Gin Rummy

Pochi giocatori, poche carte, poche regole: perfetto per i pigri

A me piace un sacco giocare a carte. Peccato che non ami briscola e scopa, e spesso altri giochi che prevedono due giocatori hanno regole complesse, mentre la maggior parte dei giochi di carte dà il meglio di sè giocato in tre o quattro persone.
Mi si pone quindi spesso il problema di trovare un gioco appetibile per soli due giocatori. Spulciando in giro, anni fa, ho trovato il Gin Rummy, un gioco semisconosciuto (almeno nella mi cerchia di amicizie e conoscenze varie), estremamente semplice e immediato da imparare, che occupa poco spazio (niente carte in tavola, ad eccezione della chiusura della mano), al quale volendo si può applicare comunque una buona dose di tattica. E, udite udite, prevede soltanto due giocatori.

Mazzo: francese da 52 carte (senza jolly, il classico mazzo "da poker")
Giocatori: due
Obiettivo: formare combinazioni con le proprie dieci carte e chiudere prima dell'avversario.

Svolgimento

Il mazziere distribuisce 10 carte a testa, ne gira una (detta "vela") per iniziare la pila degli scarti e posa le altre, che formeranno il mazzo.
Gioca per primo l'avversario del mazziere, che può prendere la prima carta scoperta (regola che vale solo per questo primo turno). Se la aggiunge alla propria mano può decidere se chiudere, calando le carte oppure scartare una carta e proseguire il gioco. Se non pesca la carta il turno passa al mazziere.
A sua volta, se il mazziere non è interessato alla carta scoperta il turno ritorna all'avversario.
Da qui in avanti i turni si svolgono con le seguenti regole.
Il giocatore:
  • pesca una carta dal mazzo o dagli scarti.
  • vede le combinazioni che gli è possibile realizzare.
  • scarta una carta (se ha pescato dagli scarti non può scartare la carta appena pescata) o "bussa" (chiude).
La mano termina quando uno dei due giocatori riesce a chiudere.
A questo punto l'avversario cala sul tavolo le combinazioni che anche lui è riuscito a formare; può inoltre attaccare le carte spaiate alle combinazioni dell'avversario (ad esempio, se chi ha bussato ha calato una scala dal 3 al 6 di cuori e l'avversario ha un 7 di cuori spaiato, può "attaccarlo" alla sequenza in tavola).
Si calcola il punteggio e si passa alla mano successiva.
La partita termina quando uno dei due giocatori raggiunge un punteggio stabilito (di solito 100 punti).

Tutto qui. E' la cosa più semplice del mondo. Ora vi spiego nel dettaglio come combinare le carte (di nuovo, regole a prova di scimmia), come chiudere e come calcolare i punteggi.

Combinazioni consentite
Le combinazioni sono quelle del ben più famoso Scala Quaranta, poche e semplici, ovvero:
  • combinazione - tre o più carte dello stesso valore (ad esempio un tris di 5)
  • sequenza - tre o più carte in scala dello stesso seme (ad esempio 9, 10 e Jack di fiori)

Bussare (chiudere la mano)
Uno dei giocatori può "bussare" e calare le proprie carte quando le carte spaiate che gli resterebbero in mano hanno un valore uguale o minore a 10, secondo il seguente schema di punteggio:
  • Asso: 1 punto
  • Carte dal 2 al 10: valore numerico della carta
  • Figura: 10 punti
Se il giocatore riesce a calare tutte e 10 le carte, realizza un "Gin", mentre se le cala tutte e 11 (senza quindi scartare), realizza un "Big" o "Grande Gin". In entrambi i casi il rivale non potrà attaccare (fare "lay off") le proprie carte spaiate alle combinazioni in tavola.

Conteggio dei punti
Chi bussa e chiude la mano guadagna un "box" dal punteggio variabile, che si stabilisce a inizio partita (io uso 10 punti di box).
Le carte spaiate al termine della mano si chiamano, in gergo, "deadwood".
I due giocatori confrontano i propri deadwood: chi ha in mano meno punti, guadagna la differenza tra i propri e quelli dell'avversario. Quindi è possibile anche per chi non ha chiuso portarsi a casa dei punti.

Un esempio: il giocatore A, al temine della mano, ha un 3 e un 4 spaiati. Il giocatore B, dopo aver calato le proprie carte e fatto lay off, si ritrova con due assi e un 2.
  • Deadwood A: 3+4=7
  • Deadwood B: 1+1+2=4
Eì il giocatore B, avendo un deadwood più basso, a guadagnare la differenza (in questo caso 3 punti).

Infine, chi ha chiuso a "Gin", ottiene 25 punti, mentre chi ha chiuso a "Big" ne riceve 30.

E si, se siete proprio pigri potete andare "a mano", e decidere che la partita si conclude dopo che uno dei due giocatori ha vinto un tot di mani di gioco.

Una variante del gioco che mi garba parecchio, detta "Oklahoma", prevede che il deadwood non debba essere uguale o inferiore a 10, bensì venga determinato dalla "vela", ovvero la prima carta scartata (se è un asso, non è consentito alcun deadwood, e sono permesse solo le chiusure a Gin o Big).
Inoltre, se la vela è una carta di picche, i punteggi al temine della mano vengono raddoppiati.

Inutile dire che giocare "a mano" toglie una bella fetta del divertimento e del rischio (avere in mano carte con un valore alto è rischioso, l'avversario potrebbe accapararsi parecchi punti in caso chiudesse prima di noi).
Per quanto il gioco sia in realtà molto semplice e si possa quasi riassumere con un "è come Scala Quaranta ma devi chiudere in mano", buona parte dell'abilità del giocatore è leggere il gioco avversario, cercando di capire quali carte abbia in mano ed evitando di scartare quelle che potrebbero essergli utili. Conta abbastanza anche la fortuna, ma con un po' di intuizione e una buona memoria è possibile capovolgere anche una partita nella quale ci si ritrova con una mano di partenza schifosa.
Provateci, già dopo un paio di mani avrete già imparatole regole.

La pietra del vecchio pescatore

Leggende celtiche e nostalgia a secchiate

Sono particolarmente legato al libro di cui andrò a parlarvi oggi.
Mi è stato prestato anni e anni fa da mia zia e all'epoca mi aveva letteralmente stregato. Da adolescente mi era venuta voglia di rileggerlo, ma era andato perso, per via di tutta una serie di problemucci famigliari (quelli del tipo per cui non fai molto caso a dove finiscono i libri di casa). Ho continuato a cercarlo senza successo.
Scovato in biblioteca a Modena, ne ho riletto un pezzo, convincendomi sempre di più che era un titolo che volevo assolutamente nella mia libreria. Ho recuperato l'edizione in lingua originale, ma di quella italiana nessuna traccia.
Fino a che, un mesetto fa, sono riuscito a scovarne una copia in una libreria dell'usato a Bologna, che mi sono immediatamente portato a casa (per di più, per pochi spiccioli).
Così, dopo quindici fottuti anni di ricerca, ho avuto finalmente modo di rileggermi "La Pietra del Vecchio Pescatore" comodamente acciambellato tra le coperte.

