secco

Le crocchette sono molto importanti per Fido...

Sono un po' arrugginito circa l'alimentazione canina, in quanto ormai è un annetto che non possiedo più cani (sigh).
Ma visto che una mia amica mi ha chiesto qualche informazione e probabilmente i genitori della mia ragazza prenderanno un cucciolo, rispolvero un po' quello che so.

Cominciamo quindi con questo post sul cibo secco: come per i gatti anche per i cani è l'alimento migliore, anche se non il più appetibile. Ce ne sono tantissimi in commercio, ma la prima cosa da tenere in considerazione sono la taglia e l'età del cane.
Non a caso ci sono moltissime linee appositamente per cuccioli e cani in crescita (fino ad un anno di età): hanno bisogno di una dieta particolare. Alimentare un cane in modo scorretto durante il periodo di crescita, in particolare nei primi 6 mesi di vita, può comprometterne a vita il fisico e la salute, portando ad una vecchiaia precoce.
Il cibo secco di solito è più bilanciato di quello umido, previene la formazione di tartaro e facilita la digestione. Ma c'è sempre il problema della qualità. Per quello basta leggere le etichette.

In primis, diffidate dei cibi "da supermercato"... e leggete sempre le etichette. Inutile dire che c'è da diffidare dei produttori che non dichiarano con chiarezza cosa contiene il prodotto, e in che percentuali (la legge obbliga infatti a scrivere gli ingredienti, ma non le percentuali).

Come si presenta l'etichetta di un cibo di qualità?
Gli ingredienti per legge devono essere elencati in ordine decrescente a livelli quantitativi: se al primo posto c'è la carne e al secondo sottoprodotti di origine vegetale, di sicuro la carne è in quantità maggiore.
Poi, consultando l'analisi chimica (o tenori analitici) del prodotto, ovvero la percentuale in proteine, grassi, umidità, cellulosa e ceneri.
Spesso però i conti non tornano, non si arriva, con la somma, a un 100%. Questo perché in molti casi non viene indicata la percentuale di carboidrati non è indicata chiaramente, ma ci si può arrivare con una sottrazione.
Un buon alimento ha proteine superiori al 20%, grassi inferiori sempre al 20% e meno ceneri possibili.
Rispetto ad un gatto, un cane tollera molto meglio un apporto di carboidrati maggiore, infatti mentre il primo ha mantenuto la sua natura di animale prettamente carnivoro, il cane nel corso dei secoli, vivendo a stretto contatto con l'uomo, si è adattato ad una dieta più varia.

Un altra cosa, non è necessario variare spesso la marca delle crocchette: il cane non è un essere umano, non si "stanca" dello stesso sapore. E' un animale abitudinario e per lui un cambio di mangime è causa di stress. Se proprio bisogna farlo, è meglio procedere gradualmente, aggiungendo una percentuale del nuovo cibo sempre maggiore in quello vecchio, fino ad una completa sostituzione.

Finisco con l'elencare qualcuna delle marche a mio avviso migliori. Non vi riporto i valori, perché a seconda della linea variano, ma i possono trovare comodamente in rete.

MONGE
Ho scoperto da poco questa azienda italiana e totalmente cruelty free (non effettuano test su animali), e i prodotti mi sembrano abbastanza buoni, in relazione al prezzo.

EUKANUBA
Di questa marca ho sentito pro e contro. Di sicuro il prezzo è alto ma c'è un'ampia gamma di prodotti tra i quali scegliere.

TRAINER
Ultimamente sento molto parlare della Traniner, e leggendo in giro mi sembra ottima. Ha un ottimo apporto di proteine e integra con estratti vegetali per garantire un buon apporto di vitamine, minerali e altre proprietà benefiche delle piante.

ROYAL CANIN
Non conosco davvero nessuno a cui questa marca abbia dato problemi. Fornisce una vastissima scelta non solo per età o taglia, ma ha delle linee create appositamente per alcune delle razze più delicate o con fabbisogni particolari.

FORZA 10

Anche questa mi sembra ottima. Oltre ad essere Made in Italy è estremamente appetibile e con una percentuale di grassi tra le più basse.

Verdure al microonde

Passa al lato oscuro della Forza, abbiamo il microonde

Quasi tutti considerano il microonde uno strumento per scaldare i cibi freddi da frigo, oppure per finire di cuocere la roba precotta.
Bè, si, anche.
Ma spesso dimentichiamo che "il microonde" è un FORNO a microonde. E cosa si fa con un forno? Si cucina.
Uno degli "inconvenienti" della dieta vegetariana -o anche solo del voler mangiare un po' di sana verdura- è che la sudetta va cucinata. E ci vuole parecchio tempo, soprattutto per le ricette più sfiziose.
Si sa, ora come ora il tempo scarseggia (tranne che per i disoccupati come me, ma quella è un'altra storia). In ogni caso, se non avete voglia di stare troppo in cucina, il microonde diventerà il vostro migliore amico. Io ci sto facendo amicizia ora, non andiamo sempre d'accordo, spesso bisticciamo, ma dobbiamo imparare a conoscerci.

