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Pasta cheesecake

Un impasto semplice da fare, da lavorare, che mantiene qualsiasi forma gli diate
Ultimamente ho pasticciato un po' in cucina, e oggi vi riporto il risultato dell'ultimo esperimento: la pasta cheesecake. Ha la consistenza della pastafrolla, il sapore della cheesecake, si può utilizzare in svariati modi (basta usare un po' di fantasia) e, soprattutto, è davvero facile da preparare.

Procuratevi:
  • Una torta
  • 400 grammi di formaggio fresco
La torta di cui avrete bisogno è un dolce di grandezza media (fatto su uno stampo di 24-26 centimetri di diametro) di tipo secco. Ovvero una torta che non contenga creme. Torta paradiso, angel food cake, red velvet o torta allo yogurt sono perfette. Usate la vostra ricetta preferita (o, se siete pigri, comprate un impasto del tipo "versa in uno stampo e cuoci"). Anche una torta al cioccolato va bene, fate voi.
Una volta raffreddata, sbriciolatela completamente in una ciotola, cercando di fare briciole più piccole possibili. A questo punto, unite il formaggio (vi serve il Philadelphia o un prodotto simile) e impastatelo fino ad ottenere un panetto compatto e malleabile. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo in frigo almeno tre o quattro ore.
Se utilizzate una torta di colore chiaro, in questo modo otterrete una pasta cheesecake "grezza", dal colore macchiettato, da utilizzare in preparazioni che andranno poi glassate o ricoperte di cioccolato o pasta di zucchero.
Per ottenere una pasta "uniforme" invece, prima di sbriciolare la torta munitevi di coltello e tagliate via tutta la parte esterna di colore marroncino, andando ad utilizzare per l'impasto solo il cuore, chiaro.Una torta al cioccolato o comunque di colore scuro non vi darà questo problema, e otterrete sempre un impasto uniforme.
L'impasto di colore chiaro potete tingerlo con coloranti alimentari, in polvere o in gel: quelli liquidi alterano troppo la consistenza. Potete anche arricchire l'impasto con frutta secca, uva sultanina e simili.
Questo impasto, semplicissimo da realizzare, dà il suo meglio se usato nella realizzazione di pasticcini glassati, o ricoperti di cioccolato.
Stendetelo su un piano da lavoro fino ad ottenere uno spessore di circa 1 centimetro, e tagliatelo con degli stampini da biscotti della forma che preferite.
Vista l'estrema malleabilità si presta alla perfezione anche ad essere lavorato con stampini ad espulsione.
Qui sotto vi dò un altro paio di idee su come utilizzare questa pasta, che ha anche il vantaggio di essere già cotta e di non necessitare di alcuna ripassata in forno.

Pop cakes
  • Pasta cheesecake grezza
  • Cioccolato bianco, al latte o fondente
  • Stecchi da lecca-lecca o stuzzicadenti lunghi
  • Codetta, granella di frutta secca o pasta di zucchero per le decorazioni (opzionale)
L'impasto è perfetto per realizzare i cosiddetti "pop cakes", dolcetti su stecco che ora vanno parecchio di moda. Realizzate delle sfere grandi come palline da ping-pong, o un po' più piccole.
Munitevi di stecchini da lecca-lecca, oppure, se non li trovate, potete usare gli stuzzicadenti lunghi.
Immergete un'estremità dello stecchino nel cioccolato fuso, per un paio di centimetri, quindi infilzateci la pallina. Lasciate raffreddare. Se volete andare sul sicuro, mettete i dolcetti infilzati nel congelatore per un paio di ore (mi raccomando, che siano già freddi o mandate in palla il freezer). In questo modo il cioccolato fuso indurirà di più, tenendo la pallina ben fissata allo stecco.
A questo punto, fate fondere del cioccolato a bagnomaria, e immergete le palline, in senso perfettamente verticale. Appena saranno completamente sommerse tiratele fuori, non troppo in fretta ma nemmeno a velocità bradipo, o rischierete che si stacchino dallo stecco e finiscano nel cioccolato.
Ora, finché il cioccolato è ancora caldo, potete rotolare i dolcetti nella codetta di zucchero o nella frutta secca tritata.
Infilzate gli stecchi in una forma di polistirolo e lasciate che i dolcetti si raffreddino. Potete continuare a decorarli a piacimento, con dettagli in cioccolato o pasta di zucchero: sbizzarritevi.

Takoyaki dolci
  • Pasta cheesecake uniforme
  • Stuzzicadenti lunghi
  • Topping
I takoyaki sono delle polpettine di polipo giapponesi, uno snack molto comune da quelle parti. Con la "pasta cheesecake" possiamo creare dei "finti" takoyaki dal sapore dolce. Dato che non verranno ricoperti, vi servirà un impasto dal colore uniforme.
Fate delle palline con l'impasto, grandi come una noce. Infilzatene quattro o cinque su ogni stecco, creando degli spiedini. Disponeteli su un piattino, decorateli con uno zig-zag del topping che preferite e servite.

Queste sono solo due o tre idee per utilizzare questo semplice impasto. Poi, se siete golosi come la mia ragazza, finirete con il mangiarlo a pezzetti, in barba alla forma e alle regole della decenza.

