10,000 Cupcakes

Originale, divertente e coloratissimo
In media non recensisco libri di cucina perché, diciamocelo, cosa dovrei recensire? Le ricette? L'impaginato? La grafica? Non credo che interessi a molti.
E invece oggi farò un'eccezione, parlandovi un po' di un libricino che ho regalato alla mia ragazza per Natale.
Le piace cucinare, ma non essendo proprio un'esperta, ai fornelli, cercavo qualcosa che contenesse ricette semplici, divertenti e che non desse nulla per scontato. E magari che fosse colorato e simpatico (un libro di cucina fa piacere, ma se non è in stile "le ricette della nonna" è decisamente meglio).
Mi sono deciso per un libro dedicato ai dolci, e curiosando in libreria ne ho scartati un bel po'. Alcuni troppo scontati, alcuni troppo complessi, altri poco esplicativi, altri le cui ricette richiedevano ingredienti di difficile reperibilità.
Infine sono approdato a "10.000 Cupcakes".

Che dire di questo libretto? Che è un perfetto regalo sia per i principianti che per gente più esperta.
L'introduzione è breve e spiega chiaramente tutti gli attrezzi di cui abbiamo bisogno per la preparazione dei cupcakes: non serve molto in realtà, ma sapere già cosa ci occorre ci metterà subito nella condizione di sperimentare qualsiasi ricetta presente nel libro.
Le preparazioni proposte sono varie, coloratissime e a diversi livelli di difficoltà: da una base classica con ingredienti comunissimi spazia a cosette più sfiziose includendo essenze di fiori, semi di papavero, carote, zucca e altro ancora. Ogni tanto viene richiesto qualche ingrediente un po' più difficile da reperire, come la farina autolievitante o lo sciroppo di mela, ma in genere sono tutte cose che si possono trovare con facilità, specialmente nei supermercati ben forniti.

Ed ecco cosa lo rende unico: l'impaginato
Ma questo libro contiene davvero diecimila ricette? Bè, no.
Falsa pubblicità?
Assolutamente no.
La cosa più simpatica e innovativa del manuale è l'impaginato. Le pagine, rilegate con gli anelli, sono divise orizzontalmente in tre parti, che potremo sfogliare indipendentemente l'una dall'altra.
Nella sezione inferiore abbiamo le ricette per le basi, in quella di mezzo le creme e le glasse, e in quella superiore le decorazioni (o topping).
In questo modo possiamo combinare a piacimento le tre parti, che contengono 23 ricette ciascuna, creando appunto circa diecimila ricette diverse.
Questa impaginazione, insieme alla grafica coloratissima che combina illustrazioni e fotografie, rende questo manualetto unico. E' un piacere per gli occhi anche solo da sfogliare.
La copertina rigida e le pagine plastificate spesse e robuste lo rendono pratico da maneggiare e garantiscono una buona durate nel tempo. Non vi si sfascerà in tre giorni, insomma, a meno che non abbiate il tocco delicato di Godzilla.
Insomma, è un libro spiritoso, divertente e completo: sia che siate alle prime armi, sia che siate alla ricerca di nuove varianti alle vostre ricette, ve lo consiglio caldamente.

New year cocktails

Pronti a brindare?
E' passato Natale, e si avvicina Capodanno. E in media, se Natale si passa in modo più o meno sobrio con i parenti, a Capodanno si beve e si festeggia.
Se organizzate una festicciola, avere dei cocktail da offrire agli ospiti non fa mai male. Quindi, anche quest'anno vi propongo una selezione di drink per stare in compagnia. a differenza dell'anno scorso, però, voglio fare qualcosa di diverso.
Se non abbiamo qualcuno che si occupa dei cocktail, finiremo con l'essere perennemente impegnati a prepararli, e ci toglieremo gran parte del divertimento.
Per evitare questo inconveniente, i drink che vi voglio proporre sono divisi "a tema", a seconda dell'atmosfera che volete dare alla festa, a gruppi di tre. Per avere un po' di varietà, restare in tema con la serata e comunque non disperarsi per stare sempre appresso a bottiglie e bicchieri. Ho accuratamente evitati i pestati, come Mojito & co. che portano via decisamente troppo tempo.


Raffinata

Per chi vuole fare bella figura proponendo agli ospiti cocktail classici, amabili e non eccessivamente alcolici, da sorseggiare durante tutta la serata.
Cosmopolitan
  • 45ml di vodka lemon
  • 15ml di Cointreau
  • 30ml di cusso al mirtillo
  • 7ml di succo di limone
Shakerate gli ingredienti con abbondante ghiaccio e filtrate in una coppa martini. Volendo, guarnite con una scorzetta di limone.

Chocotini
  • 60ml di vodka
  • 30ml di créme de cacao bianca
  • Polvere e scaglie di cacao
Versate un po' di créme de cacao in un piattino, e posateci sopra una coppa martini capovolta, per bagnane il bordo, quindi ripetete l'operazione intingendola ora nel cacao, "brinando" così il bordo del bicchiere.
Mettete gli alcolici in uno shaker con ghiaccio, shakerate energicamente e filtrate nella coppetta. Se volete guarnite con scagliette di cioccolato.

Kir royale
  • Mezzo cucchiaino di créme de cassis
  • Prosecco o champagne
  • Un lampone o una mora
Mettete il frutto in una flùte e versateci sopra il cassis. Aggiungete prosecco o champagne fino a riempire il bicchiere, versandolo delicatamente in modo che il fondo del cocktail rimanga più scuro.


Formale
Per un cenone un po' serioso, con ospiti in smoking e vestito, poco casino e all'insegna delle buone maniere.
Martini
  • 60ml di gin
  • 15ml di vermouth dry
  • Oliva
Mettere gli ingredienti nel mixing glass con moltissimo ghiaccio,mescolare e filtrare in una coppa martini ben fredda. Guarnire con l'oliva.

Bellini
  • 30ml di succo alla pesca
  • Prosecco o champagne
  • Un cucchiaino di distillato alla pesca (opzionale)
Versate il succo ed eventualmente il distillato in una flùte molto fredda e aggiungete delicatamente lo champagne o il prosecco.

Continental
  • 60ml di rum bianco
  • 7 ml di crème de menthe
  • 15ml di succo di limone
  • Mezzo cucchiaino di sciroppo di zucchero
  • Scorza di limone
Mettete gli ingredienti nello shaker con molto ghiaccio e shakerate energicamente. Filtrate in una coppa martini ghiacciata e guarnite con la scorza di limone.


Allegra
Per una festa con tanta musica, invitati giovani e voglia di stare insieme, con questi cocktail si va sempre sul sicuro.
Sex on the beach
  • 60ml di vodka alla pesca
  • 90ml di succo d'arancia rossa
  • 60ml di succo di mirtillo
  • Ciliegie al maraschino e/o fettina d'arancia
Ci sono tantissime versioni di questo cocktail, io ve ne propongo una leggermente più leggera rispetto all'originale (che prevede vodka liscia e distillato di pesca), e preferisco l'arancia rossa perché gli dà un colore decisamente più appetitoso.
Versate gli ingredienti in un higball riempito di ghiaccio a cubetti, mescolate bene e guarnite con una fettina di arancia e/o con una coppia di ciliegie.

Tequila sunrise
  • 45ml di tequila bianca
  • Succo d'arancia gialla
  • 15ml di granatina
Riempite un highball di ghiaccio e versate la tequila. Aggiungete succo di arancia fino quasi a riempire il bicchiere, quindi aggiungete la granatina delicatamente, in modo che crei un "effetto tramonto".
Dato che fa freddo, vi consiglio di tenere la bottiglia di granatina sul termosifone per un po', in modo che risulti molto fluida (se lo sciroppo è troppo freddo si raddensa e va solo a depositarsi sul fondo).

Pina Colada
  • 60ml di rum bianco o oro
  • 60ml di batida de coco o crema di cocco
  • 180ml di succo d'ananas
  • Pezzetti di ananas o ciliegie al maraschino
Mettete gli ingredienti nello shaker e agitate con molta energia, per rendere il cocktail spumoso. Filtrate in un bicchiere da vino rosso riempito di ghiaccio a cubetti, e guarnite con uno spiedino di pezzetti di ananas e ciliegie.


Rilassata

Per quelli che aspetteranno l'anno nuovo rannicchiati sul divano guardando un film, o hanno in mente un programma tranquillo e vogliono concedersi un cocktail dolce insieme al dessert.

Snow Bunny
  • 45ml di Cointreau
  • Cioccolata bollente
Versate il Cointreau in una "mug" o un bicchiere da Irish Coffee, aggiungete la cioccolata fino a riempirlo, mescolate bene, guarnite con della panna montata e servite.

Gorilla Tit
  • 20ml di rum scuro
  • 20ml di bourbon
  • 20ml di liquore al caffè
Riempite un bicchiere old fashion di ghiaccio a cubetti, versate tutti gli ingredienti e mescolate brevemente.

Chocolate Almond
  • 45ml di amaretto
  • 45ml di Bailey's Irish Cream
  • 45ml di créme de cacao scura
Mettete gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, shakerate e filtrate in un old fashion riempito di ghiaccio a cubetti. Se volete, guarnite con un fiocchetto di panna montata.


Informale

Per un Capodanno tra amici, da passare bevendo cocktail semplici e freschi, da preparare in un attimo.
Screwdriver
  • 60ml di vodka
  • Succo di arancia
  • Fettina di arancia
Versate gli ingredienti in un highball riempito di ghiaccio a cubetti, dateci una mescolata, guarnite con qualche fetta d'arancia e servite.

Scivolo
  • 60ml di vodka alla fragola
  • Lemonsoda
Versate la vodka in un highball riempito di ghiaccio a cubetti. Aggiungete la lemonsoda fino a riempire il bicchiere e servite.

Cuba Libre
  • 60ml di rum bianco
  • 30ml di succo di lime
  • Coca cola
Versate rum e lime in un highball riempito di ghiaccio a cubetti e mescolate. Aggiungete la cola fino a riempirlo e servite.


Rustica

Se avete intenzione di passere il Capodanno tra amici a mangiare cotechino, funghi e polenta, questo trio non vi deluderà.
Spritz
  • 1/3 di vino bianco fermo o Prosecco
  • 1/3 di Aperol, Campai o Select
  • 1/3 di soda, seltz o acqua frizzante
Ne esistono tantissime varianti, quindi fatelo come preferite!
Versate gli ingredienti in un doppio old fashion con tre o quattro cubetti di ghiaccio, guarnite con un'oliva o una scorzetta d'arancia e servite. Per uno spritz "alla padovana", aggiungete un goccio di gin.