Il titolo originale dell'opera è "The Hounds of the Morrigan", e la prima pubblicazione risale al 1985. L'autrice, Patricia Mary Shiels O'Shea (i cui romanzi sono stati pubblicati sotto il nome d'arte Pat O'Shea), ha origini irlandesi e ha scritto questo romanzo con l'intenzione di creare un libro per l'infanzia che affondasse le radici nella cultura e nelle leggende celtiche.
Ci è ben riuscita: nonostante le ci siano voluti tredici anni per scriverlo, The Hounds of the Morrigan è considerato (fuori dall'Italia, dove come già detto questo libro è pressoché sconosciuto), uno dei grandi classici per l'infanzia, e gode di enorme popolarità soprattutto nel Regno Unito.
L'influenza di Micheal Ende e del suo romanzo "La storia Infinita" è molto forte, soprattutto nell'incipit del libro, che tuttavia è lungi dall'esserne la brutta copia.
Dopo la solita, doverosa e breve, introduzione, diamo il via alla trama.
Patrick, detto Pidge, è un ragazzino irlandese dal carattere schivo e riservato. Un giorno scopre, per quello che sembra essere un puro caso, un antico manoscritto nel magazzino di un ex negozio di pegni. Esaminandolo meglio, dal libro escono due pagine: una presenta un'iscrizione in latino, l'altra il disegno di un serpente.
Senza saperlo, Pidge ha liberato un'antica, maligna creatura, e attirato su di sè l'attenzione dell'antica dea delle battaglie, la Morrigan, che ne brama il potere.
Se la Morrigan si impossessasse di quelle due pagine del manoscritto, sarebbe l'inizio di un'epoca di sventura. Ma nasconderle non è sufficiente, prima o poi la dea le troverebbe.
Così Pidge e la sorellina Brigit si troveranno, volenti o nolenti, incastrati in qualcosa di molto più grande di loro. Dovranno affrontare, sotto la guida della divinità della saggezza e della conoscenza, un lunghissimo viaggio, che li porterà indietro nel tempo e all'interno delle leggende irlandesi, per procurarsi l'unica cosa in grado di distruggere le pagine maledette: un sassolino, apparentemente insignificante, ma sporco del sangue della stessa Morrigan.
Ve l'avevo detto che l'incipit del libro risente moltissimo dell'opera di Ende. Ma questo non gli impedisce di svilupparsi e di avere un carattere proprio. Infatti se la Storia Infinita è soprattutto nella seconda parte quasi un romanzo di formazione sotto mentite spoglie fantasy, questo invece è puramente un romanzo di ricerca e viaggio. Si si, di nuovo il viaggio.
L'effetto nostalgico che è in grado di suscitare (ve ne parlerò tra poco) deriva dalla data di pubblicazione e non è negli intenti dell'autrice.
Il romanzo è costruito sulle basi della fiaba popolare, e al suo interno fanno la loro comparsa molti personaggi tipici delle fiabe e del folklore irlandese: riconoscere i personaggi e le citazioni è una goduria per un appassionato di miti e leggende come il sottoscritto.
Proprio per la sua appartenenza ad una cultura diversa da quella italiana e ai continui riferimenti folkloristici, il racconto, sebbene originariamente indirizzato ad un pubblico giovane, qui in Italia può essere pienamente apprezzato solo da chi è già un po' più grandicello (sebbene ogni bambino o ragazzino appassionato di fantasy lo amerà).
E' vero che il libro è un fantasy, ma è lontanissimo dal fantasy moderno (tema che ho già affrontato in altre recensioni), e ha più l'aspetto di una fiaba. Della fiaba ha anche la struttura: passaggi veloci, descrizioni sommarie, situazioni che spesso non necessitano di una spiegazione logica, frequenti ripetizioni. Uno stile al quale potrebbe essere difficile abituarsi, almeno per le prime pagine, visto che non brilla per raffinatezza e le frasi sono spesso costruite in un modo che oggi risulta grossolano (anche se qui potrebbe essere colpa anche del traduttore).
Il libro è ricchissimo di personaggi che, fatta eccezione per i protagonisti e la loro famiglia, sembrano uscire direttamente da una fiaba. E proprio come i personaggi delle favole, soffrono di un grande difetto: un minimo spessore caratteriale. Sono pochi quelli che vengono approfonditi, complice il fatto che spesso compaiono per poche pagine. Ma la cosa non va a pesare sulla struttura complessiva: ci troviamo di fronte a personaggi leggendari (nel senso letterale della parola), rimasti immutati per centinaia di anni, le cui azioni sono guidate da codici ancestrali e il cui carattere è bidimensionale a causa della loro stessa condizione di miti. Anche i protagonisti spesso trovano bizzarro il loro modo di agire, di parlare e di pensare, indice che la cosa non deriva da una scarsa abilità narrativa, ma è un espediente voluto.
A fare da contrasto a quelle che sembrano essere figurine di carta prive di spessore, spuntate fuori da una fiaba, ci sono i protagonisti, Pidge e Brigit. Nella loro semplicità caratteriale infantile risultano ben costruiti. Da un lato lui, più grandicello, di indole riflessiva e prudente, dall'altro la bambina, scatenata, sfacciata e senza una concezione del pericolo ben definita: nell'insieme formano una coppia bilanciata.
Proprio per la loro condizione di bambini tenderanno ad avere pochi dubbi sull'autenticità di ciò che succede, per la capacità di accettare il mistero e la magia in modo quasi naturale tipica dell'infanzia.
C'è da dire che Pidge, nonostante sia un amante dei libri, è lontano dallo stereotipo del ragazzino cicciottello e sfigato che tutti prendono in giro: è semplicemente un tipo riservato, che ama starsene sulle su e prendersi il suo tempo per pensare, ma che in caso di necessità non si tira di certo indietro. Punto a favore per lo stereotipo evitato.
Tutto il libro è ambientato nell'Irlanda rurale di venticinque anni fa: piccoli paesini, fattorie, fitti boschetti e infinite distese di campi e colline. Il che avrà un terribile effetto nostalgico per i lettori con più di vent'anni cresciuti al di fuori delle grandi città, visto che ritroveranno paesaggi molto simili a quelli dove hanno trascorso la loro infanzia. Penso che questo libro, nonostante sia un romanzo per ragazzi, possa risultare molto più interessante per chi ragazzo non lo è più. Quando è stato pubblicato qualsiasi ragazzino poteva immedesimarsi nei protagonisti, e fantasticare, durante le scorribande in aperta campagna, di vivere le loro stesse avventure. Non so come sia la campagna irlandese ora, ma di sicuro qui in Italia le cose sono cambiate parecchio, e i passatempi infantili di oggi non comprendono, almeno non nella maggior parte dei casi, lunghissime passeggiate in mezzo al nulla dei campi.
Tramite questa favola chi, come me, ha avuto un'infanzia in un ambiente "rurale", tornerà a ricordare i lunghissimi pomeriggi afosi estivi nei quali il tempo sembrava non trascorrere mai e nei quali l'unica cosa da fare era infilare un paio di provviste nello zaino e andare ad esplorare i dintorni. Ore passate a non far nulla e ad entusiasmarsi per ogni piccola cosa, quando ogni pretesto era buono per inventarsi favole fantastiche che facevano di ogni giornata un'avventura.
Insomma, nostalgia a palate, una punta di amarezza nel constatare quanto le cose siano cambiate e una buona dose di rimpianti per quei tempi passati dove bastava davvero poco per divertirsi (avere una bicicletta era già una gran cosa).