Ma, oltre al risparmio di tempo, quali sono gli altri vantaggi di questo tipo di cottura?
  • Risparmio di energia: invece di attaccare fornelli e forno, si può risparmiare parecchio. E' vero che il microonde ciuccia un sacco di elettricità, ma anche i forni elettrici lo fanno (o gas, per i forni a gas). E il tempo di utilizzo del forno tradizionale è di sicuro più lungo.
  • Dieta più varia: con il fatto che ci si mette pochissimo, non ci sono più scuse per continuare a sfamarsi di pastasciutta, uova al tegamino e panini.
  • Maggior apporto vitaminico: le verdure cotte in acqua alla fine arrivano alla nostra tavola con un contenuto irrisorio di vitamine e altra robbbba bbbuona. Infatti tutte queste sostanze restano nell'acqua di cottura, che puntualmente viene buttata. con il microonde invece non si perde nulla, esattamente come nella cucina a vapore.
  • Più sapore: questo tipo di cottura esalta i sapori e lascia le verdure molto dolci. Spesso non c'è bisogno di aggiungere sale, e si evita l'utilizzo di burro e olio durante la preparazione (che cotti fanno male malissimo).
Svantaggi?
Si, uno svantaggio c'è: il fornetto di casa di sicuro non sarà molto grande, quindi per fare porzioni abbondanti non è consigliato.

E dopo questa lunga premessa, iniziamo con le ricette. In questo primo post sul microonde vi elenco giusto giusto le basi. Più avanti vi darò qualche ricettina più elaborata, ma cominciamo volando basso.
Per quanto riguarda la potenza, io la setto sempre intorno ai 700W o poco più. E funziona bene.
Ah, dimenticavo: qualsiasi cosa cucinate a microonde, fatelo in un recipiente coperto o provvedete voi coprendo con la pellicola trasparente.

BROCCOLI O CAVOLFIORI A MAZZETTI
Per mezzo chilo di broccoli, metterli in una pirofila con un terzo di bicchiere di acqua, cuocere 8 minuti più 2 di riposo.

CAROTE A RONDELLE
Per 400 grammi di carote, mettetele in una pirofila con un mezzo bicchiere di acqua e cuocete per 8 minuti più 2 di riposo.

CAROTE INTERE
Mettete le carote in una pirofila con due dita d'acqua e cuocete a massima potenza per almeno 10 minuti (le carote sono un po' bastarde).

PATATE INTERE
Per 800 grammi di patate (lavate, ma con la buccia), metterli in una pirofila con mezzo bicchiere di acqua, cuocere per 18/20 minuti più 5 di riposo.


PEPERONI A FETTE
Tagliate i peperoni in quattro, preriscaldate il piatto crisp per 3 minuti, quindi posatevi le fette dalla parte della pelle e cuocete per 10 minuti, senza coprire. Dopo la cottura, fare raffreddare in un recipiente coperto (così la pellicina, per chi non la gradisse, viene via).

PISELLI
Per 250 grammi di piselli, metteteli in una pirofila con due dita d'acqua e cuocete per 6/7 minuti più altri 3 di riposo.

PORRI
Mettete i porri interi in una pirofila, senza fare più strati, aggiungete un dito d'acqua e cuocete per 5/6 minuti, più due minuti di riposo.

SPINACI
Per 500 grammi, metteteli in una pirofila con pochissima acqua e cuocete per 7 minuti più 4 di riposo.
Se usate quelli surgelati, aspettate che si scongelino o usate sempre il magico microonde per scongelarli.

ZUCCA
Tagliate la zucca a metà, svuotatela dei semi e mettetela rovesciata (con la scorza) in una pirofila con un dito d'acqua. LA cottura va dai 13 i 20 minuti a seconda delle dimensioni e della maturazione ella zucca.

ZUCCHINE A PEZZETTI
Per 500 grammi, mettetele in una pirofila con pochissima acqua e cuocete per 6 minuti più 2 di riposo.

ZUCCHINE INTERE
Avvolgete ogni zucchina nella pellicola trasparente e fate qualche foro con uno stuzzicadenti. Cuocete per circa 5/8 minuti, a seconda delle dimensioni dell'ortaggio.

E questo è quanto (almeno, queste sono le verdure che mi piacciono di più e che quindi preparo più spesso).
Non avete scuse per non provarci, è semplicissimo. A prova di scimmia.