Vodka tonic
  • 60ml di vodka
  • Acqua tonica
Versate la vodka in un higball riempito di ghiaccio a cubetti. Aggiungete acqua tonica fino a riempirlo, guarnite con una o due fettine di limone.

Radler
  • 1/2 di birra chiara
  • 1/2 di lemonsoda
Versate gli ingredienti ben freddi in un boccale e godetevela. Più semplice di così si muore. Ottimo con le birre Weiss e le birre bianche (provate con la Franziskaner o la Hoegaarden).

E questo è tutto! Scegliete il tema che vi aggrada di più, divertitevi, e iniziate l'anno nuovo con i soliti buoni propositi che vi dimenticherete entro febbraio.

Io e te

Un po' serio e un po' allegro, ecco a voi il sapone bipolare

 Con il post di oggi concludo le recensioni dei prodotti Lush esclusivi, che dopo le feste non troveremo più. Devo saltare anche il "Bella Sbronza" purtroppo: mi piace un sacco ma è già esaurito.
Oggi vi parlo di un prodotto un po' particolare, il sapone "Io e Te": venduto a fette rosa o bianche, possiamo scegliere noi quello che ci aggrada di più.
Ne sento parlare sempre poco, e anche in negozio non me lo hanno mai proposto, sono andato a ficcanasare io. Peccato, perché ora vi spiegherò tutti i motivi per i quali secondo me è un prodotto eccellente.

Lush ci dice:
Come la vita di coppia, questo sapone è pieno di dolci sorprese (ma non litiga mai). Il suo lato intrigante è proprio quello di essere fatto di due personalità molto diverse ma complementari: il bianco dalle note rinfrescanti di legno e menta, il rosa più esuberante con le sue note dolci e cioccolatose. Si possono usare combinate oppure separatamente (non c’è bisogno di fare sempre tutto insieme!).
Partiamo da quello bianco, che è quello che preferisco.
Ha un profumo delicato di menta e legno, che dà la prima impressione di un sapone elegante e semplice. E' un profumo discreto, che resta tale anche in doccia: si fa leggermente più intenso, risvegliando il cervello con le note di menta, ma non tanto da dare i brividi (si sa, sotto l'inverno la menta non è proprio il massimo, l'ultima cosa di cui si va in cerca è di rinfrescarsi). Questo grazie ad una nota dolce un po' nascosta, ma sempre presente, di cioccolato (sniffate bene e la sentirete anche voi).
Una volta usciti dalla doccia, la fragranza che resta sulla pelle vira più sul legno, rendendolo un sapone più che adatto ai maschietti. E' comunque un profumo che chi vi sta intorno potrà sentire solo se vi appiccicherà il naso addosso.
Ha una consistenza media e purtroppo si consuma abbastanza in fretta, soprattutto se avete la tendenza, come me, a fare docce bollenti. Se volete ottenere una profumazione più intensa non usatelo sotto il getto d'acqua, bensì bagnatelo e strofinatelo con energia sulla pelle asciutta o umida (non otterrete comunque molta schiuma).
Come effetti devo dire che toglie bene gli odori e lascia la pelle morbida, ma non è spettacolare. E' ottimo per la doccia mattutina (o per lavarsi il viso, visto che non ha un'azione aggressiva), e mi sento di sconsigliarlo solo a chi ha la pelle molto secca, visto che ha una leggera azione astringente. Se amate le cose semplici fateci un pensierino. Tutto, dal colore alla fragranza, rendono questo prodotto un perfetto appartenente alla categoria dei "semplici ed efficaci", che io apprezzo sempre.

Passiamo ora alla controparte rosa.
A partire dal profumo, è un sapone decisamente più femminile. Dico "più femminile" e non "femminile" in assoluto, perché nonostante tutto il profumo di cioccolato non è invadente come mi aspettavo.
Questo sapone sà un po' di cioccolato, un po' di zucchero, un po' di menta, proprio come quello bianco che dietro al profumo mentolato nasconde un nota cioccolatosa.
Questa punta fresca contribuisce a smorzare il profumo dolce, rendendolo amabile ma non esagerato o stucchevole. Come per quello bianco, la profumazione è discreta insomma.
Sotto la doccia resta tale, diffondendo un piacevole odore di cioccolato, che addolcisce un po' l'umore e lo spirito senza stomacarci. Sulla pelle resta un vago odore dolcioso, che permane davvero a lungo, ma che potrà sentire, anche in questo caso, solo chi ci piazzerà il naso a pochi centimetri di distanza.
Lo trovo più femminile non solo per il profumo, ma anche perché, a quanto ho constatato, toglie meno gli odori. Ha la stessa consistenza della controparte bianca, e come sempre, per un profumo più intenso, non usatelo direttamente sotto l'acqua. L'ho trovato più delicato e meno astringente, quindi in questo caso è adatto davvero a tutti.
Visto che è dolce ma non ha un profumo avvolgente, va benissimo anche usato al mattino, non vi manderà in coma, ma dà il suo meglio alla sera, quando siamo pronti a rilassarci sotto alle coperte dopo la doccia.

Nel complesso penso che sia una coppia di prodotti decisamente sottovalutata: sono entrambi piacevolissimi. Il bianco un po' più serioso, quello rosa più allegro, ma entrambi con delle caratteristiche, alla fin fine, molto simili.
Sono ideali per giocare un po' in due sotto la doccia senza venire storditi da fragranze invadenti o eccessive... e, usati insieme, creano un fantastico effetto "after eight", mescolando il profumo del cioccolato e quello della menta in un mix irresistibile.
Insomma, provatelo. E se vi piace fatene scorta, perché tra un po' non se ne troverà più!

L'INCI è unico e comprende gli ingredienti di entrambi i saponi, perché in origine viene prodotto un unico "cilindro" di sapone, rosa e bianco, che viene poi tagliato a fette. E devo ire che è un INCI davvero buono. Molti degli ingredienti sintetici sono comunque a basso impatto ambientale. Troviamo i soliti allergeni del profumo in fondo alla lista e il colorante per la parte rosa. Pe il resto sono ingredienti ottimi (del propylene glycol in rosso probabilmente parlerò in seguito in un post dedicato, visto che ricevo spesso richieste di come mai un ingrediente "a bollino rosso" si trovi così in alto nell'INCI di molti prodotti Lush).

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Acqua (Aqua) - doppio verde
Propylene Glycol - rosso
Olio di Colza (Brassica napus) - doppio verde
Olio di Cocco (Cocos nucifera) - doppio verde
Sodium Lauryl Sulfate - verde
Sodium Stearate - doppio verde

Profumo (Parfum)
Olio Essenziale di Menta Piperita (Mentha piperita) - doppio verde
Essenza Assoluta di Cacao (Theobroma cacao) - doppio verde
Olio Essenziale di Cedro Cinese (Cupressus funebris) - doppio verde
Olio Essenziale di Cipresso (Cupressus sempervirens) - doppio verde
Glicerina Vegetale (Glycerine) - doppio verde
Sodium Chloride - doppio verde

EDTA - doppio rosso
Tetrasodium Etidronate - verde
Sodium Hydroxide - doppio verde

Citronellol - giallo
Limonene - giallo
Linalool - giallo

Diossido di Titanio (Titanium Dioxide) - doppio verde
CI 17200 - rosso


Quanto vi costa:
Panetto da 100g  € 5,95
Panetto da 200g  € 11,90


LUSH.IT  
date un'occhiata al sito della Lush, mi raccomando,
è tutta robbba bbbuona per voi e per l'ambiente!

Fate voi (gel doccia)

Gaio gaissimo che più gaio non si può
 E ora vi recensisco un gel doccia Lush che sinceramente mi vergogno di aver provato. Posso solo dire che l'ha preso la mia ragazza e, spinto dalla mia solita curiosità morbosa e malsana, l'ho provato anche io.
Profuma di fragola, è vergognosamente rosa e rappresenta la cosa meno virile che possiate immaginarvi: si tratta del Fate Voi, il corrispettivo in gel dell'omonimo sapone, esclusiva invernale imbarazzantemente gaia.

Lush ci dice:
C’era una volta una fata tutta piena di tulle, nastri e accessori di plastica rosa (riciclata).
Una notte, mentre volava tra stelle e fiocchi di neve, perse quota e si ruppe un tacco in un rocambolesco atterraggio. Si rifugiò da Lush dove fu coccolata, riparata e profumata. Da allora, ogni anno ci manda per Natale questo gel doccia dolcissimo e pieno di lustrini magici... Fate bene se fate scorta!
Appena aprite la bottiglietta, il vostro bagno verrà invaso da un profumo di fragola che è quanto di più vicino all'odore della gomma da masticare possiate immaginare. Dopo una sniffata di questo odore dolcissimo, avvolgente ed invasivo,  quasi ci si stupisce che il gel doccia non sia appiccicoso come il caramello.
Se non vi piace questo genere di profumi stateci alla larga: sebbene dopo la doccia non sia particolarmente persistente, continuerà a farsi sentire per un po'.
Personalmente non vado matto per gli aromi dolci, ma in genere li tollero: questo è troppo anche per me. La mia ragazza invece, che è pressoché zucchero-dipendente, se ne è innamorata.
Come effetto, non posso dire nulla di male, ma non dà nemmeno risultati eclatanti: insomma, senza infamia né lode. Per lavare lava, e se non toglie perfettamente gli odori più molesti, li maschera con il profumo intenso. Non ha proprietà particolari e non fa gridare al miracolo sotto nessun aspetto.
E' evidente, visto il colore, il profumo, la non eccezionale capacità detergente, che si tratta di un prodotto dedicato alle signorine. E devo dire la verità: vista la bomba dolciosa che scatena in doccia e l'abbondantissima schiuma, è un ottimo prodotto per coccolarsi un po' e rifugiarsi in un angolino di mondo dove tutto è rosa, zuccheroso, non esistono problemi e tutti quanti hanno il diabete.
Lo sconsiglio ai maschietti in generale (profumare di gomma da masticare non è proprio il massimo della virilità), e a chi ha la pelle particolarmente sensibile alle sostanze chimiche, visto che, purtroppo, questo gel da doccia di naturale ha pochino, e molti ingredienti sono abbastanza aggressivi. Lo so, rispetto a molte altre cosette Lush cosa decisamente poco, ma il motivo c'è.
Insomma, se volete farvi un regalo dolcioso e profumoso una tantum, può andare bene, ma ci sono tanti altri prodotti altrettanto dolci e profumati che valgono ben di più.