Complice la semplicità dello stile, la moltitudine di situazioni e le descrizioni rapide, è un libro che non impegna troppo e che si fa leggere tutto d'un fiato, anche mettendovici d'impegno ed essendo più pigri possibile probabilmente la lettura non vi impegnerà più di una settimana.
E' l'ideale per staccare la spina e riscoprire il valore e il piacere delle piccole cose.
Di contro, non è certo esente da difetti. Oltre alle ripetizioni già menzionate, questo libro va affrontato con l'idea di avere di fronte di qualcosa di estremamente semplice (anche se lo definirei più come "genuinamente" semplice). Non è un testo con una morale o una struttura impegnativi, e vi deluderà se in esso cercate qualcosa di profondo. L'ingenuità narrativa non manca e molti passaggi risultano deboli.
Nel complesso, va letto come libro "di genere", tenendo presente che si tratta di un romanzo per ragazzi, che i protagonisti sono bambini e che quasi tutto il racconto è visto dalla loro prospettiva. Se sarete in grado di accettare questi presupposti, questo libro sarà in grado di farvi ritrovare il piacere di apprezzare le cose piccole e insignificanti, di sognare ad occhi aperti e di far uscire, almeno per un po', il bambino che è chiuso a chiave in fondo al nostro subconscio. Perché fare i bambini ogni tanto è un nostro sacrosanto diritto.

Veniamo alle note davvero dolenti: questo libro è difficilmente reperibile. Entrambe le edizioni, sia in copertina rigida (come quella che sono riuscito a reperire, edita da Longanesi) che in brossura sono fuori stampa. Ma non disperate: moltissime biblioteche, se decentemente fornite, hanno questo titolo sui loro scaffali o in magazzino, provate a chiedere (non costa nulla). Vista la semplicità del testo, anche leggerlo in inglese è più che fattibile, e questa edizione si trova facilmente online.
Dovrete cercarlo per un po', se vi interessa davvero. Ma cercare un libro fuori commercio rende ancora più gustosa la lettura una volta che lo avrete tra le mani.

In conclusione consiglio a tutti, grandi e piccoli (ma soprattutto ai grandi). Se avete voglia di farvi venire il magone per un'epoca ormai passata e che non tornerà più, se volete passare il vostro tempo immergendovi in una piacevolissima avventura, se volete dimenticarvi per un po' dell'esistenza di tablet, console, cellulari, bollette da pagare e disoccupazione, se volete allontanarvi momentaneamente dalla società moderna che prevede che le bambine indossino tacchi, minigonne e trucco a cinque anni, questo è il libro che fa per voi.
Fatevi il regalo di tornare indietro, a quando tutto era semplice.

Passeggiata sotto la pioggia

Vi assicuro che è più costruttivo e utile di quanto pensiate

Dovrebbe arrivare la bella stagione, anzi, dovrebbe essere già arrivata. E invece fuori diluvia.
Un bel problema per molti cani, che si vedono costretti a rinunciare alla loro passeggiata quotidiana. Spesso poi diventa un problema anche per i proprietari, che si ritrovano con un animale che scoppia di energie, ascolta meno e distrugge tutto quello che gli capita a tiro.
Pioggia o no, il cane ha bisogno di muoversi.
La cosa si può risolvere tramite giochi di attivazione mentale, ideali per i giorni di pioggia. Oppure si può uscire lo stesso, per una bella passeggiata sotto alla pioggia, che è l'attività sulla quale volevo soffermarmi oggi.
Alla maggior parte dei cani importa poco che fuori piova. Per molti è anzi una condizione particolarmente stimolante. A patto che non stia venendo giù il diluvio universale, prendete seriamente in considerazione l'idea di munirvi di impermeabile o ombrello (l'ombrello solo nel caso abbiate un cane con una quantomeno discreta condotta al guinzaglio, altrimenti avrete bisogno di entrambe le mani per controllare adeguatamente il vostro compagno), e uscire lo stesso, in barba al maltempo.

I cani più adatti a questa attività sono in particolare tutte le razze da lavoro, i cani da caccia e quelli da acqua.
Parlando di gruppi FCI, tutti i cani del gruppo 1 (cani da pastore e bovari), 3 (terrier), 5 (cani di tipo spitz e primitivo), 6 (segugi e cani per pista di sangue), 7 (cani da ferma) e 8 (cani da riporto, da cerca e da acqua) accoglieranno con entusiasmo questa attività. Nel gruppo 2 (cani di tipo Pinscher e Schnauzer, molossoidi e Bovari Svizzeri), molte tra le razze più attive (schanuzer, boxer, rottweiler, leonberger, terranova ed altri ancora) hanno comunque un'ottima propensione alla passeggiata sotto la pioggia. Bassotti, levrieri e cani da compagnia sono in genere più restii, ma vale la pena provare (barboncini, affenpinscher e griffoncini di solito adorano questa attività).
Infine, la maggior parte dei meticci apprezzerà.

Se volete risparmiarvi un po' di lavoro di asciugatura, munitevi di una mantellina impermeabile per cani.
E ora cominciamo a vedere i benefici di questo tipo di passeggiata.

Un mondo nuovo
Il cane è un animale che si orienta soprattutto tramite il fiuto. La pioggia distorce gli odori, rendendo anche la strada sotto casa, che il cane conosce a memoria, un ambiente totalmente nuovo, pronto per essere esplorato con il naso.
Avremo quindi modo di offrire al nostro amico un'attività nuova senza andare in un posto diverso. E un cane intento ad esplorare e a decodificare odori sconosciuti o inusuali è un cane stimolato e attivato a livello mentale. Il che, a fine passeggiata, si traduce in un cane più stanco e tranquillo.
Non solo gli odori, ma anche i rumori cambiano. Le macchine diventano molto più rumorose, soprattutto quando passano sopra alle pozzanghere. Mettere in contatto un cane con rumori così particolari, che potrebbero risultare allarmanti, renderglieli familiari e metterlo nella condizione di gestirli tranquillamente contribuisce a renderlo un esemplare più equilibrato e più controllabile, aumentando la sua autostima.
Nel complesso insomma la passeggiata diventa impegnativa e stimolante: condividere con il nostro amico un'attività così intensa contribuisce a rafforzare il legame di fiducia, rispetto e complicità, oltre ad offrirci la possibilità di proporre i consueti esercizi di obbedienza (e magari qualche sfida di fiuto) in un ambiente impegnativo da gestire, aumentando la capacità di concentrazione del cane e la prontezza con la quale risponde alle nostre richieste.