Capezzoli di Venere

Sono carinissimi, si

Torniamo a parlare di cucina con una ricetta che, al contrario della maggior parte di quelle che ho proposto fino ad ora, non è a prova di scimmia.
Preparare i cosiddetti "capezzoli di Venere" richiede una buona dose di tempo e una certa manualità.
La ricetta di questi dolcetti, che nel tempo è stata radicalmente modificata, risale al 1700, ed è originaria del veronese. Serviti principalmente a feste e matrimoni, per via della loro forma maliziosa, acquisirono una grande popolarità al di fuori del nord Italia per merito di Antonio Salieri il quale, entrato sin da giovanissimo nella cote di Vienna, era solito portare questi dolcetti in dono.
La ricetta prevede l'utilizzo di cioccolato fuso: assicuratevi che sia di ottima qualità, o formerà grumi rapprendendosi prima che riusciate a lavorarlo. L'ideale sarebbe temperarlo, per ottenere una coertura liscia e uniforme (se non sapete come e perché si tempera il cioccolato, ne parlerò in un post futuro).
Veniamo ora alla ricetta vera e propria.
Vi dò la versione "base": in alternativa potete usare marzapane rosa, o abbinare una copertura di cioccolato bianco ad un ripieno fatto con cioccolato fondente o al latte. Insomma, una volta che avrete imparato a farli, potete complicarvi la vita come preferite. Ma patiamo con una ricetta il piùsemplice possibile.
  • 500gr di cioccolato bianco
  • 30-50gr di mandorle fresche sbucciate
  • 150ml di panna liquida non zuccherata
  • 20 grammi di burro
  • 100gr di marzapane
  • 1 stecca di vaniglia
  • cacao amaro
  • rum o liquore all'amaretto (se graditi)
Ridurre 300 grammi di cioccolato in scaglie e mettetelo in una ciotola capiente.
Riducete il burro a pezzetti e lavoratelo con un cucchiaio di legno per ammorbidirlo. Mettetelo poi in una casseruola insieme alla panna e alla stecca di vaniglia (sulla quale avrete praticato un'incisione per l'intera lunghezza) e cuocete a fuoco medio mescolando di buona lena per far sciogliere il burro.
Quando la panna inizierà a sobbollire (non ancora a bollire, vedrete solo formarsi delle piccole bollicine lungo il bordo), togliete dal fuoco e versate il composto bollente sul cioccolato (più piccolesaranno le scagliette, meglio si fonderà), mescolando con energia.
In un frullatore tritate finemente le mandorle aggiungendo lo zucchero che ne assorbirà gli oli in eccesso. A seconda dei vostri gusti, potete usane dai 30 ai 50 grammi. Unite il tutto al composto, aggiungete un bicchierino di liquore (se volete, non è obbligatorio) mescolate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Quando il composto è abbastanza freddo da aver raggiunto una consistenza malleabile, bagnatevi le mani sotto l'acqua fredda e formate delle piccole palline (grandi come una noce) e premetele leggermente sul piano di lavoro per appiattirne un lato.
In un pentolino, fate fondere il cioccolato restante. Prendete i dolcetti e, infilzandoli uno per uno dalla base fin sulla punta,  immergeteli nel cioccolato fuso. Metteteli sulla carta forno e aspettate che si asciughino perfettamente.
Nel frattempo, impastate il marzapane con il cacao amaro in polvere, aggiungendone quanto basta per formare un impasto scuro. Formate delle piccolissime palline e mettetele sulla "cima" dei dolcetti, in modo da ottenere tante piccole tettine appetitose. Questa operazione dovete farla velocemente, prima che il cioccolato sia solidificato completamente.
Una volta che i dolcetti saranno perfettamente freddi, staccateli con delicatezza dalla carta forno e, con l'aiuto di un coltellino, rifinite i bordi inferiori, rimuovendo eventuali sbavature di cioccolato.
Questa è la ricetta moderna, ma quella originale è molto diversa, e ha un sapore ben più delicato. E' anche un po' più laboriosa, a modo suo... senza contare che siamo fuori stagione, visto che prevede l'utilizzo dei marroni, che troviamo solo in autunno. Ma per rendere completo l'articolo ve la propongo lo stesso.
  • 8 marroni
  • 120gr di cioccolato fondente
  • 80gr di semolino
  • 100gr di mollica di pane
  • 2 uova e 2 tuorli
  • 250ml di latte intero
  • un bicchierino di rum
  • una bustina di zucchero vanigliato
  • cannella in polvere
Mettete le castagne in una pentola e aggiungete acqua fredda fino a coprirle per almeno tre centimetri. Fatele bollire per almeno 40 minuti: se sono particolarmente grandi dovrete cucinarle anche per un'ora.
Scolatele, sbucciatele e lasciatele raffreddare.
Fate sciogliere il burro, in un pentolino capiente, a fuoco basso, aggiungete lo zucchero, il liquore, un pizzico di sale, il latte e portate ad ebollizione. A questo punto aggiungete il semolino e fate cuocere per dieci minuti, avendo cura di mescolar con energia per evitare che si formino grumi.
Aggiungete, sempre mescolando, il pane tritato, le uova e i tuorli e il cioccolato ridotto a scagliette, continuando a cuocere a fuoco bassissimo quel tanto che basta per farlo sciogliere. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Se avete fatto le cose per bene, avrete tra le mani un composto malleabile.
Dividetelo in otto parti e avvolgete (uno alla volta ovviamente, derp derp) le castagne.
Fate bollire di nuovo in acqua leggermente salata per 5-10 minuti, quindi sgocciolate i dolcetti.
Potete servirli con burro o cioccolata fusa, spolverizzati di cannella.
Per prepararli comunque con le castagne, in ogni momento dell'anno, potete sostituirle con i marron glacés, sempre reperibili. E per unire il vecchio al nuovo, potete sostituire l'impasto della prima ricetta con i marron glacés. Se proprio volte esagerare, potete ricoprirli prima con uno strato sottile di marzapane e poi immergerli nel cioccolato fuso: otterrete degli ipercalorici dolcetti vagamente simili ai Mozartkugeln (o, se preferite "palle di Mozart").
Per realizzare la punta (insomma, il capezzolo vero e proprio) potete usare anche un chicco di caffè, oppure realizzare dei dolcetti a forma di fico e, una volta che la copertura di cioccolato si è solidificata, intingerla di nuovo nel cioccolato fuso, ovviamente del colore opposto a quello che avete usato per la copertura stessa.
Infatti, potete realizzare dolcetti bianchi con la punta scura, o al contrario scuri con la punta bianca, se preferite ricoprili di cioccolato al latte o fondente.
Insomma, conoscendo entrambe le ricette potete sbizzarrirvi cercando di comporre la vostra variante ideale.
come già detto sono dolcetti con una preparazione non così semplice: richiedono tempo e una certa dimestichezza ai fornelli, soprattutto per la gestione dei tempi di raffreddamento.
Ma credetemi, ne vale assolutamente la pena.

Crocchette di verdure al forno

Croccano che è un piacere
 Non amo friggere. Non fraintendetemi, adoro il fritto, ma non ho una friggitrice e la cucina mi si impesterebbe di puzza di fritto per una settimana, quindi preferisco evitare. Senza contare che per ottenere un fritto croccante ma non unto e bisunto ci vuole di sicuro un po' di mano, non è una cosa così semplice.
Così stasera vi propongo una ricetta semplicissima ed economica con cottura al forno, anche se non così veloce da realizzare, più che altro per la necessità i preparare i singoli ingredienti uno per uno.
Si tratta di crocchette di verdure al forno, un ottimo contorno o antipasto che potete personalizzare quanto vi pare. Infatti sta a voi decidere che verdure metterci dentro, ovviamente cercando di equilibrare un po' il sapore e scegliendo come ingrediente principale una verdura con la quale sia possibile formare un impasto (spinaci, bieta, cavolfiore, fondi di carciofo, carote e zucca sono tutti ottimi candidati). Evitate le verdure troppo acquose, come i pomodori, o almeno usatele in quantità minime.
Per una teglia di crocchette, procuratevi:
  • 700 grammi di verdure cotte
  • 2 uova
  • Cipolla tritata a piacere
  • Parmigiano grattugiato (opzionale)
  • Latte (se strettamente necessario)
  • Pangrattato
  • Farina
  • Burro
  • Sale
Cominciate cucinando le verdure che avete scelto (io ho usato spinaci e carote, son venute una bontà), facendole bollire, tramite cottura a vapore oppure, se volete velocizzare i tempi, a microonde (qui trovate un articolo con i tempi di cottura per le varie verdure). Strizzatele bene per eliminare più acqua possibile, sminuzzatele o schiacciatele con una forchetta, aggiustate di sale, aggiungete una manciata di cipolla tritata per insaporire e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo. Se volete, aggiungete un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato.
Aggiungete un uovo e amalgamatelo completamente. A questo punto incorporate un cucchiaio di pangrattato impastate e controllate la consistenza. Deve risultare un impasto compatto, malleabile, né viscido né grumoso. Se è ancora troppo molle aggiungete ancora pangrattato, se invece avete esagerato e il tutto si sbriciola, aggiungete pochissimo latte. Continuate a pastrocchiare finché non ottenete la giusta consistenza.
In un piatto fondo, sbattete il secondo uovo e aggiungete un pizzico di sale.
Formate con il composto delle palline delle dimensioni che preferite (a me piacciono piccine, delle dimensioni di una pallina da ping-pong), e rotolatele nella farina, quindi nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Aspettate un paio di minuti che si asciughino un po', quindi tornate a bagnarle con l'uovo (meglio ora usare un pennello da cucina), e fate un secondo strato di pangrattato (basta farina!). Ripetete finché lo spessore  della copertura non sarà di vostro gradimento.
Mettete le polpettine su una teglia ricoperta di cartaforno, schiacciandole leggermente. Mettete un fiocchetto di burro su ognuna di esse (non ne serve molto, è per renderle più dorate), e infornatele in forno già caldo a 200°C per 10 minuti.
Trascorso questo tempo tiratele fuori, giratele, mettete di nuovo un po' di burro su ognuna di esse e cuocete per altri 10 minuti.
Al termine della cottura dovranno risultare dorate e croccanti.
Danno il meglio di sè servite calde o tiepide, magari accompagnate da una fonduta di formaggio!
Semplice? Più semplice di così non si può. Provate provate, la verdura fa sempre bene.

French silk pie

Il modo migliore per diventare tutti ciccia e brufoli
 Oggi ho sperimentato con la mia ragazza una ricetta scoperta da poco della quale non riesco a trovare un corrispettivo nella cucina italiana: la French Silk Pie.
Si tratta di una ricetta americana doverosamente ipercalorica che ha poco di francese, se non l'utilizzo di una buona quantità di burro. Pare provenga dal sud degli USA: consiste in una crema spumosa al cioccolato assolutamente orgasmica, e viene spesso servita con l'aggiunta di panna montata.
Ci sono tantissime versioni in giro per il web, io ho scelto quella che mi sembrava più accettabile a livello di ingredienti e chiara per quanto riguarda le dosi (maledetti blubbà con la loro mania di misurare tutto a tazze!). Ovviamente non ho resistito e l'ho modificata leggermente, mettendoci un po' di mio.