Come già detto, l'INCI del prodotto non mi entusiasma troppo. E' un gel in gran parte sintetico e pieno di ingredienti che non sono proprio il massimo (comunque meglio di tanti alti prodotti commerciali che affollano gli scaffali dei supermercati). Se vi piace il profumo, optate piuttosto per l'omonimo sapone!

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Acqua (Aqua) - doppio verde
Sodium Laureth Sulfate - giallo
Sodium Cocoamphoacetate - verde
Propylene Glycol - rosso
Lauryl Betaine - doppio verde
Profumo (Parfum)
Acido Lattico (Lactic acid) - doppio verde
Muschio Sintetico (Synthetic musk) - giallo
Diossido di Titanio (Titanium dioxide) - doppio verde
Brillantini Iridescenti (Polyethylene terephthalate) - giallo
Methyl Ionone - giallo
Benzyl Benzoate - giallo

CI.45410 - rosso
CI.45380 - rosso

Methylparaben - verde


Quanto vi costa:
Bottiglietta da 100g - € 6,50
Bottiglia da 250g - € 11,95
Bottiglione da 500g - € 21,95



LUSH.IT  
date un'occhiata al sito della Lush, mi raccomando,
è tutta robbba bbbuona per voi e per l'ambiente!

Cherubini a fior di pelle

Il rotolone natalizio con mandorle, brandy e mirtilli

Ok, ho avuto da fare e ho accumulato un bel po' di arretrati. Ora aspettatevi una sfilza di recensioni Lush sulle esclusive invernali (per chi non le avesse ancora provate site ancora in tempo!).
Cominciamo con "Cherubini a fior di pelle"

Lush ci dice:
Cugini degli Angeli a fior di pelle, i Cherubini arrivano solo d’inverno portando con se il meglio per combattere i danni del freddo. Detergono la pelle con una base esfoliante di mandorle finemente tritate e caolino, e per nutrirla usano mirtilli rossi, noci, brandy e alghe nori, che contengono il 48% di proteine e più vitamina A delle carote, oltre ad un sacco di minerali vari. È praticamente celestiale!
Questo detergente ha un profumo delicato di mandorle e frutta secca che, da quello che ho visto, piace quasi a tutti, con un tocco di brandy che gli conferisce un carattere più caldo e natalizio. Dopo il risciacquo non resta comunque sulla pelle, o meglio, resta un aroma talmente impercettibile e neutro che non dà assolutamente fastidio (ottimo, visto che è un prodotto per il viso).
Grazie all'argilla e alle mandorle tritate ha una consistenza piacevolmente granulosa, ma lo scrub è davvero leggero, il che lo rende adatto anche a chi ha la pelle un po' delicata.
E' ricco di sostanze nutrienti e lascia sulla pelle una leggera patina, che protegge il viso in queste giornate fredde, ed aiuta a lenire eventuali arrossamenti, se già li avete, o a prevenire che vi spuntino fuori.
Il prodotto in sè è ottimo, ma lo sconsiglio a chi ha una pelle "agli estremi", ovvero troppo delicata o troppo grassa. Ai primi perché ha comunque un'azione esfoliante che potrebbe dare fastidio (optate piuttosto per un detergente liquido seguito da una crema protettiva), ai secondi perché Cherubini a Fior di Pelle, come già detto, è molto nutriente, fin troppo per quelli che hanno la sfortuna di avere una pelle untuosa (provate qualcosa di più specifico, come il Fresh Farmacy o il Nero per Caso).
Per le pelli normali, miste, secche, mediamente grasse o solo tendenzialmente delicate invece è più che adatto: pulisce per bene il viso senza essere troppo aggressivo, ripara i danni del freddo e ci dà una protezione adeguata prima di avventurarci fuori casa. Insomma, rende la pelle morbida e compatta, combatte i rossori e le screpolature e pulisce bene a fondo, aiutando anche contro i brufoletti e i punti neri (il che è sempre gradito, anche se Cherubini a Fior di Pelle non è nato come detergente antibrufolame).
Come per tutti i detergenti e maschere, consiglio caldamente di utilizzarlo dopo la doccia, o dopo essersi sciacquati la faccia con acqua molto calda, in modo da avere i pori della pelle ben dilatati e pronti per essere puliti a fondo (nonché più propensi ad assorbire tutte le sostanze benefiche del prodotto).
Tamponatevi il viso con un asciugamano per avere la pelle umida, prendete un po' di prodotto, bagnatelo un po' e strofinatelo sulla pelle, insistendo di più sulle zone grasse (mento, naso e fronte, siate più delicati sugli zigomi). Quanto a lungo e con quanta energia sfregare decidetelo voi in base alla vostra pelle: più impegno ci mettete e più sarà efficace lo scrub. Per avere il massimo dell'effetto rimpolpante invece, lasciate in posa un minuto o due prima di sciacquare.
Consiglio di usarlo la mattina, prima di uscire di casa, per starcene ben protetti per tutto il giorno. Ma fa la sua figura anche usato la sera, ovviamente, soprattutto se siete arrossati e scorticati dal freddo.
Visto il profumo neutro, lo consiglio anche ai maschietti: è fantastico per evitare che i peli della barba vadano ad incarnirsi. Sempre per il motivo peluria incarnita, le signorine possono benissimo usarlo anche sulle gambe, dopo la depilazione.
Un must delle festività invernali che è sempre un piacere tornare ad usare.

Come se non bastasse, l'INCI è sorprendentemente buono. Quasi tutta roba naturale e fresca, ad eccezione degli allergeni in fondo alla lista. E quello strano "candy pine tree" che non riesco a capire cosa sia.

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Mandorle Tritate (Prunus dulcis) - doppio verde
Caolino (Kaolin) - doppio verde
Glicerina Vegetale (Glycerine) - doppio verde
Mandarini Satsuma Freschi (Citrus reticulata) - doppio verde
Miritilli Rossi Disidratati (Vaccinium macrocarpon) - doppio verde
Burro di Cacao (Theobroma cacao) - doppio verde

Brandy
Olio Essenziale di Mandorle (Prunus dulcis) - doppio verde
Oli Essenziale di Vetivert (Vetiveria zizanoides) - doppio verde
Olio Essenziale di Legno di Cedro (Juniperus virginiana) - doppio verde

Linalool - giallo
Cinnamal - rosso
Profumo (Parfum)
Alghe Nori (Algae) - doppio verde
Pino di Zucchero (Candy Pine Tree)


Quanto vi costa
Barattolino da 100g - € 10,95


LUSH.IT  
date un'occhiata al sito della Lush, mi raccomando,
è tutta robbba bbbuona per voi e per l'ambiente!

Luna Park

Benvenuti nella vita di Luna
Con questo freddo e con le nevicate sporadiche sto lentamente ma inesorabilmente andando in letargo. E non ho voglia di pensare, di fare, di sforzarmi. Nemmeno con le letture.
Così stasera propongo anche a voi qualcosa di semplice, leggero e dal sapore familiare.
Si tratta di un fumetto coreano dell'autrice Hong In-Hye molto diverso dalla maggior parte dei titoli orientali presenti sul mercato.
In questo volume unico dallo stile grafico davvero particolare non ci viene raccontata una storia.
Non ci sono azione, non è un dramma, non ci sono intrecci amorosi, relazioni, mistero e non parla nemmeno di sport.
Non ha una trama con un inizio, uno svolgimento e una fine.
Non ha un genere vero e proprio.
Luna è in quella fase della vita un po' critica in cui non sei più un adolescente, ma non sei ancora un adulto. Ha venticinque anni, lavora ma vive ancora con i suoi. E' freddolosa, ama le ferie, ha un criceto, è convinta di essere un animale carnivoro, si sente influenzata troppo da sua madre, è piuttosto timida. Spesso si considera uno sfilatino, con una bella costa dura che la difende da qualsiasi attacco, ma alle volte si sente un po' come un bignè: la pasta morbida riesce a stento a proteggere la crema del ripieno.
Tra dubbi, piccole gioie, sbalzi emotivi, incertezze, tentativi andati a vuoto, piccoli e grandi successi, fortuna e sfortuna, la vita di Luna continua tranquilla e spesso un po' monotona. Come la vita di chiunque altro.
Si potrebbe definire uno "slice of life" come genere, ovvero una storia che parla di vita, ma non è del tutto corretto, in quanto, come già detto,non ha una trama vera e propria.
Luna è semplicemente l'alter ego dell'autrice e nel corso delle 210 pagine del volume impareremo a conoscerla bene. Infatti il fumetto è strutturato come un vero e proprio diario (con tanto di date nell'intestazione della pagina); questo perché si tratta di una raccolta di strisce che l'autrice pubblica regolarmente sul suo blog (nello specifico, contiene tutte le strisce del 2006).
Attraverso Luna viviamo ad ogni pagina un piccolo episodio quotidiano, una riflessione, una lamentela, un'emozione condensata in pochissime vignette: strisce di una sola facciata, con tre o quattro riquadri, che solo raramente occupano due facciate.
Le emozioni e le situazioni, così condensate, risultano vivide ed efficaci, presentandosi con una forza inaspettata per un prodotto tanto semplice. Ma è proprio la semplicità che ci permette, da iniziali spettatori, ad entrare nel mondo di Luna in pochi minuti, a immedesimarci in lei e a rivivere episodi del nostro quotidiano attraverso la lettura.
E' fin troppo facile immedesimarsi nella protagonista (ovviamente più semplice per le signorine) e le strisce ci ricorderanno spesso e volentieri la nostra vita, bella o brutta che sia. Perché nonostante lo stile coloratissimo e allego, questo piccolo diario non è tutto rose e fiori: ci sono alti e bassi, momenti di sconforto e malinconia.
Ed è questa la vera forza del volumetto: è incredibilmente reale. La protagonista è lontana da qualsiasi stereotipo e le emozioni che prova sono autentiche, tangibili, umane. Luna è una persona normalissima, con un lavoretto non proprio soddisfacente ma che è meglio di niente, con un sacco di dubbi circa il futuro, che cerca di affrontare la vita con ottimismo ma che ogni tanto crolla inesorabilmente. Ma si riprende pure e tira avanti un altro po'.
Lo stile di disegno può far storcere il naso agli appassionati del manga classico: stilizzato e superdeformed sembra quasi realizzato in vettoriale. Ma dopo poche pagine di lettura ci si rende conto che non c'è stile migliore per questo fumetto. si amalgama perfettamente con le atmosfere e i temi presentati: è semplice, immediato ed espressivo. Il volume è interamente a colori, e questo aggiunge quel tocco di personalità senza il quale questo tipo di disegno renderebbe la metà.
Lo consiglio caldamente, ma non a tutti.
Essendo il diario di una ragazza in cane ed ossa, è molto più vicino alla sensibilità femminile, e i maschietti potrebbero trovarlo noioso o inconcludente. D'altro canto sarebbe una bella occasione per sbirciare dentro la testa di una ragazza e vedere davvero come pensa (ci sono tante altre cose a cui pensare oltre al trucco e ai vestiti, nell'incomprensibile universo femminile).
Oltre a questo, secondo me è necessario avere almeno vent'anni per goderselo appieno. Non dico che un adolescente non lo debba o non lo possa leggere, ma di sicuro lo sentirà meno vicino, in quanto certe esperienze di vita e certi problemi ancora gli mancano.
Ma se siete in un periodo letargico e avete voglia solo di rilassarvi oppure se siete giù e vi sentite arrivati ad un punto morto, se avete dei dubbi circa il futuro, leggetelo.
Non fa miracoli, ma aiuta. Vi farà sorridere come se qualcuno vi avesse messo una mano sulla spalla per darvi un po' di conforto.
Per smettere di sentirsi bignè e tornare ad essere degli sfilatini.