Ci asciughiamo

Quando rientreremo dalla nostra passeggiata ovviamente Fido sarà bagnato fradicio, e non è il caso che entri in casa, lasciando dietro si sè una scia di fango e porcherie varie.
Abbiamo quindi la possibilità di insegnargli un comando nuovo.
Lasciamo il cane sotto al portico o in anticamera, dicendogli "ci asciughiamo" oppure "sei bagnato", e andiamo a prendere un asciugamano, impedendogli di entrare in casa o di andarsene dall'anticamera (in questo caso, per le prime volte, possiamo aiutarci legando il guinzaglio alla maniglia della porta o ad un altro punto fisso).
Gli permetteremo di andare sulla sua cuccia solo quando sarà asciutto (mai lasciarlo bagnato fradicio, se ci tenete alla sua salute!).
Nel tempo il nostro cane imparerà prima che "ci asciughiamo" significa che non può entrare in casa, poi collegherà il semplice fatto di essere bagnato al divieto di entrare, aspettandoci pazientemente anche solo quando ad essere bagnate saranno solo le zampe. Nella maggior parte dei casi sarà proprio lui a farci cenno sull'asciugamano, richiedendo di essere asciugato.
Niente più orme fangose in casa... un bella comodità.

Manipolazione fisica

Per noi l'asciugare il cane è una seccatura che pende tempo ed energie, ma per lui può rivelarsi un'attività piacevole rilassante e costruttiva.
Le prime volte, avendo noi e un invitante asciugamano a portata di bocca cercherà di saltarci addosso, leccarci o afferrare il telo. Ovviamente più impegnativa sarà stata la passeggiata, più il cane sarà stanco e meno voglia avrà di darci problemi.
Non agitiamolo, proponiamo l'asciugamano in modo tranquillo, facendoglielo fiutare. Se lo afferra, pronunciamo un fermo "no" oppure "lascia", alziamoci e allontaniamoci di un passo, riproponendo questo atteggiamento ad ogni reazione indesiderata, finché il cane non sarà tranquillo.
Quindi iniziamo ad asciugarlo, soffermandoci prima su quelle zone che, se manipolate, inducono nel nostro amico uno stato di piacere e calma: orecchie, ventre e interno coscia.
Procediamo con la gola e la schiena. Le zampe, parte del corpo che un cane non si lascia manipolare con accondiscendenza (soprattutto tra le dita), le prime volte le terremo per ultime.
Possiamo anche sfruttare l'occasione per insegnargli il comando "zampa", in modo che ci porga la zampa anteriore, pronunciando la parola quando solleviamo la parte interessata. Se si lascia asciugare le estremità senza agitarsi, ricompensiamo con un boccone, rinforzando così l'azione.
Questa procedura (che cercheremo di rendere più possibile simile ad un massaggio) rende al cane familiare e piacevole la manipolazione fisica (e associa al "ci asciughiamo" una conseguenza gradevole), e appaga il suo bisogno di contatto fisico con il proprietario.
Un cane che accetta serenamente questo tipo di contatto ci rende più facili tutta una serie di attività quotidiane: si lascerà spazzolare più serenamente, sarà più accondiscendente durante le ispezioni veterinarie e in caso di necessità potremo controllare il suo stato di salute (in futuro potrebbe essere necessario, ad esempio, ispezionare le zampe in caso di tagli o le orecchie in caso di otiti o corpi estranei).

Elettrodomestici rumorosi
Infine, possiamo approfittarne, dopo l'asciugatura, per mettere in contatto il cane con uno strumento spesso odiato: il phon.
Il phon produce un rumore forte e fastidioso e "tocca" il cane con un getto d'aria che, associato al rumore, risulta inaspettato e sgradevole.
Se abbiamo fatto un buon lavoro con l'asciugamano, il phon è superfluo, ma per il nostro amico è una bella sfida e possiamo proporgliela, ogni tanto, in modo costruttivo.
Cominciamo facendogli vedere l'attrezzo e lasciandoglielo annusare. Quindi, alziamoci e accendiamolo, facendo finta di asciugarci i capelli. Se il cane si agita ignoriamolo e continuiamo con l'operazione. Quando sarà tranquillo, usiamo su di lui il phon, a potenza minima e regolandolo sull'aia tiepida, non troppo calda, tenendolo a una distanza di quaranta centimetri o anche di più.
Se abbaia o si agita, non parliamogli nè accarezziamolo, ma rivolgiamo di nuovo lo strumento prima verso di noi e ripetiamo la prova. Se è tranquillo, continuiamo ad asciugarlo, aggiungendo magari un bocconcino.
come già detto, l'asciugacapelli è uno strumento superfluo. Ma l'esercizio (proposto saltuariamente, non a tutte le passeggiate) ha molti benefici.
Insegna al cane a non avere reazioni brusche di fronte ad avvenimenti inaspettati o oggetti "sospetti", rafforzando la sua capacità di autocontrollo e la sua autostima.Non solo, anche questo rende il legame tra noi e il nostro compagno più saldo e aumenta la fiducia che ripone in noi. Tutto di guadagnato.

In conclusione, la passeggiata sotto la pioggia è senza dubbio un'attività che richiede tempo, pazienza e una certa voglia di sporcarsi.
Ma visti tutti i benefici che può apportare, se fatta correttamente, al nostro rapporto con il nostro amico a quattro zampe e al suo equilibrio caratteriale, vale decisamente la pena di prendersi il tempo, di tanto in tanto, per tirare fuori dall'armadio dei vestiti "sporcabili", indossare l'impermeabile e avventurarsi comunque fuori dalla porta di casa.

Frutta e verdura- aprile

Insieme agli asparagi è in arrivo una carettata di primizie primaverili

Come sapete, il blog è stato chiuso per un mese. Ma ora sono tornato!
Riapriamo in bellezza con la frutta e la verdura di aprile, che finalmente comincia a diventare più varia e gustosa. Finalmente un po' più di varietà, con asparagi, patate novelle, piselli, cicoria, nespole e fragole.
Era ora di mangiare qualcosa di diverso dalla zuppa di cavolo.
La bella stagione è arrivata (o almeno dovrebbe, qui piove un giorno si e uno anche), e con l'ondata di ortaggi e frutta freschi possiamo ripulirci un po' l'organismo dal cioccolato pasquale e dalla pigrizia invernale, che in media non fa bene a nessuno.