Per questa preparazione sarebbe caldamente consigliato l'uso di un mixer, ma se avete uno sbattiuova robusto è comunque più che fattibile. Attenzione a quando lavorate il burro, ammorbiditelo prima a sufficienza per non surriscaldare il motore dell'attrezzo (non si sa mai, potrebbe esplodervi in mano).
E' un dolce che contiene uova crude, per cui accertatevi che siano di ottima qualità, prendete quelle da allevamento biologico (in casa mia circolano già solo ed esclusivamente quelle). Se usate le uova da batteria avete la mia disapprovazione; in ogni caso, se sono di qualità "grande" ne basteranno tre, e andranno aggiunte una alla volta. Accertatevi che tutto sia a temperatura ambiente.
Le uova crude rendono l'estratto di vaniglia indispensabile, non pensate di poterne fare a meno. A meno che non vogliate un dolce che puzzi da far svenire.
Un'altra cosa vitale è che il cioccolato che andrete ad usare sia di ottima qualità: quello da due soldi non si scioglie bene, si solidifica subito e si riempie di grumi. Usate il cioccolato al latte se volete un risultato più dolce, fondente per una cosa meno stucchevole. Idem per la panna: se non volete un risultato eccessivamente dolce, scegliete quella non zuccherata.
E dopo la doverosa premessa, possiamo iniziare.

Procuratevi:
  • 1 confezione di pasta frolla (se siete pigri, altrimenti trovate la ricetta per prepararla in casa qui)
  • 120 grammi di cioccolato
  • 170 grammi di burro
  • 180 grammi di zucchero
  • 4 uova medie
  • 300ml di panna da montare
  • 1 fialetta di estratto di vaniglia
  • un cucchiaino di polvere di caffè (opzionale)

Stendete la pasta frolla fino a formare un disco dello spessore di 3/4 millimetri abbastanza grande da rivestire una teglia da crostata di 26cm di diametro, che avrete foderato con cartaforno se non è antiaderente, o comunque unto con un po' di burro per precauzione (non si è mai abbastanza sicuri). Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, e metteteci sopra un bel po' di fagioli secchi, servono a non far né gonfiare né restringere la pasta durante la cottura. Se non avete fagioli, fate più buchi: attenzione però a non farli troppo ravvicinati tra loro, altrimenti rischiate che le fette, una volta tagliate, si spezzino.
Infornate in forno già caldo a 180° per un quarto d'ora, poi aprite e date una controllata. Se la pasta frolla ha un bel colore dorato è pronta, sfornatela e lasciatela raffreddare, altrimenti proseguite la cottura altri 5 minuti, controllate di nuovo e così via finché non sarà cotta. Se dovesse gonfiarsi, niente panico: munitevi di forchetta e foratela, fatele capire chi comanda.
Lasciate che si raffreddi e toglietela dallo stampo.

Montate la panna a neve fermissima con lo sbattiuova regolato ad alta velocità, ci vorranno tre o quattro minuti, coprite il contenitore con la pellicola trasparente e mettete in frigo.
Nel frattempo, mettete il burro a temperatura ambiente, tagliato a pezzetti, in una ciotola capiente, e lavoratelo con una spatola finché non sarà cremoso. A questo punto aggiungete lo zucchero e lavoratelo con lo sbattiuova (sarebbe meglio un mixer, ma ce la si può fare lo stesso), finché non avrà un aspetto chiaro e soffice, a fiocchi.
Tagliate il cioccolato e pezzetti, scioglietelo a bagnomaria, aggiungete l'aroma alla vaniglia e, se volete, la polvere di caffè. Lasciate raffreddare, facendo attenzione che non si solidifichi, e incorporate il tutto al burro montato con lo zucchero, sempre usando lo sbattiuova.
Aggiungete al composto due uova (o una se usate quelle grandi), e lavoratelo sempre con il sacrosanto sbattitore per cinque minuti. Aggiungete il terzo uovo, mixate per altri cinque minuti, infine aggiungete l'ultimo, sempre lavorando per cinque minuti.
Non abbiate fretta e date alle uova il tempo di montare, altrimenti verrà uno schifo.
A questo punto, prendete la panna precedentemente montata e incorporatela un po' alla volta, usando lo sbattitore a velocità bassa, fino a che il composto non sarà perfettamente omogeneo.
Otterrete una fantastica mousse, che ora dovete versare nella forma di pasta frolla.
Lisciate il composto con un cucchiaio o una spatola (che avrete l'obbligo morale di leccare, alla fine, perché è un delitto sprecare il cibo).
Mettete il dolce in frigorifero per almeno due ore, meglio se tutta la notte.
Servitela con panna montata e riccioli di cioccolato! Yum!
Non è una ricetta semplicissima, ci vogliono un po' di mano, un buon mixer o sbattiuova, e una certa dose di pazienza per non affrettare la preparazione e non mandare tutto a puttane.
Ma vi assicuro che ne vale la pena.

Pasta frolla

Altro che cuoricini, lei vi odia con tutta sè stessa
 Cos'è quell'impasto magico perfetto per fare i biscotti e le crostate, con una ricetta semplicissima ma dall'animo malefico?
E' la pasta frolla.
Versatile e velocissima da preparare, questo impasto nasconde un lato insidioso: se non è preparato ad arte risulta pesante e unto, oppure si secca durante la cottura prendendo la consistenza del granito, mentre dovrebbe essere compatto al tocco e friabile in bocca.
Mi è capitato diverse volte, negli anni, di infornare dei biscotti e al momento dell'assaggio di spaccarmici i denti. Perché la pasta frolla è malvagia. E vi odia.
Ma se sapete prenderla per il verso giusto, potete almeno cercare di fregarla.
Ci sono moltissime varianti di questa semplice ricetta, e ognuna è indicata per determinate preparazioni. Potete attenervi ad una ricetta base oppure creare la vostra frolla ideale, tenendo in conto le seguenti considerazioni sugli ingredienti.

Burro
Più burro metterete, più grasso e saporito verrà l'impasto. Io consiglio di non superare mai la proporzione in grammi: burro = 1/2 farina. Insomma, se avete 300 grammi di farina, usate al massimo 150 grammi di burro.
Più di così lo trovo pesante, e rende la preparazione più difficile, in quanto il burro deve rimanere sempre il più freddo possibile e dovendone lavorare grosse quantità è facile che si scaldi troppo. Il risultato è che dopo la cottura otterrete una frolla unta da far schifo.

Uova
C'è chi usa le uova intere, chi usa solo i tuorli. Fate qualche esperimento: l'uovo intero dà una frolla più friabile e leggera, adatta alla preparazione di biscotti, mentre il tuorlo dà una frolla cicciona e compatta, migliore per le crostate (fa in modo che le fette non si rompano).

Zucchero
A seconda della preparazione, potete scegliere di usare un tipo di zucchero diverso. Con quello semolato andate sempre sul sicuro, però potete provare a sostituirlo. Con lo zucchero extrafino o quello a velo si ottiene una frolla più delicata e friabile, mentre usando quello di canna darete un leggero aroma di caramello alla frolla, e l'impasto verrà più ruvido e rustico.

Aromi
L'aggiunta di un aroma all'impasto è essenziale, per eliminare l'odore delle uova. La ricetta classica prevede la scorza di limone grattugiata (possibilmente da agricoltura biologica per evitare i pesticidi, che se ingeriti sono poco simpatici), ma potete sostituirla con una fiala di aroma di limone, vaniglia o arancia, oppure utilizzando lo zucchero a velo vanigliato al posto di quello semolato.