Oral piercings

Adoro i piercing alla lingua, c'è poco da fare
 Stasera vi parlo dei piercing orali, che sono molti di più di quanti la gente possa pensare. A me il piercing alla lingua piace molto e sembra che io non sia l'unico a pensarla così, ma ce ne sono molti altri.
Ma che siano popolari non significa che siano piercing semplici. Il classico piercing alla lingua è relativamente semplice da curare e da mantenere, ma non si può dire lo stesso di alcune varianti.
Sono tutti piercing che possono darvi delle belle rogne, se non sapete a cosa andate incontro e come affrontarlo. 

1. Tongue
E' il classico piercing alla lingua in posizione centrale, che la trapassa verticalmente. E' rapido da fare, non eccessivamente doloroso e guarisce in fretta. Il gonfiore successivo, così come la durata dello stesso, è estremamente personale. C'è chi resta con la lingua a canotto per due settimane, chi invece già dopo tre giorni è a posto. Un piercer professionista saprà valutare la conformazione della vostra bocca e suggerirvi la posizione migliore per non arrecare danni al palato o ai denti. E' rarissimo andare a ledere terminazioni nervose nella parte centrale della lingua ma è pur sempre possibile, motivo in più per scegliere con cura lo studio dove andarselo a fare.

2. Venom
Si tratta di un doppio piercing alla lingua, decentrato, in posizione media o arretrata per quanto riguarda la profondità. Simile al tongue, è più doloroso e rischioso: i lati della lingua sono ricchi di terminazioni nervose che, se perforate, oltre a provocare un dolore intenso possono portare a paralisi dell'organo. Con un piercer professionista questi rischi non si corrono, ma vanno comunque tenuti a mente. Richiede una posizione ben studiata per non danneggiare il palato e i denti.

3. Tongue rim
Simile al venom, è praticato ancora più vicino all'estremità della lingua. Spesso è costituito da una coppia di piercing, più raramente da uno centrale sulla punta della lingua. I rischi aumentano ancora di più, vista la zona estremamente sensibile nella quale è praticato. Dinuovo, c'è la possibilità di paralisi, ed è impossibile (o quasi) che non vada ad intaccarvi denti e gengive. Evitate.

4. Horizontal tongue
Si tratta di un piercing abbastanza raro, che trapassa la lingua in tutta la sua larghezza. E' doloroso, lento da fare e richiede una mano ferma ed esperta, oltre ad un'ottima sopportazione del dolore da parte vostra. E' quasi impossibile che questo piercing non vi rovini i denti e le gengive e non sono rari i casi di perdita di mobilità della lingua. Insomma, io lo sconsiglio assolutamente: è doloroso e dannoso.

5. Tongue surface
Altro piercing molto raro, è simile al precedente ma non trapassa la lingua da parte a parte, lasciando il gioiello posizionato sopra di essa. Rientra nella categoria dei "surface" e come tutti questi piercing è soggetto a rigetto e migrazione. Ovvero, il corpo tende ad espellerlo o la posizione cambia nel corso del tempo. Alcuni casi di rigetto avvengono nel corso di poche settimane. Di nuovo, secondo me non ne vale la pena, considerando anche che può causare problemi di mobilità alla lingua.


6. Tongue web (o tongue frenulum)
Questo piercing è praticato al frenulo della lingua e lo trapassa orizzontalmente. E' abbastanza doloroso, ma guarisce in fretta. Di nuovo, è necessario un professionista per valutarne la posizione: questo piercing è soggetto ad un lento rigetto e, nei casi peggiori, può portare alla rottura del frenulo. Può anche causare problemi di pronuncia, se viene usato un gioiello troppo grande.

7. Frowny
Praticato orizzontalmente attraverso il frenulo del labbro inferiore, non è sempre possibile effettuarlo. Spesso il frenulo non è sufficientemente pronunciato per una buona riuscita. E' abbastanza doloroso ma guarisce in fretta. La scelta del gioiello è fondamentale per evitare danni a gengive e denti,che spesso sono comunque inevitabili, a meno che l'esecuzione del foro non sia assolutamente perfetta. Nel tempo può essere soggetto a rigetto o rompere il frenulo.

8. Smiley
Praticato orizzontalmente attraverso il frenulo del labbro superiore, è il contrario del frowny. Più semplice da eseguire, ha tutte le caratteristiche del gemello: è facile che vada ad intaccare denti e gengive, può far spezzare il frenulo e ha un buon rischio di rigetto(inferiore comunque rispetto al frowny).


Gioielli
La scelta del gioiello giusto (sia come forma che dimensione) è fondamentale per evitare infezioni e danni a denti, gengive e palato. Quindi sono da evitare a priori i gioielli da bancarella: costano pochi euro, ma i materiali scadenti possono portarvi delle belle infezioni e allergie. L'acciaio chirurgico è sempre una buona scelta e si riesce ad avvitare saldamente, mentre il bioplast grazie alla sua consistenza si adatta bene ai movimenti dei tessuti e non scheggia i denti.
La scelta delgioiello giusto è cruciale per non fare danni
 1. Labret stud
A seconda di quanto spazio avete in bocca, può essere un'ottima scelta per il tongue e il venom Scegliete una dimensione non esagerata per evitare che vada a contatto con il palato (con il tempo ve lo può anche deformare). C'è chi trova scomoda la base piatta, ma se non avete spazio sufficiente sotto la lingua per portare una barbell, è la scelta migliore.
Per il tongue rim è il gioiello che minimizza al meglio i danni.

2. Barbell
Una barbell è l'ideale per tongue e venom, se avete sufficiente spazio sotto alla lingua. Le barbell in bioplast sono leggermente flessibili, il che le rende perfette, se avete l'accortezza di scegliere la misura giusta. Occupa invece troppo spazio per il tognue rim e ha una forma inadatta a frowny, smiley e tongue web: tende a pendere da un lato, deformano il foro e portando anche a rotture premature del frenulo.

3. Curved barbell
E' la scelta migliore per frowny e smiley, si adatta bene anche al tongue web. Scegliere un gioiello piccolo e leggero evita che entri in contatto con le gengive e i denti. Per i piercing alla lingua invece non è indicato, in quanto forza il foro in una posizione curva: preferite una barbell in bioplast.

4. Circular barbell
Viene usata per smiley, frowny, tongue web e tongue rim. Io la sconsiglio in tutti i casi. Nello smiley e nel frowny pende troppo, rovinando denti, gengive e deformando il foro per via del peso (a meno che non sia davvero minuscolo). Nel tongue web tende a non restare in posizione centrale, diventando instabile e creando problemi al frenulo. Infine, nel tongue rim viene per forza a contatto con i denti, anche se optate per una misura piccola.

5. Captive bead ring
Come la circular barbell, anche questo viene usato per smiley, frowney, tongue web e tongue rim, e ha gli stessi problemi. Ovvero, o tocca gengive e denti, oppure deforma il foro a causa del peso. E' invece una buona scelta per il tongue web: è solida, ha una forma che rende impossibile che si sbilanci, mantenendo il foro in buone condizioni, ma visto l'ingombro può dare problemi di pronuncia.

Aftercare
In genere i piercing orali rimarginano in fretta, ma tenete conto che come tutti i piercing sono soggetti ad alti e bassi: sembrano guariti e invece non lo sono ancora del tutto. Continuate con l'aftercare almeno per un mese, poi fatevi vedere dal vostro piercer e vi saprà dir a che punto siete. Il gioiello inserito all'inizio è sempre lungo, per permettere ai tessuti di gonfiarsi. Perla prima sostituzione, rivolgetevi al pierer (anche perché, come già detto, potrebbe sembrare guarito quando invece non è così, e non è il caso di sostituire un gioiello in un foro ancora in fase di cicatrizzazione). Ricordatevi di portare pazienza.
Come già detto il gonfiore è del tutto soggettivo, così come il tempo richiesto perché i tessuti ritornino normali.
Come prima cosa, procuratevi uno spazzolino nuovo e morbido, ridurrete al minimo la quantità di batteri introdotta in bocca.
Sono piercing semplici da curare, ma durante la guarigione dovrete essere particolarmente scrupolosi per quanto riguarda l'igiene orale.
Lavatevi accuratamente i denti tre volte al giorno e spazzolate con estrema delicatezza il piercing, per pulirlo da eventuali residui di ciboe tenere a bada la placca.
Infine fate sciacqui con collutorio analcolico. Non diluitelo, e usatene circa un cucchiaio. Non esagerate né con la quantità né con la frequenza, andreste a irritare il foro.
La formazione di una patina bianca intorno al piercing è normale, non prendete paura. Se dovesse essercene davvero troppa, consultate il piercer.
Nei primi giorni avrete difficoltà a mangiare e a parlare. Cibi semiliquidi e freddi, come yogurt, gelato e frullati saranno i vostri migliori amici. Potete applicare del ghiaccio sul piercing per avere un po' di sollievo, ma lasciate che si sciolga senza masticarlo.
i notte, dormite con la testa sul cuscino (per chi dormisse senza). Avere la testa più in alto del cuore eviterà che durante la notte i tessuti si gonfino ancora di più.
Soprattutto con i piercing alla lingua, quando vi tornerà di dimensioni accettabili, potreste far fatica a pronunciare diverse lettere, in particolare le lettere vibrate e quelle dove la lingua batte sul palato (come la T, la R e la L). Insistete e sforzatevi finché non riuscite a pronunciarle bene: dovete imparare a muovere la lingua in un modo nuovo, non abituatevi a parlare in modo scorretto, altrimenti il vizio non ve lo toglierà più nessuno.