VERDURA DI APRILE

Agretti
Simili all'erba cipollina, gli agretti sono anche detti "barba di frate","lischi", "roscani" o "senape dei monaci". Si tratta delle piantine giovani della salsola soda e hanno un sapore simile a quello dell'asparago selvatico. Li troviamo fino a fine maggio. Sono diuretici, depurativi, aiutano ad eliminare il colesterolo in eccesso nel sangue, contengono un sacco di vitamine A e B, potassio, calcio e fibre.
Apporto calorico per 100g: 17kcal

Asparagi
Sono arrivati gli asparagi migliori! La raccolta inizia verso la fine di marzo, e li troveremo fino a fine giugno. Contengono poche calorie, un sacco di potassio e una quantità equilibrata di vitamine e sali minerali. Fanno un gran bene al cuore e ai muscoli in generale... e si dice che siano pure afrodisiaci (insomma, non so a voi, ma a me la forma ricorda una cosa ben precisa).
Apporto calorico per 100g: 30kcal

Broccoli
Continuiamo a trovare i broccoli freschi, troveremo le varietà tardive fino a maggio. Ricchissimi di sali minerali, vitamine e fibre, contengono anche sostanze utili alla salute della tiroide. Sono antitumorali, diuretici, emollienti, depurativi e prevengono l'anemia. Puzzeranno pure, ma fanno solo bene.
Apporto calorico per 100g: 27kcal

Carciofi
Ultimo mese per i carciofi, anche se possiamo trovare qualche varietà tardiva anche a maggio. Poche vitamine ma tanto potassio e ferro. Apportano benefici al fegato, favoriscono la diuresi e la produzione di bile, aiutano la digestione, abbassano il tasso di colesterolo nocivo e prevengono malattie cardiovascolari.
Apporto calorico per 100g: 18kcal

Cavolfiori e cavoli
Per tutto aprile troveremo le varietà primaverili, poi inizieranno a scarseggiare, insieme al cavolfiore gigante di Napoli apriliatico, con raccolta tardivissima. Cavoli e cavolfiori sono ricchi di vitamina C e sali minerali, hanno proprietà depurative (il che, unito all'alta quantitàdi minerali presenti in essi favorisce la rigenerazione dei tessuti), antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Hanno anche la proprietà di abbassare il tasso glicemico nel sangue. Tutta salute.
Apporto calorico per 100g: 25kcal

Cicoria
Comincia la raccolta primaverile della cicoria, che se lasciata maturare oltre diventa amara. Si può trovare anche selvatica, sapendo dove cercare, in genere fino a fine agosto, ma le varietà tardive sono reperibili fino ad ottobre. Ha proprietà disintossicanti, diuretiche ed è in grado di abbassare il tasso di glicemia.
Apporto calorico per 100g: 12kcal

Cipollotti (o cipolline)
Ultimi cipollotti freschi, fino alla fine del mese. Ottimi sia cotti che crudi e dal sapore più delicato rispetto alla cipolla matura, sono ricchi di sodio, potassio, calcio e fosforo. Hanno proprietà antibatteriche e sono diuretici. Fateci un pensierino.
Apporto calorico per 100g: 32kcal

Fave
Da metà mese iniziamo a trovare le fave, che daranno però il meglio di sè solo a maggio. Sono piene zeppe di ferro e vitamina B. Ottime per gli anemici, sono anche il legume con meno calorie.
Apporto calorico per 100g: 50kcal

Finocchi
Li troviamo ancora per tutto il mese di aprile e anche fino a maggio, poi basta! Questo ortaggio è depurativo, antiossidante e ipocalorico. Gran cosa per la salute e per la linea, insomma. A me fa schifo.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Indivia

Pensavate fosse finita? E invece no: ora è presente sul mercato la varietà liscia bionda (fino a maggio). Ci trovate un sacco di calcio, ferro, fosforo, fibre e vitamina A. Fa bene allo stomaco e ha effetti antiinvecchiamento.
Apporto calorico per 100g: 10kcal

Lattuga
Comincia la raccolta della lattuga fresca. Ricca di fibre, di ferro e di vitamine varie, aiuta nelle diete ed è un segno che finalmente sta arrivando la bella stagione.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Patate novelle
Tra aprile e maggio possiamo gustare delle deliziose patate novelle. Chiamate anche primaticce, si distinguono per la buccia sottile e la polpa molto tenera. Hanno un contenuto calorico estremamente contenuto, nonostante siano ricche di carboidrati. Ideali per le diete!
Apporto calorico per 100g: 69kcal

Piselli
Comincia anche la raccolta dei piselli, anche se solo dopo la metà del mese ne troviamo di davvero buoni. Sono ricchi i fosforo, potassio magnesio, ferro, sodio e vitamine varie. Una vera miniera di benessere.
Apporto calorico per 100g: 85kcal

Ravanelli
Ravanelli per tutti, da ora in poi ne avremo per parecchi mesi. Poche calorie, tante proprietà depurative e diuretiche, potassio, calcio, fosforo, vitamina B e C. Ottimi contro l'inappetenza e la tosse.
Apporto calorico per 100g: 12kcal

Spinaci
Da metà mese troviamo i primi spinaci primaverili, molto più ricchi di sostanze nutritive e benefiche rispetto alle varietà invernali. Sono ricchissimi di sali minerali, hanno proprietà tonificanti che giovano al cuore, aiutano la produzione di globuli rossi e fanno perfino bene alla vista.
Apporto calorico per 100g: 24kcal


FRUTTA DI APRILE

Arance
Tra marzo e aprile si raccolgono le Rosse di Sicilia, e fino a maggio troviamo anche le Valencia. Tutti sanno che sono piene di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, combatte i radicali liberi e aiuta ad assorbire meglio il ferro, contrastando l'anemia. Aiuta la vista e ha proprietà antiossidanti.. ma ricordate che gran parte delle sostanze migliori si trovano nella pellicina bianca, non toglietela! Se decidete di farvi una spremuta, consumatela in breve tempo: bastano pochi minuti per far evaporare tutte le vitamine.
Apporto calorico per 100g: 34kcal

Fragole
Cominciano a comparire, anche e timidamente e ancora un po' anemiche, le prime fragole fresche, soprattutto da metà mese in poi.
Povere di calorie e ricche di fibre e vitamine, hanno proprietà antiossidanti e depurative, ripuliscono il sangue e attenuano le infiammazioni.
Apporto calorico per 100g: 30kcal

Kiwi
Ne troviamo fino a maggio, poi torneranno a farci compagnia il prossimo novembre. Pieni zeppi di vitamina C, ferro e magnesio, fanno bene alla vista e aiutano ad espellere il colesterolo in eccesso.
Apporto calorico per 100g: 40kcal

Limoni
Ancora limoni invernali (fino a maggio)! Tanta vitamina C che aiuta vista e sistema immunitario, insieme a proprietà depurative ed antiossidanti. E' utile contro nausea, raffreddore, ha benefici su fegato, pancreas e sangue e ha eccellenti proprietà disinfettanti.
Apporto calorico per 100g: 14kcal

Mandarini
Ultimissimi mandarini, e solo se avrete molta fortuna. Ricco di vitamina C, fibre, sali minerali e carotene, il mandarino è utile per prevenire il raffreddore, aiuta l'apparato digestivo (essendo facilmente digeribile), favorisce la diuresi e regola la pressione arteriosa.
Iniziamo a trovare anche gli ibridi del mandarino, ovvero il mandarancio (più dolce), la clementina (ibrido tra mandarino e mandarancio) e il mapo (ibrido tra mandarino e pompelmo), che ne condividono le proprietà.
Apporto calorico per 100g: 44kcal

Mele
Ultimo mese per le mele fresche! Grazie alla loro capacità di conservarsi naturalmente a lungo ce n'è ancora per tutti, ma la raccolta è finita e con l'approssimarsi della bella stagione quelle davvero fresche diventano via via più rare. Antitumorali e antiossidanti, prevengono del 21% il rischio di contrarre tumori. Una mela contiene fruttosio facilmente assimilabile, abbassa il colesterolo dannoso e aumenta la produzione di quello benigno, apporta benefici alle vie respiratorie, previene malattie cardiache e cerebrali. Si sa che una mela al giorno....
Apporto calorico per 100g: 45kcal