Detto questo, la ricetta con la quale mi trovo meglio è la seguente e ci si fa abbastanza impasto per una crostata o per due teglie di biscotti (poi dipende da quanto spessa la stendete ovviamente).
Procuratevi:
  • 300 grammi di farina
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di burro
  • 1 uovo intero e due tuorli
  • Scorza di mezzo limone grattugiata
  • Sale
La preparazione è semplicissima. Versate la farina su un piano preferibilmente in acciaio o marmo (che restano più freddi). Facendo la "fontana", versateci al centro lo zucchero un pizzico di sale e la scorza di limone.
Tirate fuori solo ora il burro dal frigo, tagliatelo a cubetti piccoli e mettetelo sulla farina.
Ora, lavorando solo con la punta delle dita (sempre per evitare di scaldare l'impasto), lavorate il più velocemente possibile, "pizzicando" il burro assieme agli altri ingredienti, fino ad ottenere delle briciole.
Aggiungete l'uovo e i tuorli, continuando a lavorare molto in fretta e sempre con la punta delle dita.
Non appena sarà della giusta consistenza, formate una palla con l'impasto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo in frigo per minimo una mezz'ora prima di utilizzarlo.
Tutto qui. Il segreto per una buona frolla, lo ripeto, è mantenere tutto molto freddo.
Per ottenere i risultati migliori, seguite questi accorgimenti:
-lavorate l'impasto su un piano di marmo o metallo
-non usate mai i palmi delle mani per lavorarlo, solo le punte delle dita
-prima della lavorazione immergete le mani in acqua fredda (e ovviamente poi asciugatele bene)
-usate burro freddo da frigo
-lavoratelo più velocemente e il meno possibile
-per stendere la pasta usate un mattarello di marmo o, in alternativa, una bottiglia di vetro riempita di acqua fredda. Esistono in commercio mattarelli cavi da riempire con acqua o cubetti di ghiaccio, oppure di materiali adatti per essere messi in freezer
-dopo aver steso la frolla nello stampo o dopo aver sagomato i biscotti, mettete il tutto in frigo per un quarto d'ora prima di infornare

Ci vogliono un po' di pratica e di mano per ottenere dei buoni risultati, ma poi potrete sbizzarrirvi con biscotti, crostate e dolcetti vari di tutte le forme e dimensioni. Buona fortuna.

Torta al Mars

Spaca botilia, amaza fegato
 Di nuovo in cucina, con una ricetta che più semplice di così c'è solo l'acqua calda, ovvero la torta di Mars. Se volete preparare un dolce con zero possibilità di fallimento, questo è quello che fa per voi. Davvero, anche una scimmia cieca sarebbe in grado di prepararlo con successo.
Una piccola premessa.
Il riso soffiato che dovete usare sono i cereali, non il riso soffiato semplice: servono a dare al dolce una consistenza più croccante, con il riso soffiato e basta si impacca tutto e diventa un mattone. Io consiglio i Rice Krispies, che non contengono cioccolato. Se volete proprio esagerare, potete usare il riso soffiato al cioccolato. Magari non i Coco Pops, scegliete una marca con una percentuale di cacao e zucchero un po' più bassa.
Per quanto riguarda i Mars, ho scoperto che nei supermercati più grandi e forniti, è possibile trovarli a "stecche": 12 barrette verranno a costarvi all'incirca 3 euro.
Per lo stampo da dolce invece, è indispensabile che sia rigido e non in silicone: l'impasto va pressato parecchio, con quelli in silicone non si può fare un buon lavoro.
Ingredienti:
  • 10 barrette di Mars
  • 100 grammi di burro
  • Una confezione di riso soffiato
Tagliate il burro e le barrette di Mars a pezzetti, mettete il tutto in una pentola capiente e fateli sciogliere a fuoco basso, mescolando in continuazione con una spatola o un cucchiaio di legno.Una volta ottenuta una crema densa, avete due possibilità.
Potete spostare la pentola sul fuoco più piccolo, e mettere il fuoco al minimo, in modo che il composto non solidifichi. Aggiungete il riso soffiato poco alla volta, continuando a mescolare.
Oppure, se avete paura che il cioccolato si attacchi al fondo della pentola, bruciandosi irimediabilmente, mettete i cereali in una ciotola e versatevi il composto caldo tutto in una volta, mescolando molto velocemente. I Mars contengono caramello, che solidifica alla velocità della luce.
 Mettetevi d'impegno, verso la fine l'impasto sarà compatto, colloso e ostico. Continuate finché il cioccolato fuso non sarà perfettamente distribuito, poi togliete dal fuoco.
Foderate l'interno della tortiera o dello stampo con della pellicola trasparente, e tendetela bene. Occhio a non fare l'errore di usare l'alluminio: si incastrerà tra i chicchi di riso e i ritroverete a togliere minuscoli pezzetti rognosi con precisione millimetrica, nemmeno steste giocando all'Allegro Chirurgo (con la differenza che non sarete allegri ma incazzati). Perché foderare lo stampo? Perché l'impasto appiccica da morire, eviterete il rischio che si incolli alla tortiera, diventando impossibile da estrarre.
Prendete una cucchiaiata di impasto, mettetela nello stampo partendo dai bordi o dagli angoli, se presenti, e pressate bene, aiutandovi eventualmente con un batticarne. Continuate pian piano con piccole quantità di impasto, per evitare che all'interno della torta restino delle bolle di aria.
Lasciate raffreddare completamente, quindi mettetela in frigo per almeno due o tre ore, prima di rovesciarla su un piatto da dolci.
Ok, questa è la base. Potete guarnirla a piacere o mangiarla così. Inoltre, questo impasto può essere usato in altri modi, dandoci la possibilità di sbizzarrirci un po'.

Caramelle
Se volete fare un pensierino a qualcuno, eseguite la preparazione già detta, ma mettete l'impasto in una teglia rettangolare. Una volta raffreddato, rovesciate il dolce sul piano da lavoro, tagliatelo in piccoli rettangolini (circa 1cmx2cm o 1cmx3cm). Procuratevi della carta trasparente per alimenti (quella che si usa per fare le ceste natalizie, per intenderci), tagliatene tanti quadratini, e avvolgete i pezzetti di dolce, chiudendoli alle estremità con dei nastri colorati, creando un effetto "caramella".

Mignon
Se dovete organizzare una piccola festa tra amici, o portare un vassoio di dolcetti a una cena, preparate il solito impasto seguendo le istruzioni riportate sopra.
Procuratevi un panetto di fondant (pasta di zucchero) colorata, oppure bianco e coloratelo voi (o ancora, fatela in casa seguendo questa ricetta).
Con l'impasto, fate delle palline della grandezza di un cioccolatino Lindor, o anche un po' più piccole.
Stendete il fondant su un piano spolverato di zucchero a velo fino a uno spessore di 2-3 millimetri e con un bicchiere ricavatene dei dischetti. Usate i dischetti per rivestire le palline, facendole rotolare per ottenere una superficie perfettamente omogenea. A questo punto, potete lasciarle opache o spruzzarvi sopra un lucidante alimentare da pasticceria.
Mettete ogni pallina in un piccolo pirottino, disponetele su un vassoio e preparatevi a fare un figurone!

Torta bicolore
Procuratevi una confezione di panna da montare da 500ml, possibilmente non zuccherata (il dolce è già ipercalorico di suo, e pure la panna, anche senza zucchero, fa diventare tutti ciccia e brufoli).
Una volta preparata la base (possibilmente rotonda, se siete alle prime armi), montate la panna a neve fermissima.
Posizionate la base su un piatto da dolci, e, aiutandoci con una spatola, iniziate a ricoprirlo con uno spesso strato uniforme di panna. Per i bordi, aiutatevi a farli ben perpendicolari usando il bordo solido della torta al mas come guida.
Guarnite a piacere o lasciate bianca, è bella lo stesso.
Se non ve la sentite di spalmare uno strato uniforme (che non è così facile come sembra), procuratevi una sac à poche con beccuccio a stella e ricopritela  di fiocchetti di panna.

Cupcakes
se avete una teglia per fare i muffins/cupcakes, potete approfittarne. Rivestite gli incavi con la solita pellicola trasparente, e usateli come stampini per creare delle basi con il solito impasto di cui sopra. Una volta sformate, saranno delle perfette basi da cupcake (tenete conto che la teglia da muffins è spesso un po' più profonda).
E si, avete bisogno della teglia da muffin, gli stampini in silicone sono troppo morbidi e, come già detto, non si riesce a pressare l'impasto a sufficienza.

Questo è quanto. Come promesso è una ricetta semplicissima, che potete usare per conto suo oppure come base per fare un bel po' di piccole puttanate (ma puttanate carine e gustose). Andate tutti a devastarvi il fegato, su.