Evitate di:
    •    Toccare il gioiello con le mani sporche
    •    Bere alcolici, fumare o avere contatti orali almeno per le prime due settimane
    •    Mangiare o bere cose troppo calde o piccanti almeno per le prime due settimane
    •    Giocherellare con il gioiello andando a tormentarlo con la lingua
    •    Mordere il gioiello
    •    Condividere posate e bicchieri con altrepersone
    •    Pulirlo con l'acqua ossigenata (erode i tessuti ritardando la cicatrizzazione)
    •    Applicare pomate di qualsiasi genere (non fanno respirare il foro)


L'angolo delle controindicazioni
I piercing orali, se fatti male, hanno numerose controindicazioni. Un posizionamento scorretto può scheggiare i denti, rovinare la masticazione, deformare palato e gengive, rovinare la mobilità della lingua, farvi russare di notte.
Danni gravi possono insorgere anche utilizzando un gioiello scadente, troppo pesante o troppo grande.
Non prendeteli sottogamba e pensateci bene.
Per evitare l'ingestione delle palline, controllate periodicamente (con le mani pulitissime, ovvio), che siano saldamente avvitate. Se le mandate giù di notte potete anche soffocarvici, siete avvertiti. Allo stesso modo, controllate che i fori non si deformino: in questo caso cambiate immediatamente con un gioiello più leggero o di una forma diversa. Se diventano davvero scomodi oppure i tessuti sembrano cedere (nel caso dei piercing ai frenuli orali), poche balle e toglieteli subito.
In caso di infezione invece non toglieteli e fiondatevi dal piercer.
Consiglio anche di portare con sè sempre una o due palline di scorta per i casi di assoluta emergenza, in caso siate in giro e doveste perdere parte del gioiello.

Ricordate:
Per tutelare la vostra salute e la buona riuscita del piercing,
rivolgetevi sempre a professionisti.
Spenderete di più, ma sarete tutelati da materiali di qualità,
servizio professionale e ambiente perfettamente sterile.

Sballa con me

Mi dispiace per i single, ma questa roba è perfetta per divertirsi in due
 Rieccomi di nuovo con un'altra recensione dei prodotti invernali Lush! Oggi tocca a "Sballa con me", un gel da doccia che mi ha immediatamente incuriosito. Leggendo gli ingredienti, oltre alla cannella, che io adoro, ne spicca uno insolito: la tequila. Ad occhio e croce mi sembrava un prodotto dal carattere caldo come un piumone, perfetto per l'inverno, e l'ho preso al volo.

Lush ci dice:
L’inverno può essere freddo, ma noi vi vogliamo caldi, luminosi e di ottimo umore per le feste.
Per questo abbiamo inventato questo gel doccia pazzesco al profumo di frutta speziata d’ispirazione messicana. Davana, arance appena spremute, infuso di cannella, estratto di prugne e uno shottino di pura tequila: una vera festa per la pelle e per sballare sotto la doccia con chi vi fa girare la testa!
Annusandolo direttamente dalla bottiglietta veniamo colpiti da un profumo sostanzialmente dolce di prugne e arancia, con un tocco speziato di cannella, ma il  sentore predominante è quello di caramella alla frutta, quasi stucchevole.
Ma non fatevi ingannare, la fragranza cambia decisamente sotto la doccia. Durante l'utilizzo infatti la cannella e la frutta si mescolano perfettamente, creando un mix caldissimo, avvolgente e vagamente alcolico per via della tequila, che si fa sentire aggiungendo un sentore piccantino e stuzzicante. L'odore è quasi quello del punch all'arancia che, bevuto bollente nei giorni più freddi, riscalda immediatamente corpo e spirito.
Ma non ha l'effetto "piumone rassicurante della nonna" che mi ero aspettato. Nel complesso è invece un profumo birichino e sensuale che stimola la fantasia (..in QUEL senso) e crea un'atmosfera perfetta per una doccia in due. Ma anche per una doccia da soli non è male, vi darà alla testa facendovi immediatamente dimenticare il freddo che in questi giorni ha iniziato a mordere davvero con cattiveria.
Una volta usciti dalla doccia, il profumo cambierà ancora, lasciandovi sulla pelle solo un vago sentore di spezie vagamente ciucco, a tratti quasi legnoso. Non è assolutamente invadente, e chi vi circonda potrà sentirlo solo se vi appiccicherà il naso addosso. Quindi, se non vi piace andarvene in giro profumati come delle saponette, fa al caso vostro.
Come per tutti i prodotti Lush anche questo costicchia, è vero, ma con la spugna giusta (quelle fluffose da doccia), ne basterà un quantitativo pari a una nocciolina per insaponarvi, sciacquarvi, e insaponarvi di nuovo.
La profumazione intensa e l'ottima capacità detergente ne fanno un eccellente prodotto elimina odori. Ha un effetto leggermente astringente, ma è soprattutto idratante, grazie agli olii contenuti. Lascia la pelle discretamente morbida e liscia, togliendo completamente l'effetto lucido e la rende luminosa. Non ha effetti miracolosi, ma il suo lavoro lo fa bene.
Non avendo proprietà estreme sgrassanti, astringenti o idratanti, è adatto a tutti i tipi di pelle. Che abbiate la pelle grassa, secca, delicata o coriacea come quella di un elefante, male non vi farà. A livello di profumo, alle ragazze piacerà per le note dolci, ma nel complesso lo trovo se non unisex, addirittura più adatto ai maschietti, per il lato speziato che rimane più a lungo sulla pelle.
In conclusione è un prodotto festaiolo, profumatissimo e divertente, da usare preferibilmente in due, vista l'atmosfera piccante che crea immediatamente in doccia. E giocare sotto la doccia è cosa buona e giusta... così come godersi il dopo, profumati di cannella e tequila e attizzati come conigli.
Insomma, se avete qualcuno con cui condividerlo, prendetene una bottiglietta e godetevi le feste!

L'INCI del prodotto è sorprendentemente buono. Ci sono i soliti allergeni del profumo in coda con il fanalino giallo, ma vista la posizione agli ultimi posti sono in minime quantità. Gran parte degli ingredienti sintetici utilizzati ha comunque bollino giallo o verde (ad eccezione del colorante e del propylene glycol), ma nel complesso il quadro è più che buono.

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Acqua (Aqua) - doppio verde
Estratto di Prugne (Prunus Domestica) - doppio verde
Infuso di Cannella (Cinnamomum zeylanicum) - doppio verde

Sodium Laureth Sulfate - giallo
Sodium Cocoamphoacetate - verde
Succo di Arancia (Citrus sinensis) - doppio verde
Lauryl Betaine - doppio verde

Profumo (Parfum)
Propylene Glycol - rosso
Acido Lattico (Lactic Acid) - doppio verde
Olio Essenziale di Davana (Artemisia Pallens) - doppio verde
Olio Essenziale di Bucco (Barosma Betulina) - doppio verde
Olio Essenziale di Petitgrain (Citrus Aurantium amara) - doppio verde

Tequila
Eugenol - giallo
Geraniol - giallo
Linalool - giallo
Limonene - giallo

CI 15510 - rosso
Methylparaben - verde


Quanto vi costa
Bottiglietta da 100g   €7,95
Bottiglia da 250g  €15,95
bottiglione da 500g   €28,75


LUSH.IT  
date un'occhiata al sito della Lush, mi raccomando,
è tutta robbba bbbuona per voi e per l'ambiente!

Frutta e verdura - dicembre

A dicembre, verdura appropriatamente verde

Rieccoci con la rubrichetta mensile su frutta e verdura. A dicembre potete gustare soprattutto ortaggi verdi, come carciofi, cavoli, spinaci, sedano e porri. A parte qualche eccezione si tratta di verdura semplice, poco colorata, che a molti sta antipatica. Ma è tutta roba che fa bene, potete approfittarne per creare zuppe, vellutate, minestroni e passati in abbondanza che, con questo freddo, sono sempre graditi.
Per quanto riguarda la frutta invece, fate scorta di vitamina C per proteggervi dal raffreddore, approfittando di tutti gli agrumi che iniziamo proprio ora a dare il meglio di sè. Mele e pere ci sono ancora, visto che una volta raccolte si mantengono a lungo senza bisogno di sottoporle a nessun trattamento chimico.

VERDURA DI DICEMBRE

Broccoli
Continuiamo a trovare i broccoli freschi, ne avremo fino in primavera. Ricchissimi di sali minerali, vitamine e fibre, contengono anche sostanze utili alla salute della tiroide. Sono antitumorali, diuretici, emollienti, depurativi e prevengono l'anemia. Puzzeranno pure, ma fanno solo bene.
Apporto calorico per 100g: 27kcal

Carciofi
Ne abbiamo ancora per molto tempo. Poche vitamine ma tanto potassio e ferro. Apporta benefici al fegato, favorisce la diuresi e la produzione di bile, aiuta la digestione, abbassa il tasso di colesterolo nocivo e previene malattie cardiovascolari.
Apporto calorico per 100g: 18kcal

Cavolfiori e cavoli
Troviamo ora il verde macerata, il noviese, il cappuccio, il violetto di Sicilia, i cavolini di Bruxelles, il cavolo verza, il tardivo invernale e altri ancora. Cavoli e cavolfiori sono ricchi di vitamina C e sali minerali, hanno proprietà depurative (il che, unito all'alta quantitàdi minerali presenti in essi favorisce la rigenerazione dei tessuti), antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Hanno anche la proprietà di abbassare il tasso glicemico nel sangue. Tutta salute
Apporto calorico per 100g: 25kcal

Finocchi
Finocchi per tutti, ancora per un bel pezzo. Questo ortaggio è depurativo, antiossidante e ipocalorico. Gran cosa per la salute e per la linea, insomma. A me fa schifo.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Indivia
Siamo nel periodo migliore per l'indivia e ci terrà compagnia fino a primavera. E' ricca di calcio, fosforo, vitamina A, ferro e oligoelementi. Protegge le cellule dall'invecchiamento precoce, ha proprietà diuretiche e apporta benefici allo stomaco.
Apporto calorico per 100g: 10kcal

Porro
Fino a fine mese sono disponibili le varietà invernali. I porri contengono vitamine, fibre, magnesio, silice... tutta roba buona. Hanno proprietà toniche, diuretiche, lassative, antisettiche; abbassano il colesterolo, rafforzano il sistema immunitario e aiutano la prevenzione di tumori. Tengono pulito l'intestino e sono utili per curare anemia, artrite e infezioni urinarie.
Apporto calorico per 100g: 30kcal