Brownies

Questi cosi fanno malissimo al fegato ma sono un tonico fantastico per l'umore
Come, non avevo ancora pubblicato la ricetta dei brownies? Rimediamo subito!
Questa ricetta che sarà una tentazione irresistibile per tutti i golosi che bazzicano da queste parti.
Non so se esiste qualcosa di più calorico, cioccolatoso e malefico dei Brownies.
Avete presente nei telefilm americani -ma anche nei cartoni- quando il personaggio di turno si mangia quelle specie di mattoncini marroni? Si? No? In ogni caso, quelli sono Brownies.
Esistono una miriade di varianti di questi dolcetti americani e anche voi potete sbizzarrirvi semplicemente aggiungendo alla ricetta un aroma a vostra scelta (menta, vaniglia, cannella, zenzero, fragola e così via), glassandoli, servendoli con il gelato o la panna montata o aggiungendo all'impasto canditi, granella di nocciole, mandorle o pistacchi o scaglie di cioccolato.
Avete già l'acquolina in bocca, vero?
Sono tanto facili da preparare quanto da mangiare, e vi faranno venire i sensi di colpa con le loro ventordicimila calorie per grammo, nonché attireranno su di voi impronunciabili maledizioni dal vostro fegato.

Vediamo quindi la ricetta migliore per farsi venire le paranoie circa la vostra linea (ringraziate che la versione che vi propongo io è leggera rispetto a tante altre):
  • 150gr cioccolato fondente
  • 100 gr burro
  • 100 gr farina
  • 150gr zucchero a velo
  • 20gr cacao amaro
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • (50 g di nocciole, pistacchi, mandorle o scaglie di cioccolato e/o un'essenza a scelta)
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, aggiungete il burro a pezzetti e continuate a mescolare finché non avrete un composto perfettamente omogeneo e liquido. Togliete dal fuoco ma tenete al caldo, non deve perdere la fluidità.
Setacciate insieme farina, zucchero a velo e cacao. A parte sbattete le uova con il sale finché risulteranno schiumose e leggere e aggiungetele a filo al composto, mescolando bene. Ora potete aggiungere anche il cioccolato e il burro fusi (insieme alle eventuali scaglie di cioccolato o frutta secca, oppure all'essenza che avete scelto ma non è obbligatorio) e mescolate finché non otterrete un composto denso, omogeneo e dall'aspetto appetitoso.
Rivestite una teglia da forno quadrata con il lato lungo 22cm, versatevi il composto livellandolo bene e infornate con forno già caldo a 180° per circa mezz'ora.
Nel frattempo, so che non resisterete alla tentazione di ripulire il contenitore ancora sporco di impasto. Birbe birbe birbe! (e chi coglie la citazione ha la mia stima)
Appena sfornato tiratelo fuori dalla teglia e posatelo (con carta da forno annessa) su una griglia a raffreddare. La griglia è importante per far "respirare" il tutto, se lasciate nella teglia o posate su un piatto il fondo rimarrà molliccio, mentre il brownie perfetto è soffice all'interno e croccante fuori.
Quando è raffreddato, tagliate la torta in tanti piccoli (o grandi) quadratini.

Ora potete decidere se mangiarli da soli, con il latte, con il caffè, accompagnati da panna montata o gelato o farcirli di marmellata per una Sacher all'americana (bestemmia!).

Insomma, sbizzarritevi pure e trovate la vostra versione personale di Brownies.
Buon colesterolo e buon diabete!

L'uccello che girava le viti del mondo

Perché non sempre la realtà è completamente vera, nè la verità è completamente reale