10,000 Cupcakes

Originale, divertente e coloratissimo
In media non recensisco libri di cucina perché, diciamocelo, cosa dovrei recensire? Le ricette? L'impaginato? La grafica? Non credo che interessi a molti.
E invece oggi farò un'eccezione, parlandovi un po' di un libricino che ho regalato alla mia ragazza per Natale.
Le piace cucinare, ma non essendo proprio un'esperta, ai fornelli, cercavo qualcosa che contenesse ricette semplici, divertenti e che non desse nulla per scontato. E magari che fosse colorato e simpatico (un libro di cucina fa piacere, ma se non è in stile "le ricette della nonna" è decisamente meglio).
Mi sono deciso per un libro dedicato ai dolci, e curiosando in libreria ne ho scartati un bel po'. Alcuni troppo scontati, alcuni troppo complessi, altri poco esplicativi, altri le cui ricette richiedevano ingredienti di difficile reperibilità.
Infine sono approdato a "10.000 Cupcakes".

Che dire di questo libretto? Che è un perfetto regalo sia per i principianti che per gente più esperta.
L'introduzione è breve e spiega chiaramente tutti gli attrezzi di cui abbiamo bisogno per la preparazione dei cupcakes: non serve molto in realtà, ma sapere già cosa ci occorre ci metterà subito nella condizione di sperimentare qualsiasi ricetta presente nel libro.
Le preparazioni proposte sono varie, coloratissime e a diversi livelli di difficoltà: da una base classica con ingredienti comunissimi spazia a cosette più sfiziose includendo essenze di fiori, semi di papavero, carote, zucca e altro ancora. Ogni tanto viene richiesto qualche ingrediente un po' più difficile da reperire, come la farina autolievitante o lo sciroppo di mela, ma in genere sono tutte cose che si possono trovare con facilità, specialmente nei supermercati ben forniti.

Ed ecco cosa lo rende unico: l'impaginato
Ma questo libro contiene davvero diecimila ricette? Bè, no.
Falsa pubblicità?
Assolutamente no.
La cosa più simpatica e innovativa del manuale è l'impaginato. Le pagine, rilegate con gli anelli, sono divise orizzontalmente in tre parti, che potremo sfogliare indipendentemente l'una dall'altra.
Nella sezione inferiore abbiamo le ricette per le basi, in quella di mezzo le creme e le glasse, e in quella superiore le decorazioni (o topping).
In questo modo possiamo combinare a piacimento le tre parti, che contengono 23 ricette ciascuna, creando appunto circa diecimila ricette diverse.
Questa impaginazione, insieme alla grafica coloratissima che combina illustrazioni e fotografie, rende questo manualetto unico. E' un piacere per gli occhi anche solo da sfogliare.
La copertina rigida e le pagine plastificate spesse e robuste lo rendono pratico da maneggiare e garantiscono una buona durate nel tempo. Non vi si sfascerà in tre giorni, insomma, a meno che non abbiate il tocco delicato di Godzilla.
Insomma, è un libro spiritoso, divertente e completo: sia che siate alle prime armi, sia che siate alla ricerca di nuove varianti alle vostre ricette, ve lo consiglio caldamente.

Biscotti al cioccolato bianco

Ipercalorici, dannosi per il fegato e assolutamente goduriosi
Finalmente ho trovato un po' di tempo per rimettermi a cucinare. Era un pezzo che non facevo dei biscotti, sia per il poco tempo a disposizione, sia perché sono molto schizzinoso... non amo creme, marmellate, troppo zucchero o troppo cioccolato (ad eccezione dei brownies che sono una maledizione tentatrice).
In via del tutto eccezionale avevo voglia di cioccolato bianco, che poco ha a che vedere con il cioccolato: è una schifezza composta soprattutto di burro che fa malissimo alla linea e al fegato e che io adoro.
Per una volta io e la mia ragazza abbiamo messo da parte le preoccupazioni sul diventare tutti ciccia e brufoli e ci siamo cimentati nella preparazione di biscottini al cioccolato bianco.
Era la prima volta che affrontavo questa ricetta, ma non la prima in cui mi scontravo con le insidie del cioccolato bianco in forno. Se non avete mai provato preparazioni di questo tipo, vi avverto che non è così immediato capire quando il biscotto ha raggiunto la cottura adeguata: sembra sempre troppo molle. Così si finisce con il lasciarlo in forno "ancora cinque minuti" e poi "ancora cinque minuti", finché non si ottengono dei biscotti con la consistenza di una roccia e il sapore di un toast carbonizzato. Vi spiegherò anche come evitare questo risultato.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di noci tritate (50 grammi), ma a me la frutta secca proprio non piace, quindi ho aggiustato le dosi omettendole e diminuendo un po' la quantità di burro. Come ho già detto, i dolci mi piacciono più semplici possibile.

Procuratevi:
  • 120 grammi di burro
  • 250 grammi di farina autolievitante (o farina normale e un cucchiaino di lievito)
  • 110 grammi di zucchero di canna
  • 125 grammi di cioccolato bianco
  • 1 uovo
  • sale
La farina autolievitante la trovate abbastanza facilmente in supermercati ben forniti. La trovate anche sotto il nome di "farina con lievito".
In una terrina con una buona capienza tagliate il burro a cubetti, poi schiacciatelo e lavoratelo con una forchetta per ammorbidirlo un po'. Aggiungete lo zucchero e impastate bene. Quando gli ingredienti sono abbastanza amalgamati (mettetevici d'impegno, dovrete litigarci un po'), usate uno sbattiuova o, se al contrario di me avete buona mano per queste cose, una frusta, sbattendo il composto finché non otterrete una crema abbastanza soffice (il burro deve montare un po'). Se usate lo sbattiuova vedete di aver lavorato già bene il composto e che sia abbastanza morbido, altrimenti fonderete il motore; lavoratelo a più riprese.
In una ciotola piccola fate montare l'uovo fino a che non sarà spumoso (sempre con il magico sbattiuova), quindi aggiungetelo al composto di burro e zucchero un po' alla volta, amalgamando lentamente per non farlo smontare.
Setacciate insieme la farina e un pizzico di sale, aggiungendola in due o tre volte agli altri ingredienti, non serve che impastiate perfettamente per ora.
Tritate il cioccolato a pezzetti molto piccoli e aggiungeteli al resto. E' il momento di impastare tutto per bene: utilizzate le mani e impegnatevi per distribuire il cioccolato in modo uniforme nell'impasto.
Coprite la teglia da forno con della cartaforno antiaderente, e formate con l'impasto tante palline grandi all'incirca come una noce, schiacciatele leggermente e disponetele sulla teglia un po' distanziate tra loro, dandogli lo spazio per lievitare.
Cuocete in forno già caldo a 180° per un quarto d'ora.
Ecco, vi ho detto i dispetti che vi faranno: sembreranno sempre molli. Trascorsi i quindici minuti, aprite il forno e infilzate un biscotto con uno stuzzicadenti. Se lo stuzzicadenti ne esce pulito (ovvero la punta non cambia colore, in questo caso invece indice che dentro il dolcetto è ancora bagnato e crudo), sfornateli. Fregatevene se sono soffici, è normale così, stanno solo cercando di ingannarvi.
Lasciateli raffreddare per almeno enti minuti senza toccarli: in questo modo il burro e il cioccolato torneranno a rapprendersi un po', dando ai biscotti la giusta consistenza.
Questi biscottini ipercalorici sono fantastici nel latte. L'aspetto ideale è dorato o marroncino sotto e pallido sopra, con una consistenza friabile ai bordi e all'esterno, mentre dentro rimarranno morbidi. Se volete proprio farvi del male serviteli come dessert accompagnati da panna montata, glassateli o decorateli con pasta di zucchero.
Se decidete di provare a farli, è indispensabile avere un cioccolato bianco di buona qualità (spendete tre euro invece di sessanta centesimi, non andrete di certo in miseria per questo), altrimenti vi troverete con dei biscotti molli e cotti male:  la qualità del cioccolato fa davvero la differenza.