Radicchio
Troviamo ora il pan di zucchero, il rosso di Treviso, la catalogna frastagliata e il rosso di Verona. Ricco di calcio, fosforo, potassio e Vitamina C, contiene anche un sacco di fibre, ottime per combattere la stitichezza. Grazie all'inulina limita l'assorbimento del colesterolo e previene le malattie cardiovascolari.
Apporto calorico per 100g: 13kcal

Sedano
Dopo le prime gelate si trovano le varietà croccanti, ma andiamo verso l'inverno, e più che il sedano a coste inizia a trovarsi il sedano rapa, che ha quasi il doppio di fibre. E' rimineralizzante, depurativo e svolge un'azione calmante e antidepressiva sul sistema nervoso. Tonifica la pelle e diminuisce la pressione arteriosa.
Apporto calorico per 100g: 15kcal

Spinaci
Si trovano ora sul mercato le varietà invernali, meno benefiche per l'organismo rispetto a quelle primaverili, ma è comunque roba buona. Sono ricchissimi di sali minerali, hanno proprietà tonificanti che giovano al cuore, aiutano la produzione di globuli rossi e fanno perfino bene alla vista.
Apporto calorico per 100g: 24kcal


FRUTTA DI DICEMBRE

Arance
Arrivano le arance davvero buone. Tutti sanno che sono piene di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, combatte i radicali liberi e aiuta ad assorbire meglio il ferro, contrastando l'anemia. Aiuta la vista e ha proprietà antiossidanti.. ma ricordate che gran parte delle sostanze migliori si trovano nella pellicina bianca, non toglietela! Se decidete di farvi una spremuta, consumatela in breve tempo: bastano pochi minuti per far evaporare tutte le vitamine.
Apporto calorico per 100g: 34kcal

Cachi
Fino a fine mese troviamo i cachi freschi, dopo non ce ne saranno più per nessuno. Zuccherini e ricchi di potassio, sono utili per combattere abbattimento e depressione. Rallentano l'invecchiamento delle cellule (aiutano contro l'acne!), rafforzano il sistema immunitario e depurano milza, pancreas e fegato. Hanno anche proprietà lassative (occhio).
Apporto calorico per 100g: 60kcal

Kiwi
Ultimi kiwi, che troveremo fino a metà mese. Ricchissimi in vitamina C, aiutano a prevenire influenze e raffreddori, favoriscono al salute di denti e gengive, prevengono infarto e arteriosclerosie rafforzano la vista. Non fatevi pregare e mangiatene tanti.
Apporto calorico per 100g: 40kcal

Limoni
A dicembre si trovano ottimi limoni della varietà invernale. Tanta vitamina C che aiuta vista e sistema immunitario, insieme a proprietà depurative ed antiossidanti. E' utile contro nausea, raffreddore, ha benefici su fegato, pancreas e sangue e ha eccellenti proprietà disinfettanti.
Apporto calorico per 100g: 14kcal

Mandarini
Siamo nel periodo perfetto per i mandarini, che ci terranno compagnia fino ad aprile (con un po' di fortuna). Ricco di vitamina C, fibre, sali minerali e carotene, il mandarino è utile per prevenire il raffreddore, iuta l'apparato digestivo (essendo facilmente digeribile), favorisce la diuresi e regola la pressione arteriosa.
Iniziamo a trovare anche gli ibridi del mandarino, ovvero il mandarancio (più dolce), la clementina (ibrido tra mandarino e mandarancio) e il mapo (ibrido tra mandarino e pompelmo), che ne condividono le proprietà.
Apporto calorico per 100g: 44kcal

Melagrana (o melograno)
Se avete fortuna per la prima settimana di dicembre si trova ancora. E' ricchissima in sali minerali, vitamine e principi attivi che le hanno fatto guadagnare il nome di "frutto della medicina". Altamente antitumorale e antiossidante ha anche proprietà vermifughe e previene l'arteriosclerosi.
Apporto calorico per 100g: 65kcal

Mele
La raccolta ormai è finita, ma grazie alla loro capacità di conservarsi naturalmente a lungo ce n'è ancora per tutti. Antitumorali e antiossidanti, prevengono del 21% il rischio di contrarre tumori. Una mela contiene fruttosio facilmente assimilabile, abbassa il colesterolo dannoso e aumenta la produzione di quello benigno, apporta benefici alle vie respiratorie, previene malattie cardiache e cerebrali. Si sa che una mela al giorno....
Apporto calorico per 100g: 45kcal

Pere
Ancora pere. Un sacco di pere.
Troviamo la Conference, la Kaiser, la Decana del Comizio, la Abate, la William rossa, la Rosada e la Decana d'Inverno.
La buccia della pera è ricca di fibre: pectina, una sostanza che contribuisce ad abbassare il tasso di colesterolo "cattivo" nel sangue e lignina, che assorbe acqua e previene tumori al colon. Ha proprietà antiossidanti e porta benefici a enti e digestione.
Contiene anche parecchi zuccheri ed è l'ideale per quando ci si sente spossati. Insomma, se siete giù di corda, fatevi una pera che vi passa.
Apporto calorico per 100g: 40kcal

Pompelmi
Ora abbiamo a disposizione sia il pompelmo giallo che quello rosa (un po' più dolce). Ricchi di fibre, sali minerali e di vitamine, hanno un forte effetto antiossidante che va a favore di fegato e sistema circolatorio. Hanno pure proprietà antitumorali. Insomma, potete anche sopportare il loro sapore aspro e amaro ogni tanto.
Apporto calorico per 100g: 35kcal

Voglio la luna

Vi profumerà di clementine tutto il bagno, garantito
 E' arrivato dicembre, e con dicembre arriveranno anche numerose recensioni dei prodotti esclusivi Lush per il periodo festivo invernale, aspettatevene parecchie!
Visto che la reginetta delle feste, ovvero il sapone "Biancaneve" l'ho già recensito l'anno scorso, quest'anno comincio con un altro prodotto da star.
Coloratissimo, profumatissimo, kitsch quanto basta e festaiolo come pochi: oggi vi recensisco "Voglio la Luna".

Lush ci dice:
Ecco un sapone dal puro profumo natalizio di mandarini e arancia dolce per stimolare il buon umore e l’aria di festa! È così bello che potete ritagliarne dei pezzetti per addobbare l’albero e diffondere en passant il suo profumo portafortuna per tutta la casa. Esprimete un desiderio e provate a chiedere la luna… Chissà che non vi venga data.
Subito dopo l'aspetto sgargiante, questo sapone si fa notare per il profumo. Nonostante sia a base di argumi, il sentore predominante è quello del mandarino (clementina), decisamente dolce. Assieme all'arancia, forma una combinazione che ricorda una caramella alla frutta. E vi avverto già da subito che l'odore non svanisce dopo pochi minuti dall'uso: resterete delle caramelle all'arancia per mezza giornata. Per questo lo sconsiglio a chi non ama le fragranze troppo decise e persistenti, o se avete intenzione di uscire la sera spruzzandovi addosso ulteriore profumo: potete benissimo farlo, ma dovrete scegliere qualcosa che si accompagni bene a quello che avrete già appiccicato addosso.
Come consistenza è un sapone abbastanza morbido, che si consuma in fretta. Se usato a dovere forma una meravigliosa schiuma densa e morbida, rendendolo adatto a coccolarci un po'.
Per quanto riguarda l'efficacia, mi ha davvero sorpreso: grazie agli agrumi ha un ottimo effetto astringente, subito seguito da olii che provvedono a reidratare la pelle: è un prodotto ideale per chi ha la pelle normale o grassa.
Devo dire che come efficacia è sorprendente, rende la pelle liscia, morbida, elimina l'effetto lucido e ci rimette a nuovo, oltre a togliere perfettamente di mezzo tutti gli odori poco graditi.
Potete usarlo anche sul viso, se non avete la pelle troppo delicata o secca: ancora, per chi ha problemi di pelle grassa, può essere un valido candidato da alternare a prodotti specifici per la cura del viso, magari applicandolo solo alle zone da sgrassare di più (di solito naso, mento e fronte, le guance sono un po' più delicate). Sconsiglio comunque di usarlo tutti i giorni, potete farvi un lavaggio al viso un giorno si e uno no.
Questo sapone dà il meglio di sè in doccia, più che per una rinfrescata a metà giornata. Non usatelo sulla pelle troppo bagnata o sotto il getto d'acqua: il mio consiglio è di mettervi un attimo sotto la doccia, chiudere l'acqua e insaponarvi per bene, solo in questo modo otterrete una bella schiuma e sfrutterete il prodotto al cento per cento. Se siete zuppi oppure restate sotto l'acqua non avrete gli stessi benefici in termini di idratazione, profumo e la vostra saponetta si consumerà più velocemente (e visto che si tratta di un sapone morbido, "più velocemente" significa "a vista d'occhio").
Come già detto, se avete la pelle molto delicata o particolarmente secca non mi sentirei di consigliarlo: nonostante tutto ha un'azione astringente abbastanza decisa. Se invece avete la pelle normale, mista o grassa, allora andate tranquilli, provatelo e vi assicuro che se lo userete nel modo giusto non ve ne pentirete.
E' un sapone da godersi nei momenti di festa: visto il suo profumo dolce e caldo e la sua consistenza cremosa non è proprio il prodotto giusto da usare per svegliarsi la mattina. Non vi darà energia, né vi schiarirà le idee, al contrario: è rilassante, rasserenante e mette in pace con il mondo. Per questo io ve lo consiglio per la doccia serale, quando non avete nessun programma in vista, se non quello di mettervi in vestaglia e sorseggiare un infuso, leggere un libro, nascondervi sotto al plaid in divano, guardare la tv o semplicemente infilarvi sotto le coperte. Insomma, quando avete un po' di tempo per coccolarvi un po'. Anche in due, che fa sempre bene.

Se questo sapone sembra spettacolare, l'INCI lo è un po' meno. Troviamo il Propylene Glycol direttamente al secondo posto, cosa che potrebbe dare problemi a chi ha la pelle particolarmente sensibile ai prodotti chimici. In fondo alla lista troviamo non solo i soliti allergeni del profumo troviamo tutta la sfilza di coloranti utilizzati per dare al prodotto il suo aspetto coloratissimo e festaiolo. Comunque buona parte degli ingredienti ha un bel bollino verde e molti componenti sono naturali. Io continuo a preferire il più semplice Biancaneve.