Nespole
Sbucano le prime nespole, e le troveremo fino a giugno. Dolci ma non caloriche, hanno blane proprietà lassative e offrono un sacco di vitamine e sali minerali, oltre a potassio, magnesio, ferro e calcio.
Apporto calorico per 100g: 30kcal

Pere
Fino a fine aprile però troviamo ancora la Kaiser, mentre la conference resterà sulle bancarelle fino a giugno.
La buccia della pera è ricca di fibre: pectina, una sostanza che contribuisce ad abbassare il tasso di colesterolo "cattivo" nel sangue e lignina, che assorbe acqua e previene tumori al colon. Ha proprietà antiossidanti e porta benefici a enti e digestione.
Contiene anche parecchi zuccheri ed è l'ideale per quando ci si sente spossati. Insomma, se siete giù di corda, fatevi una pera che vi passa.
Apporto calorico per 100g: 40kcal

Pompelmi
Ora abbiamo a disposizione il pompelmo rosa, fino a fine aprile, poi basta, li rivedremo il prossimo inverno. Ricchi di fibre, sali minerali e di vitamine, hanno un forte effetto antiossidante che va a favore di fegato e sistema circolatorio. Hanno pure proprietà antitumorali. Insomma, potete anche sopportare il loro sapore aspro e amaro ogni tanto.
Apporto calorico per 100g: 35kcal
Lo so, nell'ultimo mese non ho pubblicato praticamente nulla.
Ma il motivo c'è: non ho abbandonato il blog, ma sono reduce da un lutto famigliare grave.

Quindi, almeno fino a fine mese, considerate il blog chiuso per lutto.

Ci sentiamo ad aprile.

Il circo dei gatti di Vishnu

Un futuro fin troppo prossimo
 Dopo il libro del mese scorso, torniamo ad orientarci verso qualcosa di più maturo.
Non fatevi ingannare dal numero esiguo di pagine di questo libro, dentro c'è di tutto e di più, ed è un ottimo punto di partenza per fare la conoscnza i un autore di tutto rispetto.
Ian McDonald è un affermato scrittore di fantascienza britannico. Di padre scozzese e madre irlandese, vive oggi a Belfast ed ha vinto prestigiosi premi letterari, come il Philip K. Dick Award e un Prmio Hugo.
Il circo dei gatti di Vishnu è il suo ultimo libro pubblicato in Italia.
Classificato come romanzo di fantascienza, è ambientato in un futuro distopico inquietantemente vicino a noi. Fa parte di un ciclo di sette racconti scaturiti dalla penna di Ian McDonald, iniziato nel 2004 con River of Gods e atto ad esplorare l'evoluzione tecnologica dell'India.
Nonostante gli sporadici riferimenti alle opere precedenti e all'ambientazione comune, è perfettamente fruibile anche a sè stante.
Datato 2009 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 2011, il libro è stato candidato al Premio Hugo nel 2010 e vincitore del BSFA (British Science Fiction Association) Award.
Dopo avervi (mi auguro!) convinti della qualità del libro, passiamo alla trama.
Nell'India del 2025 nasce un bambino speciale, al quale viene dato il nome di una divinità: Vishnu. E' stato creato in provetta, geneticamente modificato per avere un'intelligenza e una memoria sovrumane. E' immune alla maggior parte delle malattie, bello, carismatico, e destinato ad avere una vita lunga il doppio rispetto a quella di una persona comune.
Vishnu è stato progettato a tavolino per essere un dio, un appartenente ad una nuova razza, i Bramini, destinati a condurre il Paese in una nuova età dell'oro.
Com'è possibile, allora, che un tale semidio sia ridotto in miseria e conduca un umile circo di gatti ammaestrati? A raccontarlo è lo stesso Vishnu, mentre fa esibire i propri felini, ai quali ha dato il nome di divinità Indù, in numeri sempre più sorprendenti.
Racconta la propria vita, senza enfasi, orgoglio o vergogna, della sua infanzia da bambino consapevolmente viziato e privilegiato e della sua progressiva presa di coscienza, di come un'intelligenza artificiale superiore abbia cercato di controllare gli esseri umani attraverso nanomacchine grandi come granelli di polvere; racconta di come ha visto il proprio Paese e il mondo intero scivolare in una fossa tecnologica senza via d'uscita e di come anche i prodigi che oggi appaiono insuperabili e divini, domani potrebbero essere già scontati ed obsoleti.
Per essere un romanzo breve, è denso di avvenimenti e offre numerosi spunti di riflessione. Comincio con il farvi notare come il tutto sia ambientato nel 2025. Siamo lontani dai vecchi romanzi di fantascienza, ambientati tra centinaia di anni, in mondi futuri irraggiungibili. No, Ian McDonald, con questo libro, ci sta dicendo "Ragazzi, il futuro è qui. Ci siamo.". Il che rende tutto il libro vagamente inquietante: gli eventi narrati in esso sono sì fantascientifici, ma ben strutturati, apparendo non del tutto impossibili, soprattutto considerando la velocità del progresso tecnologico odierno.
Cosa fareste se poteste programmarvi un figlio a piacimento? Probabilmente alto, bello, intelligente, carismatico, dalla salute intaccabile. E avendo un figlio del genere, vorreste per lui una carriera brillante... non è possibile che una persona così possa scegliere di vivere facendo lo spazzino o allevando polli.. giusto?
E ora che avete il vostro bambino perfetto e avete già sognato per lui un futuro di ricchezza, fama e potere, fermatevi un attimo.
Lo state facendo davvero per lui, o piuttosto per voi?
Parliamo quindi, prima ancora che di fantascienza, di egoismo umano, e di come le aspettative genitoriali gravino sulla vita dei figli,in un futuro dove un bambino è una cosa da sbandierare in giro e del quale vantarsi come un nuovo iPhone (e senza neppure metterci tanto cinismo, in molti casi questa è già una realtà).
Bambini oggetto destinati ad essere il futuro del Paese, a sposarsi tra loro per creare figli geneticamente superiori e migliorare la specie umana, esattamente come fanno gli allevatori coni loro animali.
Nel frattempo, abbiamo una società che si rifugia sempre di più nei mondi virtuali e che da essi diventa non solo sempre più dipendente ma diventa addirittura un tutt'uno con essi. E chi non vuole connettersi? E' libero di non farlo... ma resta tagliato fuori dal mondo. Non vi ricorda proprio niente?