Funghi ripieni al forno

Mi sono innamorato di questo piatto

Ancora cucina? Si, ancora cucina, il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare.
I motivi di un altro post di cucina in realtà sono due: passare la ricetta ad una mia amica e scriverla prima di dimenticarmela. Infatti, come praticamente tute le ricette che trovate nel blog non è pescata dalla rete, ma ha qualche (più di qualche) modifica e accorgimento.
Oggi vi propongo una ricetta favolosa a base di funghi. Del resto, siamo in autunno, e in questo periodo a me viene una voglia improvvisa e immotivata di funghi, neanche fossi una donna incinta. Questo piatto si presta benissimo ad essere servito come secondo piatto, magari accompagnato da verdure grigliate, ma se avete un appetito particolarmente vorace, è anche un ottimo antipasto o contorno.
La ricetta è un po' laboriosa e vi procurerà parecchie pentole da lavare, ma vi assicuro che il tempo che ci impiegherete sarà assolutamente ben speso.

procuratevi:
  • una vaschetta di funghi prataioli (di solito una quindicina tra grandi e piccoli)
  • 100 grammi di formaggio tipo latteria
  • misto per soffritto
  • prezzemolo
  • un bicchierino di brandy
per la besciamella:
  • 20 grammi di burro
  • 20 grammi di farina
  • 200ml di latte
  • noce moscata
Cominciate lavando i funghi dalla terra in eccesso. L'ideale sarebbe spazzolarli delicatamente con un pennello e poi strofinali con un panno umido. Se non riuscite a pulire alla perfezione la parte della radice (a volte è davvero troppo impestata di terra), tagliatela.
Rimuovete delicatamente i gambi, tirando e torcendo allo stesso tempo, facendo attenzione a non rovinare la cappella (si si, ridete, ho scritto CAPPELLA), e metteteli da parte. Scavate l'interno dei funghi un altro po' con un cucchiaino, per fare un po' più spazio al ripieno.
Prendete i gambi e tritateli grossolanamente.
In una casseruolina fate scaldare poco olio e rosolate una manciata di misto per soffritto. Aggiungete i funghi e scottateli a fuoco medio, quindi versate il brandy (che toglie l'eventuale gusto "terroso" residuo ma non altera toppo il sapore dei funghi, soprattutto se di buona qualità) e mezzo bicchierino di acqua, mettete il fuoco al minimo e lasciate cuocere finché non si siano asciugati. State attenti, soprattutto verso la fine della cottura è facile che si attacchino al fondo della pentola, mescolateli di frequente.
Terminata la cottura aggiungete il basilico a piacere e aggiustate di sale. Lasciate che si raffreddi un po'.
Tagliate tre quarti del formaggio a pezzetti piccolissimi, aggiungetelo al composto appena preparato e mescolate. E' importante che il composto non sia più bollente, il formaggio non deve ancora fondersi.
Ora cominciamo a preparare la besciamella. Per questo piatto è necessario che sia abbastanza cremosa e compatta, se fosse troppo liquida renderebbe la lavorazione impossibile.
Ci sono tanti modi per prepararla, io vi dico quello che uso io, che è quello più rapido e con meno possibilità di formare grumi.
Mettete il burro a pezzetti e la farina in un pentolino su fuoco basso, mescolando velocemente (altrimenti la farina si brucia) e schiacciando leggermente il burro per farlo fondere più in fretta finché non si formerà una pappetta omogenea. Versate il latte freddo da frigo tutto in una volta, alzate leggermente il fuoco e continuate a mescolare. Quando sentirete che la besciamella inizia a raddensarsi aggiustate di sale, aggiungete un pizzico di noce moscata e mescolate con energia e velocemente per evitare la formazione di grumi finché il tutto non inizierà a sobbollire. Continuate a cuocere mescolando come dei forsennati per altri due o tre minuti, quindi togliete dal fuoco.
Lasciate che la besciamella si intiepidisca, quindi aggiungetene almeno tre quarti al composto di gambi tritati e amalgamate per bene il tutto.
Ora prendete una pirofila e coprite il fondo con della carta forno. Disponeteci dentro i funghetti (vi conviene farlo ora da vuoti, una volta ripieni diventa più brigoso maneggiarli). Riempiteli per bene con l'impasto, e con "per bene" intendo fino a farli straripare. Se avete fatto la besciamella della giusta consistenza il ripieno dovrebbe essere ben compatto e non sbrodolare in giro.
Ora ricoprite il ripieno con la besciamella avanzata, non fatevi scrupoli e mettetecene uno strato bello spesso.
Prendete il formaggio avanzato e tagliatelo a fettine sottili, due per ogni fungo. Adagiatele sulla besciamella sopra ai funghetti, formando delle X, e pigiate un po' per assicurarvi che non scivolino giù (la besciamella è comunque un ottimo collante).
Infornate in forno già caldo per 25 minuti, o fino a quando la besciamella e il formaggio non abbiano formato una bella crosticina dorata e invitante.
Vi avevo avvertito che è un po' brigosa. Badate, non difficile, anche se ci vuole un po' di abilità per curare i funghi a dovere, ma prende un po' di tempo e richiede attenzione nelle fasi di cottura. L'attaccatura sul fondo della pentola è sempre dietro l'angolo. Per il ripieno potete sbizzarrirvi, se siete carnivori potete aggiungere pezzetti di wurstel o pancetta, che danno a questo piatto dal sapore molto delicato un po' più di carattere.
Ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena, questa roba si scioglie in bocca.

Monte bianco

Perché non approfittare delle castagne a disposizione?
 Dato che ottobre è mese di castagne, perché non tentare una ricetta che ne preveda l'utilizzo, e che magari vi faccia pure bestemmiare come pazzi?
Consigliata da mia madre, la ricetta del dolce "Monte Bianco", sembra facile da preparare, ma credetemi, se volete fare le cose a regola d'arte scegliete un pomeriggio piovoso in cui non avete nulla da fare, avrete bisogno di tempo. C'è una versione più semplice che prevede l'uso del castagnaccio (farina di castagne), ma a me piace complicarmi la vita.
Le dosi indicate sono per sei persone, ma secondo me ci si mangia tranquillamente in otto, a meno che non siate dei grandi amanti delle castagne, visto che è uno di quei dolci il cui sapore si appiccica al palato e non se ne va più.
Insomma, alla lunga io lo trovo stomachevole.

Procuratevi:
  • 700 grammi di castagne
  • 1/2 litro di latte
  • 30 grammi di zucchero
  • 1 cucchiaio di cacao
  • 400ml di panna fresca da montare  (o, se siete pigri, due bombolette di panna spray)
  • Mezza stecca di vaniglia o una fialetta di essenza
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
Lavate le castagne, praticate un taglio sulla buccia e lessatele in abbondante acqua bollente per 20 minuti, poi scolatele, sbucciatele e rimuovete la pellicina.
Ora partono le madonne. Le castagne ora sono a metà cottura, e spesso la pellicina non si stacca così facilmente, soprattutto quella incastrata nella polpa. Se avete tanto tempo e tanta pazienza, mettetevici con pazienza certosina. Altrimenti prendete un coltello, tagliate le castagne a metà e con un cucchiaino scavatene fuori la polpa, avendo cura di non raschiare via la pellicina.
Mettete le castagne ora sbucciate in un pentolino con il latte, lo zucchero, la vaniglia (se usate il baccello incidetelo per lungo) e il sale, lasciando sobbollire a fuoco basso per 40 minuti o fino a che il latte non abbia assunto un colore marroncino e si sia quasi consumato.
Scolatele, eliminate il baccello di vaniglia e passatele allo schiacciapatate o riducetele in purea con una forchetta finché sono ancora calde.
Aggiungete il cacao, mescolate bene, lasciate raffreddare e poi mettete in frigo per almeno un'ora (non mettete mai nulla in frigo ancora caldo, eh).
Trascorsa un'oretta, tirate fuori il composto e, se volete, passatelo nello schiacciapatate di nuovo.
A questo punto potete decidere se fare un dolce unico o più dolcetti monoporzione. Io preferisco la seconda opzione, così ognuno potrà avere il suo piccolo "monte bianco".
Con il composto di castagne e cacao formate un cono. Montate la panna finché non sarà ben salda (via di sbattiuova!). La panna da montare ha il vantaggio di essere un po' meno dolce e di avere un gusto più neutro, smorzando così il saporitissimo ripieno.
Stendete la panna o la panna spray formando uno strato di almeno un centimetro sopra all'impasto di castagne.
Decorate come volete con riccioli di cioccolato, codetta o altro.
La parte rognosa è lo sbucciare le castagne e il fatto che si sporchino un numero considerevole di pentole, ciotole e ciotoline. Ma il dolce ne vale la pena, e con le temperature che si abbassano sempre di più avete tutto il diritto di concedervi qualcosa di sostanzioso.