Cosa ci trovate dentro (esattamente):
Acqua (Aqua) - doppio verde
Propylene Glycol - rosso
Olio di Colza (Brassica napus) - doppio verde
Olio di Cocco (Cocos nucifera) - doppio verde
Sodium Stearate - doppio verde
Sodium Lauryl Sulfate - verde

Profumo (Parfum)
Olio Essenziale di Clementina (Citrus reticulata) - doppio verde
Olio Essenziale di Arancia Dolce (Citrus sinensis) - doppio verde
Diossido di Titanio (Titanium dioxide) - doppio verde
Estratto di Gardenia (Gardenia jasminoides) - doppio verde
Glicerina Vegetale (Glycerine) - doppio verde
Sale (Sodium chloride) - doppio verde

EDTA - doppio rosso
Tetrasodium Etidronate - verde
Limonene - giallo
Linalool - giallo

CI 14700 - rosso
CI 17200 - rosso
CI 45410 - rosso
CI 60725 - rosso
CI 15510 - rosso
CI 42090 - rosso

Brillantini Argentati (Polyethylene terephthalate) - giallo
Brillantini Dorati (Polyethylene terephthalate) - giallo

Brillantini Dorati  Brillantini Iridescenti (Polyethylene terephthalate and Acrylates copolymer) - rosso


Quanto vi costa
Panetto da 100g  € 5,35
Panetto da 200g  € 10,70

LUSH.IT  
date un'occhiata al sito della Lush, mi raccomando,
è tutta robbba bbbuona per voi e per l'ambiente!

La scuola dei disoccupati

Una spaventosa allucinazione lucida
Ultimo post del mese, ed è di nuovo una recensione.
Novembre è andato un po' così, ho avuto davvero tanto da fare, rimedierò con dicembre, promesso.
Tornando a noi, chiudiamo il mese con una recensione di un libricino sintetico e deprimente, dello scrittore tedesco e professore universitario Joachim Zelter.
Si tratta di un romanzo distopico, ma nemmeno tanto: parla sì di una società futura, ma talmente vicina che basta allungare una mano per toccarla.
Nel non troppo lontano 2016, in Germania è stata istituita una scuola speciale, la Sphericon. Chi vi si iscrive passa tre mesi in divisa nera, isolato dal mondo, sottoposto a ore interminabili di studio, palestra e attività formative. L'indirizzo specialistico della scuola? Insegnare a trovare lavoro.
Gli studenti di Sphericon infatti sono tutti disoccupati cronici. Verrà loro insegnato ad ottenere un posto di lavoro con le unghie e con i denti, truccando i curriculum, approfittando dei necrologi nei giornali, demolendo la propria personalità promettendo loro un "nuovo inizio".
Perché il lavoro non è più un diritto, ma un privilegio. E i privilegi si conquistano.
Tra le pagine di questo libro si respira un'atmosfera grigia, deprimente, statica, ma al contempo in costante movimento. Veniamo tuffati in un lager moderno con regole ferree, ma dove non esistono prigionieri: sono tutti consenzienti e viene detto loro che possono andarsene quando preferiscono. Ma nessuno lo fa, nessuno si azzarda nemmeno a provarci.

Lo stile di scrittura è semplice e scarno così some il linguaggio usato all'interno di Sphericon. Frase brevi e concise ci accompagneranno per tutta la lettura. Non c'è spazio per nessun tipo di fronzolo, ad eccezione delle brevi boccate d'aia che ci verranno concesse durante i monologhi interiori della protagonista Karla (che più che protagonista è solo una studentessa sulla quale ci soffermeremo un po' di più).
Parlando di personaggi, non ce ne sono molti, e possiamo raggrupparli in due categorie: il personale di Sphericon e gli studenti.
La prima categoria comprende personaggi tutti uguali: brillanti, dal carattere forte, estroversi, entusiasti della vita. Che sia davvero il loro carattere o sia solo una posa necessaria al loro lavoro non ci è dato saperlo.
Dall'altra parte ci sono gli studenti, i disoccupati: tristi, grigi, deboli, senza prospettive di vita.
Il libro divide chiaramente quello che è accettabile da quello che non lo è: tutto è bianco o nero, non esistono vie di mezzo. L'unico modo per non appartenere alla categoria dei disoccupati (il gradino più basso della società, status non accettabile), è avere un lavoro.
E per avere un lavoro, gli studenti sono spronati a ricostruire se stessi. Ma non attraverso un vero e proprio lavoro sulla propria personalità, sul trovare nuovi interessi o sviluppare conoscenze, bensì reinventando la propria vita. E la vita, nell'ambito lavorativo, sta tutta nel curriculum.
Quindi, via ad inventare, rielaborare, modificare eventi e date per rendere la vita del disoccupato più impressionante ed interessante possibile. Non è necessario che si sia davvero scalato il monte Everest, si sia stati dei professionisti di rugby, c si sia laureati in astrofisica. Basta scriverlo. Un curriculum non deve essere vero, deve essere coerente.
L'individuo viene plasmato sulle menzogne, diventa un attore pronto a impersonare il ruolo che gli è stato dato.
Per uscire dalla disoccupazione bisogna avere faccia tosta, sorriso smagliante, bella presenza, non personalità o un percorso di studi qualificante.
Durante la lettura, attraverseremo un triste (e purtroppo vero, vista la realtà che ci circonda), processo di spersonalizzazione dell'individuo, all'insegna del "non conta chi sei, ma come appari". Purtroppo perfettamente calzante alla situazione lavorativa attuale.
Assisteremo ai personaggi che si impegnano alacremente lungo il loro percorso di uniformazione per essere idonei ad un posto di lavoro. Come già detto, sono tutte persone depresse, senza forza di volontà: ci viene spiegato che la disoccupazione è uno stato mentale, che nasce dall'incapacità di adattamento e di risolutezza del diretto interessato.
A parer mio, non è un'affermazione sbagliata, o almeno non del tutto.Ma l'unica soluzione proposta in questo caso è l'uniformazione totale. Il timido, il debole, l'insicuro, tutti loro non sono accettabili.
In mezzo a tutti gli altri studenti la protagonista sembra l'unica a rifiutare totalmente di applicare quanto le viene insegnato. Ma poiché come già detto nel libro non ci sono mezze misure, anche lei non fa eccezione. Arriva a Sphricon chiusa, quasi incapace di parlare per via della timidezza, con un blocco psicologico totale. Blocco che aumenta quando le viene detto che se vuole diventare parte integrante della società deve gettare tutte le sua aspirazioni, i suoi sogni, la sua vita passata e diventare una persona nuova.
Lei non compie nessun passo avanti. Non sa nemmeno lei bene il perché: non vuole. Non risponde alle domande, balbetta in modo sconclusionato, sa cosa è meglio per lei. O forse no.
Questo non fa di lei un'eroina, ma solo un personaggio irritante. Non riesce a compiere una vera e propria ribellione, è solo in grado di crogiolarsi nel suo brodo insipido senza combinare niente. Perché ha paura, perché è troppo difficile, perché non vuole. E' più facile stare zitti, restare disoccupati, non cambiare niente di sè stessi.

Come già detto, si tratta di un libro di contrasti. E' deprimente vedere i "nuovi metodi" per il recupero dei disoccupati, ma non si riesce ad essere totalmente in disaccordo. Queste persone vengono prese, viene loro data una disciplina, si insegna loro un nuovo modo di vivere e di considerare sè stessi. Ma in questo modo si fa loro il lavaggio del cervello, rendendoli solo in apparenza persone autonome; in realtà continueranno a vivere come gusci vuoti, ripetendo per tutta la vita gli schemi che sono loro stati insegnati, senza mai coltivare un interesse vero. O comunque, anche se lo coltivassero, se non fosse qualificato come utile ai fini del curriculum, sarebbe considerato una perdita di tempo.
Sebbene l'autore sia tedesco e parli della realtà in Germania in un ipotetico futuro, non sembra così distante e diverso da quello che sta succedendo qui in Italia, dopotutto.
Non è un libro che mi ha trasmesso grandi emozioni, è una lettura asciutta, sintetica, con poco spazio per i sentimenti. Ma è un libretto che fa pensare.
Confonde le idee, arrivando a convincerci che il metodo di recupero proposto sia davvero la cosa migliore, ci fa di nuovo cambiare idea facendoci arrivare alla conclusione che i sistemi utilizzati sono estremi, poi ci fa pensare che la protagonista in fondo se lo merita e che non le può fare altro che bene, per poi farci ricredere ancora.
E' un piccolo test personale che vi consiglio di provare, se ne avete l'occasione, e se avete voglia di restare con una sensazione amara in fondo alla bocca.

Drive-In (la trilogia)

Cannibalismo, tatuaggi animati, dinosauri, comete ghignanti e altro ancora
Ed eccomi finalmente a recensire Drive-In, una delle mie ultime letture.
Non sarà facile per me recensire questa opera di Joe Landsdale, scrittore statunitense ed autore di fantascienza, horror, sceneggiature per fumetti e testi televisivi: ho tanto da dire e tante considerazioni da fare, rischio di perdermici in mezzo e finire con uno sproloquio invece che con una recensione. Ma ci proverò lo stesso.

Cominciamo con il dire che in questo volume trovate:
  • La notte del drive-in -un film di serie B con sangue e popcorn, made in Texas- (1988)
  • Il drive-in 2 -non uno dei soliti seguiti- (1989)
  • La notte del drive-in 3 -la gita per turisti- (2005)
Si tratta di tre romanzi brevi (o racconti molto lunghi) di meno di duecento pagine l'uno, successivi l'uno all'altro e con il medesimo protagonista.
E' difficile recensire una trilogia senza spoilerare nulla, proprio per questo ci ho messo così tanto a scrivere questa recensione. Alla fine ho deciso di palare della trama del primo libro in modo più approfondito, mentre degli altri due accennerò solo le poche cose che potreste benissimo leggere nella presentazione in quarta di copertina del libro stesso.