Finalmente ho finito di leggere questo libro.
Ci ho messo davvero tanto a finirlo, è dall'aprile del 2011 che mi tiene compagnia, e abbiamo fatto un bel pezzo di strada insieme.
E ci tengo a far conoscere anche a voi questo mattone di ottocento e passa pagine, sbucato fuori al cervello e dalla penna di Haruki Murakami. A cominciare dalla trama.
E qui sorge il primo grosso problema. La trama è un po' il biglietto da visita del libro, in fondo, ma è davvero difficile stilare una trama che sia esauriente e riassuntiva allo stesso tempo. Ma ci proverò lo stesso.
Okada Toru è un giapponese sulla trentina, sposato, che ha lasciato il lavoro e si dedica alle faccende di casa mentre la moglie Kumiko provvede a portare a casa uno stipendio.
Tuttavia un giorno la sua tranquilla vita coniugale inizia a farsi strana: Okada inizia infatti a ricevere telefonate erotiche anonime e al contempo il gatto di casa sparisce. La moglie sembra scossa a tal punto dalla scomparsa del gatto da contattare una sensitiva per chiedere aiuto.
Ma non è solo il gatto a sparire: in breve tempo infatti Kumiko stessa se ne andrà di casa, senza dare nessuna spiegazione al marito e rifiutandosi di incontrarlo o parlarci ancora.
Il nostro protagonista non si darà per vinto e inizierà a cercare la moglie, convinto che dietro alla sua scomparsa ci sia qualcosa di più di una semplice relazione extraconiugale.
Da qui inizierà un lunghissimo viaggio nel quale si intrecciano passato, presente, una miriade di personaggi e che porterà Okada a scavare come prima cosa dentro sè stesso per comprendere e ritrovare l'essenza di Kumiko.
Si, penso di esserci riuscito. Ma non esprime nemmeno lontanamente quanto complesso e profondo sia questo libro.
Ho già detto che ci ho messo tantissimo tempo per leggerlo. Non è una questione di pagine, se voglio macino pagine su pagine come un tritacarte.
Partiamo dal fatto che il libro è complesso. Non a livello di scrittura, anzi, è decisamente scorrevole e di piacevole lettura. Ma i personaggi sono tanti, tutti enigmatici e continuano a intrecciarsi, comparendo, sparendo, tornando a galla; inizialmente sembra che ruotino tutti attorno al protagonista. Solo dopo un bel pezzo ci si rende conto che il legame tra loro e tra i fatti apparentemente distanti che descrivono o vivono è tanto sottile quanto profondo.
Quindi, la lettura richiede concentrazione e una discreta memoria per quanto riguarda persone, luoghi ed epoche.
Infatti il libro salta continuamente tra presente e passato, all'interno di flashback dei vari personaggi, che spesso comprendono lunghi stralci storici sulla Seconda Guerra Mondiale. E anche tra presente e un passato altro o un presente altro, luoghi e tempi non del tutto reali e non del tutto veri.

Oltre alla complessa costruzione a spirale, il libro è profondo. E' pieno di descrizioni ed elucubrazioni che fanno pensare, meditare, che scavano. Spesso i personaggi sembrano contorti, quasi malati. Ma ad un esame più attento, i loro pensieri li abbiamo fatti anche noi. Solo che non ci piace ammetterlo. Pensieri paradossali, a tratti folli, ma che fanno parte della natura umana.
E della natura umana il libro tratta ampiamente. Dei lati più nobili, di quelli torbidi, di quelli lucidi e di quelli irrazionali. I passaggi violenti non mancano, soprattutto nei flashback riguardanti la guerra, così come non mancano le descrizioni delle piccole cose, del quotidiano. E Murakami dimostra di cavarsela egregiamente in entrambi.
Ecco, se dovessi dire di cosa parla esattamente il libro direi che  parla della morte, della vita, dell'ineluttabilità delle cose, dello scorrere tranquillo del tempo e dell'affanno dell'essere umamo che, condannato dal suo stesso raziocinio alla consapevolezza della propria mortalità, si affanna a trovare un senso e un fine alla propria esistenza. Sperando che l'uccello-giraviti abbia avvitato anche oggi per bene tutte le viti che tengono insieme lo spazio e il tempo.

In conclusione: leggetelo. Non fatevi spaventare dal numero di pagine: è un compagno di viaggio ideale, anche se lo lascerete fermo per un po' se ne starà a sonnecchiare per tutto il tempo necessario.
E' in grado di far crescere il lettore, di trasportarlo lontano. Spesso vi porterà in luoghi bui e profondi dove non vorreste andare... e che scoprirete essere spaventosi, terribili e mortalmente affascinanti.

Buoni propositi

Buoni propositi che evaporeranno presto

Ed eccoci arrivati al 2012.
Ringraziando i Maya, c'è chi si vivrà l'anno in ansia, chi no, chi sarà curioso di vedere che succede. Io appartengo alla terza categoria. Del resto il mondo doveva finire anche nel 2000, dovevano crollare i monti, aprirsi voragini nella terra, doveva esserci il Millennium Bug che avrebbe mandato in tilt tutti gli apparecchi elettronici, sarebbero dovuti arrivare gli gnomi delle mutande a svuotarci i cassetti.
E invece siamo ancora qui, cazzo.
Quindi, non penso che cambierà molto.
In ogni caso, anche se dovessi crepare antro un annetto o giù di lì, non mi sono dimenticato di fare i miei buoni propositi per l'anno nuovo. Fiori, cioccolatini, promesse che non manterrò.

La lista non è lunghissima ma è tosta tosta. Non gliene regherà nulla a nessuno, ma io me la pubblico qui. Altrimenti me ne dimentico.
  • Smettere di fumare
  • Tornare ad un regime vegetariano
  • Finire un libro prima di leggerne un altro
  • Prendermi più cura di me
  • Essere meno pigro
  • Fare più esercizio fisico
  • Non lasciare questo blog a marcire
  • Prendere la patente
  • Continuare a disegnare conin modo continuativo
  • Aggiornare in modo decente e costante il portfolio online
E mi pare sia tutto.

Buon 2012 a tutti, buona fine del mondo e buona ansia precolombiana.