Torta di mele e mascarpone

E' il mese delle mele, vediamo di approfitarne
 Pochi giorni fa mi sono rimesso ai fornelli, e le temperature più vivibili di questi giorni mi hanno fatto tornare la voglia di cucinare dolci. Non sono un grande amante di torte e biscotti, ma cucinarli mi diverte, e in casa qualcuno che li mangia c'è sempre.
Quindi, quando la mia ragazza ha cominciato a insistere per cucinare qualcosa insieme, le ho detto di cercare una ricetta facile che potesse piacere a entrambi.
Lei se ne è uscita con un dolce mascarpone e mele che è la fine del mondo.

Ingredienti:
  • 250 grammi di farina
  • 250 grammi di mascarpone
  • 400 grammi di mele (preferibilmente Golden, due mele dovrebbero bastare)
  • 150 grammi di zucchero
  • 4 uova
  • Una bustina di lievito
  • Una fiala o una bustina di vanillina o aroma alla vaniglia
  • Un pizzico di sale
Cominciate sbattendo insieme uova e zucchero, fino a che il composto sarà chiaro e spumoso(se non avete la mano necessaria per farlo con una frusta, usate il divino sbattitore elettrico).
In una ciotola grande mettete il mascarpone e cominciate a lavorarlo con un mestolo o una forchetta finché non diventerà una crema morbida e priva di grumi.
Aggiungete un paio di cucchiaiate del composto formato da uova e zucchero al mascarpone per stemperarlo, mescolando bene. Man mano incorporate tutto, mescolando con delicatezza per non smontare le uova.
Setacciate nell'impasto ottenuto farina e lievito, mescolando bene. Se usate la vanillina in busta setacciate anche quella, altrimenti aggiungete il flacone una volta che il composto sarà omogeneo e privo di grumi.
Sbucciate le mele, privatele di picciolo e torsolo e tagliatele a cubetti non troppo piccoli (più o meno un centimetro per lato, altrimenti in cottura si spappolano) o a fettine sottili e aggiungete anche quelli al composto, mescolando bene per distribuirli in modo omogeneo.
Imburrate e infarinate una tortiera apribile, versateci il composto, livellatelo e infornate a 180°, con formo già caldo, per cinquanta minuti.
Passato questo tempo, provate a forare la torta con uno stuzzicadenti (senza tirarla fuori dal forno, infilateci la manina facendo attenzione a non ustionarvi). Se risulta asciutto, tiratela fuori, altrimenti proseguite la cottura per altri dieci minuti e provate di nuovo a bucarla.
Una volta tirata fuori dal forno, aspettate che sia fredda o al massimo tiepida prima di aprire lo stampo.
Questo dolce dalla consistenza spugnosa è perfetto per una prima colazione energetica ma leggera. Essendo privo di creme o cioccolato non si pianta sullo stomaco, e la consistenza lo rende perfetto per essere inzuppato nel latte.
L'unica raccomandazione è di lavorare gli ingredienti con un po' di pazienza, soprattutto le uova e il mascarpone, per permettergli di lievitare correttamente.
E se vi sentite creativi, si ottengono ottime varianti con l'aggiunta di uva sultanina e/o cannella.

Torta allo yogurt

Facile e.... mmmmmorbida

Stasera si torna in cucina con un dolce che faccio fin troppo spesso, ovvero al torta allo yogurt. A dire la verità, siccome sono stufo di cercarmi ogni volta la ricetta in internet, me la scrivo sul blog.
Questa ricettina è adatta davvero a tutti, non serve nemmeno una bilancia per dosare gli ingredienti. Vi basterà usare un vasetto di yogurt come unità di misura.
Essendo un dolce dal sapore neutro e dalla consistenza soffice e spugnosa, è eccellente inzuppato nel latte la mattina, e piacerà sia a chi non ama le torte eccessivamente dolci che agli amanti del "dolce che più dolce non si può": basterà farcirla o guarnirla con zucchero a velo, miele, cioccolato, marmellata, panna o crema.

Vi serviranno:
  • 1 vasetto di yogurt bianco da 125g
  • 2 vasetti di zucchero
  • 3 vasetti di farina
  • 3 uova
  • una bustina di lievito
  • una noce di burro
  • un pizzico di sale
In una ciotola mettete uova e zucchero e sbattete il tutto finché non otterrete un composto soffice e pieno di bolle. Le uova intere non "montano" come i soli albumi, ma comunque potete riuscire a farli gonfiare un bel po'.
Fate fondere il burro e mettetelo da parte.
Aggiungete pian piano lo yogurt a uova e zucchero, mescolando sempre nello stesso senso, con delicatezza, altrimenti si smonta tutto.
Ora che il burro non sarà più troppo caldo, incorporatelo al resto dell'impasto.
Setacciate insieme farina e lievito e aggiungeteli al composto, sempre con manina leggera, insieme ad un pizzico di sale.
Lavorate il tutto finché non otterrete una crema liscia e totalmente priva di grumi. Se vi sembra troppo salda, aggiungte un goccio di latte.
Imburrate e infarinate una tortiera del diametro di massimo 22 centimetri e versatevi l'impasto.
A questo punto potete guarnirne la superficie a piacere. Io uso spesso delle fettine di mela, ma potete usare altra frutta non particolarmente acquosa e adatta alla cottura in forno (pere, banane, nocipesche particolarmente salde), canditi, uvetta, frutta secca o anche lasciare il dolce senza nulla, è buono anche così.
Cuocete in forno già caldo a 180° per 40 minuti.
Trascorso questo tempo, fate una prova con uno stuzzicadenti: provate a forare il centro del dolce. Se l'asta dello stecchino risulta umida, continuate la cottura per altri cinque minuti, e poi riprovate.
Attenzione: quando forate il dolce, non estraetelo dal forno. Se lo tirate fuori la cottura si interrompe definitivamente.
Una volta raffreddato, potete procedere a guarnirlo o farcirlo come più vi aggrada, sia spalmandoci qualcosa sopra che tagliandolo a metà per aggiungere uno strato dolcioso. Siate creativi.

Questo è tutto. E' facilissimo da fare e non potete combinare grossi danni. L'unico "inconveniente" sta nella necessità di montare le uova (io non sono mai riuscito a farlo a mano, e due anime buone mi hanno regalato uno sbattitore).
Ma una volta che si ha la pratica necessaria o appunto un marchingegno da cucina che faccia per noi il lavoro sporco, è una passeggiata.

Costine di maiale al forno

Si, quando in casa proprio non c'è altro cucino anche la carne

Sapete come la penso sul mangiar carne. Anche se ultimamente predico bene e razzolo male, preferisco limitarne l'uso (e se seguite questo blog da un po' sapete anche perché).
Ma quando c'è da cucinare la cena per la famiglia e il frigo è vuoto, si inizia a spulciare il freezer. E se nel freezer c'è solo carne e non si ha un soldo per andare a comprare altro, ci si adegua.
In casa mia si organizzano spesso e volentieri delle grigliate e capita sempre che avanzi qualcosa (in media salsicce o costine di maiale).
In questo caso, ho trovato una confezione di costine. Si sa che danno il loro meglio grigliate, ma con la griglia casalinga vengono mediocri. D'altro canto accendere il caminetto per un pacco di costine è da imbecilli.
Se ci aggiungiamo che non sono proprio pratico del cucinare la carne, arriviamo alla conclusione che avevo bisogno di una ricetta semplice. Esatto, una ricetta a prova di scimmia.
Il metodo meno laborioso, che richiede meno ingredienti e che dà un risultato decente è la cottura al forno. Ma per cuocere bene la carne al forno è necessario rigirarla ogni cinque minuti, e bagnarla con il sughetto, altrimenti si secca, resta cruda all'interno, si brucia fuori, diventa dura... insomma, fa schifo.

Citando una mia amica, "l'essere pigri ti fa scoprire nuovi modi per fare le cose, pur di fare meno fatica". Ed è verissimo.
Quindi, ecco una ricetta facilissima che praticamente non ha bisogno di supervisione.