Lo stile dell'autore è asciutto e diretto, ma al contempo sottile e quasi enigmatico.
Il ritmo, nonostante trascorrano anni nell'arco di una manciata di pagine è lento ma costante, come lo scorrere della Storia e le atmosfere sono limpide, quasi senza vere emozioni. Del resto il tutto è raccontato in prima persona, da un uomo la cui intelligenza e sensibilità si avvicinano al divino, il che lo porta a vedere i fatti con una sorta di pacato distacco. Questo conferisce al romanzo un sapore quasi da documento storico o da saggio, non per tutti facile da digerire. Non è una lettura così leggera, richiede concentrazione.
I personaggi che si muovono all'interno di questo breve romanzo sono tanti, e ben caratterizzati anche in poche righe. Essendo il racconto in prima persona vengono tutti filtrati attraverso gli occhi del protagonista, Vishnu. Che tuttavia percepiamo più come spettatore che come primo attore.
Vishnu, dall'alto della sua intelligenza sovrumana, è in grado di analizzare persone e situazioni ad un livello differente dall'uomo comune, rendendolo spesso distaccato e freddo; a noi arriva il suo punto di vista. Lo vedremo crescere lentamente, con una mente intrappolata in un corpo troppo giovane per le sue potenzialità e i suoi desideri e spesso vittima di una costante frustrazione, passando da neonato non ancora in grado di parlare ma già capace di elaborare fini ragionamenti,  ad un bambino con i desideri e le pulsioni di un adolescente. Quindi lo vedremo, adolescente e già saggio, iniziare a rendersi conto degli enormi e immutabili cambiamenti che incombono sulla società (e per esteso sul mondo intero), iniziare un viaggio di purificazione e redenzione.
Ma nonostante sia stato programmato per essere una divinità, resta sempre un essere umano, con i suoi affetti, simpatie ed antipatie, una persona che si porta sulle spalle il fardello di enormi aspettative da parte dei genitori e dell'intera comunità. E che viene più spesso mosso ad agire dalla curiosità, dall'egoismo o dalle pulsioni personali, più che dal proposito di fare del bene alla società che lo ha creato.
Veniamo anche a conoscenza della madre e del padre di Vishnu, e del loro passato. Lui è un uomo pacato, irresoluto, tendenzialmente passivo, è lei che conduce le redini della famiglia. Così come è lei che, per capriccio e per stare al passo con i tempi, decide che il primo figlio che ha concepito, Shiv, pur modificato geneticamente anch'esso, non era abbastanza: le nuove tecnologie sono in grado di offrire bambini migliori dei quali vantarsi di fronte alle altre madri.
Shiv, il fratello maggiore di Vishnu, viene quindi accantonato e si ritrova a crescere nell'ombra del prodigioso fratellino. Questo crea in lui un rancore profondo e cupo, che lo spingerà, negli anni, ad ideare un raffinato piano per eclissare il protagonista. E nel mondo della tecnologia in continua trasformazione, quale fine peggiore, per un prodotto commerciale e propagandistico (perché in fondo Vishnu non è altro che questo) che diventare obsoleto?
Ultimo membro della famiglia è la sorella minore, Sarasvati, bambina nata in modo naturale, per la quale nessuno ha progettato un importante e sfavillate futuro, e dalla quale nessuno si aspetta nulla. Il protagonista si lega profondamente alla sorellina e, in un certo senso, arriva ad invidiarla. Niente pesanti aspettative, matrimoni trasmessi in onda in tutto il mondo e scuole esclusive, per lei.
E poi politici, insegnanti, ministri, imprenditori: un affresco sociale, politico ed economico minuzioso, cinico e splendidamente verosimile.

La scelta di ambientare il tutto in India, un Paese in via di sviluppo con grandi potenzialità, è una novità per un romanzo fantascientifico. L'autore è ben documentato sugli usi e costumi indiani, e si crea una mescolanza inusuale di tecnologie all'avanguardia e tradizioni secolari dure a morire. Troveremo numerosi riferimenti alla mitologia Indù, strette divisioni in caste sociali e privilegi per il sesso maschile. I Bramini, la nuova generazione di soggetti modificati geneticamente, è quasi esclusivamente maschile, se viene concepita una femmina il feto viene sapientemente raschiato dall'utero e gettato. Perché un maschio con doti pressoché divine è un Bramino... una femmina è solo una femmina.

Nel complesso è un libro che consiglio: in poche pagine offre una valanga di spunti riflessivi, da quelli più evidenti riguardo al progresso tecnologico, a quelli più reconditi, che spaziano dall'egoismo genitoriale e personale, alla saggezza celata in una vita semplice, all'appartenenza di genere.
Come già detto, non i tratta di un libro così scorrevole, e a tratti assomiglia quasi ad un trattato storico, o meglio, ad uno spaccato di storia che documenta una rivoluzione degli usi e costumi sociali, in un flusso di eventi predestinato ed inarrestabile. Noi, come Vishnu, siamo ridotti a semplici spettatori.
Se cercate un romanzo di fantascienza classica con androidi, alieni, astronavi e azione rivolgetevi ad altro: qui non c'è adrenalina, si scava più a fondo.
Concludo con un'annotazione amara, ironica e vagamente inquietante (come se tutto il libro non lo fosse già abbastanza): ad un certo punto il protagonista inizia a farsi pubblicare un romanzo a puntate, nel qual predice con estrema precisione l'evoluzione (e in un certo senso degrado) tecnologica che la società subirà di lì a poco. I lettori si appassionano e accolgono il romanzo con entusiasmo, senza rendersi davvero conto che si tratta quasi di un oracolo che li mette in guardia dalla piega che prenderanno gli eventi nell'arco di pochi anni, prendendolo invece meramente come un prodotto di intrattenimento.
E se noi, mentre leggiamo questo libro, fossimo nella stessa situazione?

Frutta e verdura - marzo

A marzo arrivano le cipolline più dolci dell'anno

Marzo è un mese un po' particolare e di transizione. La primavera è alle porte, e la frutta e verdura invernale va via via scomparendo. Si, ma la roba primaverile? Eh, quella ad aprile. C'è ancora da portare pazienza (ma solo per un po'), tra poco avremo a disposizione una varietà più ampia di prodotti tra i quali scegliere.
Intanto, si continua con la verdura verde. Per variare un po', potete approfittarne per provare i cipollotti freschi e la barba di frate, eccellenti in questo periodo.

VERDURA DI MARZO

Agretti
Simili all'erba cipollina, gli agretti sono anche detti "barba di frate","lischi", "roscani" o "senape dei monaci". Si tratta delle piantine giovani della salsola soda e hanno un sapore simile a quello dell'asparago selvatico. Li troviamo dall'ultima settimana di marzo fino a fine maggio. Sono diuretici, depurativi, aiutano ad eliminare il colesterolo in eccesso nel sangue, contengono un sacco di vitamine A e B, potassio, calcio e fibre.
Apporto calorico per 100g: 17kcal

Broccoli
Continuiamo a trovare i broccoli freschi, ne avremo fino ad aprile (e varietà tardive fino a maggio). Ricchissimi di sali minerali, vitamine e fibre, contengono anche sostanze utili alla salute della tiroide. Sono antitumorali, diuretici, emollienti, depurativi e prevengono l'anemia. Puzzeranno pure, ma fanno solo bene.
Apporto calorico per 100g: 27kcal

Carciofi
Ne abbiamo ancora per molto tempo (anche loro fino ad aprile). Poche vitamine ma tanto potassio e ferro. Apporta benefici al fegato, favorisce la diuresi e la produzione di bile, aiuta la digestione, abbassa il tasso di colesterolo nocivo e previene malattie cardiovascolari.
Apporto calorico per 100g: 18kcal