I Drive-In sono quei cinema all'aperto dove il film viene proiettato su un grande schermo, e la gente assiste comodamente seduta nella propria macchina.
Siamo in Texas, nel drive-in più grande del mondo, e ogni venerdì qui si tiene la Grande Nottata Horror. Dal tramonto all'alba gli spettatori possono godersi una maratona di film pieni di sangue, mostri e ammazzamenti vari, bevendo Coca Cola e sgranocchiando popcorn.
Ma questa volta sarà diversa dalle altre. eh si, perché questa volta scenderà dal cielo una cometa rossa con una bocca piena di denti, e quando se ne andrà nulla sarà più come prima. Perché ora sembra che al di fuori della recinzione del drive-in non esista più nulla, solo oscurità.
Il gruppetto di protagonisti si trova imprigionato nel microuniveso del drive-in, dove il tempo è relativo.Presto il cibo comincia a scarseggiare, i freni inibitori pian piano cedono, le regole sociali svaniscono. E in sottofondo a violenza, cannibalismo e creature deformi, i film horror continuano a venire proiettati incessantemente.
Fermiamoci qui. So già che gli amanti dello splatter avranno già l'acquolina in bocca. E hanno perfettamente ragione.
Nei due libri successivi, senza anticiparvi troppo, posso solo dirvi che le situazioni si faranno sempre più bizzarre, mescolando elementi tipici dei romanzi horror, fantasy, di avventura e fantascienza, in un nonsense crescente supportato comunque da una trama valida e ben articolata, che va a dipanarsi lentamente.
L'autore riesce a costruire ed espandere un mondo tutto suo, governato da regole bizzarre che pare non siano sempre valide. Ma lo fa senza esagerare, senza creare situazioni scontate e riuscendo sempre a tenerci con il fiato sospeso in attesa della prossima bizzarria. Sembra quasi un mondo alla Walter Moers... riservato esclusivamente ad un pubblico adulto.
Scavando nemmeno troppo a fondo non è difficile leggere una critica (quasi una satira) sulla dipendenza dell'uomo moderno nei confronti della televisione: la scatola magica contiene la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. E senza di essa l'uomo contemporaneo è perduto. Ha dimenticato il vivere insieme, il raccontare storie, il costruire con le proprie mani. Può tornare ad impararlo, ma appena la tentazione dello schermo televisivo ritorna, ecco che continua a ricascarci, povera pecorella incapace di intendere e volere. La televisione è il cantastorie, il messia, il pastore della società moderna.

Nel complesso, la cosa più curata e meglio riuscita è l'evoluzione dei personaggi. Le reazioni sono sempre credibili e variegate, c'è chi impazzisce, chi si sforza di mantenere la lucidità, chi abbandona qualsiasi freno morale e chi invece cerca di mantenere una parvenza di umanità. Ma tutti i personaggi, lentamente, cambiano.
E' ipnotico vedere come, in una forzata situazione di emergenza, non solo le azioni e il modo di pensare dei personaggi compia una più o meno lenta evoluzione, ma muti anche lo stile di scrittura dell'autore.
Il libro è narrato in prima persona e la trilogia copre un lasso di tempo imprecisato ma comunque lungo. E man mano che il protagonista diventa più cinico e la sua scorza emotiva si fa più dura, il modo di narrare cambia. Le volgarità aumentano ma perdono di significato, diventano parte di un nuovo linguaggio comunemente accettato.
Essendo il protagonista maschio e avendo noi la possibilità di sbirciare nei suoi pensieri, non mancheranno numerose allusioni sessuali, più o meno esplicite. Con il procedere della trama, anche la sessualità assume un altro valore. Diventa un modo per sfogarsi e perde ogni aspetto erotico, si è solo alla ricerca di una scarica di endorfine che possa distrarre per un po' dall'incubo nel quale si è immersi. E questo vale sia per gli uomini che per le donne, nessuna si fa più scrupoli a cercare una scopata, così come nessuna viene giudicata una puttana se ha numerosi partner. Cose come la masturbazione e la sodomia non sono più tabù: quando non sai se arriverai vivo alla fine della giornata i problemi veri diventano altri.
Con questo non voglio dire che il libro sia volgare o pornografico. Come vi ho già spiegato, volgarità, sesso (e violenza) a lungo andare diventano la normalità. E come il protagonista si abitua a certe scene (isteria di massa, cannibalismo, nudità), anche il modo di descrivercele cambia. Vengono usate sempre meno parole, sempre più scarne, sempre meno colorite.
E' la differenza che passa tra un beduino del deserto che descrive una nevicata mentre la osserva per la prima volta (che potrebbe suonare come "Minuscoli cristalli cadono dal cielo, gelidi al tatto ma dalle forme perfette..."), e come la descrive un norvegese ("Sta nevicando"). In un cambiamento narrativo graduale ma costante. Dopo un po' ci abituiamo anche noi senza accorgercene, adattandoci mentalmente ad un mondo stravolto e primitivo.
La trilogia si legge tutta d'un fiato (a meno che come me non vi becchiate un blocco totale nei confronti di qualsiasi tipo di lettura): lo stile è moderno, scorrevole e veloce, non ci sono punti narrativi morti o passaggi lenti, e ad ogni pagina c'è qualcosa di nuovo che allo stesso tempo ci svela un pizzico in più dell'intreccio generale, instillandoci allo stesso tempo nuovi dubbi nel cervelletto.

L'autore ha combinato in questa trilogia elementi splatter, nonsense, decine di citazioni cinematografiche, adrenalina e una buona dose di humour (soprattutto humour nero, ma che ve lo preciso a fare, dovreste aspettarvelo da un soggetto del genere).
Tra il secondo e il terzo libro l'autore si è preso ben sedici anni di pausa riflessiva. Forse non riusciva a pensare ad un modo decente di concludere il tutto. E in effetti il finale lascia un po' un sapore di incompiuto, pur dando un senso logico e una spiegazione a tutto quanto. Ma per il finale vero e proprio si poteva fare di meglio.
Nel complesso però abbiamo una splendida trilogia in salsa horror con uno spiccato sapore da B-Movie anni '80. Insomma, sembra di guardare uno di quei filmetti horror dagli effetti speciali un po' alla buona che andavano tanto di moda negli anni '80, soprattutto in America.
Quindi il mio consiglio è: non pensate al traguardo e godetevi il viaggio.
Non ve ne pentirete.

Biscotti al cioccolato bianco

Ipercalorici, dannosi per il fegato e assolutamente goduriosi
Finalmente ho trovato un po' di tempo per rimettermi a cucinare. Era un pezzo che non facevo dei biscotti, sia per il poco tempo a disposizione, sia perché sono molto schizzinoso... non amo creme, marmellate, troppo zucchero o troppo cioccolato (ad eccezione dei brownies che sono una maledizione tentatrice).
In via del tutto eccezionale avevo voglia di cioccolato bianco, che poco ha a che vedere con il cioccolato: è una schifezza composta soprattutto di burro che fa malissimo alla linea e al fegato e che io adoro.
Per una volta io e la mia ragazza abbiamo messo da parte le preoccupazioni sul diventare tutti ciccia e brufoli e ci siamo cimentati nella preparazione di biscottini al cioccolato bianco.
Era la prima volta che affrontavo questa ricetta, ma non la prima in cui mi scontravo con le insidie del cioccolato bianco in forno. Se non avete mai provato preparazioni di questo tipo, vi avverto che non è così immediato capire quando il biscotto ha raggiunto la cottura adeguata: sembra sempre troppo molle. Così si finisce con il lasciarlo in forno "ancora cinque minuti" e poi "ancora cinque minuti", finché non si ottengono dei biscotti con la consistenza di una roccia e il sapore di un toast carbonizzato. Vi spiegherò anche come evitare questo risultato.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di noci tritate (50 grammi), ma a me la frutta secca proprio non piace, quindi ho aggiustato le dosi omettendole e diminuendo un po' la quantità di burro. Come ho già detto, i dolci mi piacciono più semplici possibile.

Procuratevi:
  • 120 grammi di burro
  • 250 grammi di farina autolievitante (o farina normale e un cucchiaino di lievito)
  • 110 grammi di zucchero di canna
  • 125 grammi di cioccolato bianco
  • 1 uovo
  • sale
La farina autolievitante la trovate abbastanza facilmente in supermercati ben forniti. La trovate anche sotto il nome di "farina con lievito".
In una terrina con una buona capienza tagliate il burro a cubetti, poi schiacciatelo e lavoratelo con una forchetta per ammorbidirlo un po'. Aggiungete lo zucchero e impastate bene. Quando gli ingredienti sono abbastanza amalgamati (mettetevici d'impegno, dovrete litigarci un po'), usate uno sbattiuova o, se al contrario di me avete buona mano per queste cose, una frusta, sbattendo il composto finché non otterrete una crema abbastanza soffice (il burro deve montare un po'). Se usate lo sbattiuova vedete di aver lavorato già bene il composto e che sia abbastanza morbido, altrimenti fonderete il motore; lavoratelo a più riprese.
In una ciotola piccola fate montare l'uovo fino a che non sarà spumoso (sempre con il magico sbattiuova), quindi aggiungetelo al composto di burro e zucchero un po' alla volta, amalgamando lentamente per non farlo smontare.
Setacciate insieme la farina e un pizzico di sale, aggiungendola in due o tre volte agli altri ingredienti, non serve che impastiate perfettamente per ora.
Tritate il cioccolato a pezzetti molto piccoli e aggiungeteli al resto. E' il momento di impastare tutto per bene: utilizzate le mani e impegnatevi per distribuire il cioccolato in modo uniforme nell'impasto.
Coprite la teglia da forno con della cartaforno antiaderente, e formate con l'impasto tante palline grandi all'incirca come una noce, schiacciatele leggermente e disponetele sulla teglia un po' distanziate tra loro, dandogli lo spazio per lievitare.
Cuocete in forno già caldo a 180° per un quarto d'ora.
Ecco, vi ho detto i dispetti che vi faranno: sembreranno sempre molli. Trascorsi i quindici minuti, aprite il forno e infilzate un biscotto con uno stuzzicadenti. Se lo stuzzicadenti ne esce pulito (ovvero la punta non cambia colore, in questo caso invece indice che dentro il dolcetto è ancora bagnato e crudo), sfornateli. Fregatevene se sono soffici, è normale così, stanno solo cercando di ingannarvi.
Lasciateli raffreddare per almeno enti minuti senza toccarli: in questo modo il burro e il cioccolato torneranno a rapprendersi un po', dando ai biscotti la giusta consistenza.
Questi biscottini ipercalorici sono fantastici nel latte. L'aspetto ideale è dorato o marroncino sotto e pallido sopra, con una consistenza friabile ai bordi e all'esterno, mentre dentro rimarranno morbidi. Se volete proprio farvi del male serviteli come dessert accompagnati da panna montata, glassateli o decorateli con pasta di zucchero.
Se decidete di provare a farli, è indispensabile avere un cioccolato bianco di buona qualità (spendete tre euro invece di sessanta centesimi, non andrete di certo in miseria per questo), altrimenti vi troverete con dei biscotti molli e cotti male:  la qualità del cioccolato fa davvero la differenza.