Cavolfiori e cavoli
Iniziano a trovarsi le varietà tipiche primaverili, come il cavolo cappuccio precoce, il cappuccio gigante, il cuore di bue, il cure rosso e altri ancora. I cavolini di Bruxelles stanno invece finendo, avremo la varietà tardiva fino a fine mese e poi ciccia. Cavoli e cavolfiori sono ricchi di vitamina C e sali minerali, hanno proprietà depurative (il che, unito all'alta quantitàdi minerali presenti in essi favorisce la rigenerazione dei tessuti), antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Hanno anche la proprietà di abbassare il tasso glicemico nel sangue. Tutta salute.
Apporto calorico per 100g: 25kcal

Cipollotti (o cipolline)
Li troviamo tutto l'ano, è vero, ma è a marzo che possiamo gustare i migliori. Ottimi sia cotti che crudi e dal sapore più delicato rispetto alla cipolla matura, sono ricchi di sodio, potassio, calcio e fosforo. Hanno proprietà antibatteriche e sono diuretici. Fateci un pensierino.
Apporto calorico per 100g: 32kcal

Finocchi
Troviamo ora la gli ultimi finocchi Genesi (fino a metà marzo), ma iniziano a spuntare le varietà primaverili precoci. Questo ortaggio è depurativo, antiossidante e ipocalorico. Gran cosa per la salute e per la linea, insomma. A me fa schifo.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Indivia

L'indivia invernale è quasi finita, la troviamo solo fino a fine mese. E' ricca di calcio, fosforo, vitamina A, ferro e oligoelementi. Protegge le cellule dall'invecchiamento precoce, ha proprietà diuretiche e apporta benefici allo stomaco.
Apporto calorico per 100g: 10kcal

Porro
Troviamo fino a fine mese gli ultimi porri delle cultivar invernali, poi basta fino a giugno! I porri contengono vitamine, fibre, magnesio, silice... tutta roba buona. Hanno proprietà toniche, diuretiche, lassative, antisettiche; abbassano il colesterolo, rafforzano il sistema immunitario e aiutano la prevenzione di tumori. Tengono pulito l'intestino e sono utili per curare anemia, artrite e infezioni urinarie.
Apporto calorico per 100g: 30kcal

Radicchio
Fino a metà mese troviamo gli ultimi esemplari delle varietà tardive. Ricco di calcio, fosforo, potassio e Vitamina C, contiene anche un sacco di fibre, ottime per combattere la stitichezza. Grazie all'inulina limita l'assorbimento del colesterolo e previene le malattie cardiovascolari.
Apporto calorico per 100g: 13kcal

Ravanelli
Ora spuntano i primi ravanelli davvero buoni, soprattutto dalla seconda metà del mese in poi (si trovano già dalla fine di febbraio, ma sono ancora un tantino anemici e tristi) e ne avremo per parecchi mesi. Poche calorie, tante proprietà depurative e diuretiche, potassio, calcio, fosforo, vitamina B e C. Ottimi contro l'inappetenza e la tosse.
Apporto calorico per 100g: 12kcal

Sedano
Ultimi sedani tardivi, poi la raccolta riprende a fine estate! Questo ortaggio, che a me fa schifo tanto quanto il finocchio, è rimineralizzante, depurativo e svolge un'azione calmante e antidepressiva sul sistema nervoso. Tonifica la pelle e diminuisce la pressione arteriosa.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Spinaci
Si trovano ora sul mercato le varietà invernali, ma da fine mese potremo, con un po' di fortuna, trovare i primi spinaci primaverili, molto più ricchi di sostanze nutritive e benefiche. Sono ricchissimi di sali minerali, hanno proprietà tonificanti che giovano al cuore, aiutano la produzione di globuli rossi e fanno perfino bene alla vista.
Apporto calorico per 100g: 24kcal


FRUTTA MARZO

Arance
Tra marzo e aprile si raccolgono le Rosse di Sicilia. Tutti sanno che sono piene di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, combatte i radicali liberi e aiuta ad assorbire meglio il ferro, contrastando l'anemia. Aiuta la vista e ha proprietà antiossidanti.. ma ricordate che gran parte delle sostanze migliori si trovano nella pellicina bianca, non toglietela! Se decidete di farvi una spremuta, consumatela in breve tempo: bastano pochi minuti per far evaporare tutte le vitamine.
Apporto calorico per 100g: 34kcal

Limoni
Ancora limoni invernali (fino a maggio)! Tanta vitamina C che aiuta vista e sistema immunitario, insieme a proprietà depurative ed antiossidanti. E' utile contro nausea, raffreddore, ha benefici su fegato, pancreas e sangue e ha eccellenti proprietà disinfettanti.
Apporto calorico per 100g: 14kcal

Mandarini
Andiamo verso la fine della stagione dei mandarini, ma ne avremo comunque fino ad aprile (con un po' di fortuna). Ricco di vitamina C, fibre, sali minerali e carotene, il mandarino è utile per prevenire il raffreddore, aiuta l'apparato digestivo (essendo facilmente digeribile), favorisce la diuresi e regola la pressione arteriosa.
Iniziamo a trovare anche gli ibridi del mandarino, ovvero il mandarancio (più dolce), la clementina (ibrido tra mandarino e mandarancio) e il mapo (ibrido tra mandarino e pompelmo), che ne condividono le proprietà.
Apporto calorico per 100g: 44kcal

Mele
Grazie alla loro capacità di conservarsi naturalmente a lungo ce n'è ancora per tutti, ma la raccolta è finita e con l'approssimarsi della bella stagione quelle davvero fresche diventano via via più rare. Antitumorali e antiossidanti, prevengono del 21% il rischio di contrarre tumori. Una mela contiene fruttosio facilmente assimilabile, abbassa il colesterolo dannoso e aumenta la produzione di quello benigno, apporta benefici alle vie respiratorie, previene malattie cardiache e cerebrali. Si sa che una mela al giorno....
Apporto calorico per 100g: 45kcal

Pere
fino a fine mese troviamo ancora la Abate e la Decana del Comizio, che poi spariranno dal mercato. Fino a fine aprile però troviamo la Kaiser, mentre la conference resterà sulle bancarelle fino a giugno.
La buccia della pera è ricca di fibre: pectina, una sostanza che contribuisce ad abbassare il tasso di colesterolo "cattivo" nel sangue e lignina, che assorbe acqua e previene tumori al colon. Ha proprietà antiossidanti e porta benefici a enti e digestione.
Contiene anche parecchi zuccheri ed è l'ideale per quando ci si sente spossati. Insomma, se siete giù di corda, fatevi una pera che vi passa.
Apporto calorico per 100g: 40kcal

Pompelmi
Ora abbiamo a disposizione il pompelmo rosa, mentre il giallo è già sparito. Ricchi di fibre, sali minerali e di vitamine, hanno un forte effetto antiossidante che va a favore di fegato e sistema circolatorio. Hanno pure proprietà antitumorali. Insomma, potete anche sopportare il loro sapore aspro e amaro ogni tanto.
Apporto calorico per 100g: 35kcal