Procuratevi:
  • una confezione di costine di maiale di media grossezza (di solito sono otto)
  • aglio
  • dieci foglie di salvia
  • tre rametti di rosmarino
  • cinque foglie di alloro
  • vino bianco
  • sale e pepe
Per me è davvero semplice, visto che le piante aromatiche le ho in giardino. L'alloro è opzionale, ma non fa mai male.
Cominciate togliendo la buccia all'aglio. La quantità decidetela voi: minimo un paio di spicchi, per togliere l'odore da selvatico, massimo mezza testa se vi piace particolarmente il sapore dell'aglio (e se non avete appuntamenti, la sera, visto che sappiamo che razza di alito fa venire).
Lavate gli aromi e tritateli finemente insieme all'aglio, usando una mezzaluna.
Prendete le costine, se sono unite tra loro tagliatele in modo da averle singole, e battetele leggermente con un batticarne su tutti e quattro i lati, per ammorbidire la carne. Salatele e pepatele sui due lati con la ciccia.
Ungete una pirofila da forno con un filo di olio, quindi rotolate ogni costina nel trito di aglio e odori, senza esagerare, e distribuite il pestato in modo uniforme (si, usate le mani, non siate schizzinosi).
Disponete le costine nella pirofila unta, e aggiungete vino bianco. Un bicchiere e mezzo dovrebbe essere l'ideale, ma dipende dalla dimensione dei pezzi di carne e della pirofila stessa: le costine dovranno essere quasi coperte di vino.
Mettete nel forno già caldo a 160° e lasciate cuocere finché il vino non sia evaporato almeno per metà, ci vorrà un'ora e mezza circa.
Non dovete fare altro che rigirare le costine dopo mezz'ora dall'inizio cottura, e di nuovo dopo un'ora.
Dopo l'ora e mezza, tiratele fuori dal forno e provate a tagliarne una: il coltello deve affondare con facilità, la carne deve risultare molto morbida, di colore uniforme e deve staccarsi facilmente dall'osso.

Altro? No, non c'è altro.
Sono ottime accompagnate con sugo di pomodoro, patate o insalata.
Se ne avete l'occasione provateci, che è facile.

Medaglioni di riso

Perché non si deve buttare via nulla, mai

Non so voi, ma io non riesco mai a calcolare le dosi, quando faccio il risotto, e ne preparo per un esercito. C'è chi die che il giorno dopo il risotto è ancora più buono, ma sinceramente uno a mangiar riso per tre giorni dopo un po' si stufa (e assicuro che con le porzioni sballate che faccio io ci si mangia per una settimana).
Quindi, mi resta sempre il dilemma di enormi quantità di risotto avanzato, del quale dopo un po' nessuno ne vuole più sapere nulla.
Ma buttare il cibo, in casa mia, non esiste.
In genere con il riso avanzato si fanno i supplì. Che sono ottimi, per carità, ma vanno strafritti. Non è facile evitare che vengano unti e comunque non è una goduria per il fegato.
I supplì si possono fare anche al forno, certo, ma tra il prepararli, preparare la teglia, scaldare il forno e cuocere, tanto vale mettersi a spignattare una cena da zero.
E allora, vi propongo questa ricetta semplicissima (sapete che amo le cose a prova di scimmia), veloce e relativamente leggera.

Vi servono:
  • riso/risotto avanzato (ovviamente)
  • un uovo
  • pangrattato
Togliete il riso dal frigorifero (suppongo che lo abbiate conservato lì, visto che partiamo dal presupposto che siano avanzi), mettetelo in una ciotola insieme all'uovo e mescolate bene. Quando sarà perfettamente amalgamato, aggiungete un cucchiaio di pangrattato e mescolate ancora. Continuate ad aggiungerne finché non otterrete un impasto malleabile, che non si squaglia nè si sbriciola.
Se sbagliate qualcosa e l'impasto viene troppo secco, aggiungete un goccio di latte (pochissimo, altrimenti tornerà troppo liquido e dovrete aggiungere ancora pangrattato).
A piacere potete arricchire con altri ingredienti, ad esempio sostituendo il latte con sugo di pomodoro. Se aggiungete il formaggio, non mettetelo a dadini dell'impasto: in cottura si spappolerà tutto. Fate in modo che sia al centro della"polpetta" e che resti poi all'interno del medaglione.
Versate un filo d'olio in una padella antiaderente e mettete a scaldare a fuoco basso.
Cominciate a fare con l'impasto delle pallette grandi come palline da ping-pong, avendo cura di strizzare bene l'impasto in modo che restino compatte, quindi schiacciatele delicatamente in modo da formare dei dischetti.
Mettete i dischetti nella padella e cuoceteli a fuoco basso, girandoli spesso, finché non si sarà formata una crosticina e non avranno un bel colore dorato (o anche un po' più scuro). Man mano che sono pronti, metteteli in un piatto coperto di carta da cucina e andate avanti con i successivi.
E' importante tenere il fuoco basso, mi raccomando, altrimenti l'uovo all'interno dei medaglioni resterà crudo, il riso freddo e nel caso aveste aggiunto il formaggio, non si scioglierà.
Se dopo un po' la padella fosse totalmente asciutta, aggiungete un po' di olio. Sempre poco.
Tutto qui. Come detto, è semplicissimo, a patto che siate disposti ad impiastricciarvi le mani. Se vi capiterà l'occasione provate, con ricette così facili tentar non nuoce.

Pasta di zucchero (fondant)

Mi sento molto gaio a proporvi un post del genere, ma pazienza

Avete presente tutti quei pupazzettini commestibili che si trovano in pasticceria?
O i fiorellini sulle torte e tutte quelle decorazioni idiote e meravigliose?
Ecco, sono fatte con la pasta di zucchero, o "fondant".
Si trova in commercio nei negozi specializzati, ma visto il costo e la difficile reperibilità (soprattutto se vivete in provincia e non in una grande città dove si trova di tutto), è molto più comodo farla in casa.
La potete usare sia per creare piccole e grandi decorazioni che per ricoprire intere torte e dare loro un aspetto liscio e "professionale", oltre che per mascherarne i difetti. Se in cottura sono venute scrause, la superficie si è ricoperta di crepe e cose simili, basta rivestirle in pasta di zucchero e saranno perfette.

Procuratevi:
  • 500 grammi di zucchero a velo
  • 5 grammi di colla di pesce (la trovate in qualsiasi supermercato, in fogli; i vegani possono sostituirla con l'agar agar, un addensante vegetale)
  • 30 grammi di acqua
  • 50 grammi di glucosio o miele di acacia
Facoltativo
10 grammi di glicerina (rende la pasta molto morbida e lavorabile)
Prima di iniziare, vi raccomando di usare lo zucchero a velo in commercio e non raffinarlo in casa (frullando lo zucchero extrafino ad alta velocità). Quello che trovate al supermercato infatti contiene amido di mais, indispensabile per la buona riuscita della pasta di zucchero.
Mettete in ammollo la colla di pesce in acqua molto fredda, nel frattempo scaldate l'acqua e il glucosio (o il miele) in un pentolino basso, o meglio in una ciotolina nel microonde, avendo cura di non farlo bollire. Mi raccomando, usate un contenitore piccolo, altrimenti versarlo poi sarà un incubo, visto che appiccica da morire.
Strizzate la colla di pesce e aggiungetela allo sciroppo appena ottenuto, mescolando bene finché non si sarà perfettamente amalgamata.
Setacciate lo zucchero a velo in una ciotola e aggiungete lo sciroppo (e, se volete una pasta molto morbida, la glicerina), quindi impastate a mano finché non otterrete un panetto. Io consiglio di spolverarsi le mani con lo zucchero a velo, questa roba appiccica come la pasta dei mochi (e ho già detto quanto quelle carognette siano rognose).
Spolverate un piano di lavoro con abbondante zucchero a velo, trasferite l'impasto lì sopra e continuate a lavorarlo finché non sarà più appiccicoso. Se dovesse essere troppo molliccio aggiungete zucchero a velo, se invece presenta dei grumetti ed è troppo compatto, versate qualche goccia di acqua (poca!).
Quando la pasta avrà la consistenza voluta potete colorarla o lasciarla bianca, poi avvolgetela in una pellicola  e lasciatela riposare in frigorifero un'oretta prima di utilizzarla.

COLORARE LA PASTA DI ZUCCHERO
Consiglio di utilizzare i coloranti alimentari in gel, si amalgamano meglio di quelli in polvere (anche se questi ultimi danno colori più decisi impiegando quantità minori), e non alterano la consistenza dell'impasto come quelli liquidi.
Se volete fare delle prove, prendete giallo, rosso e blu: vi basteranno per creare tutta una gamma di colori. Se non trovate il marrone, potete provare con la polvere di cacao.
Tagliate un pezzetto di pasta da colorare, fateci una piccola conchetta e mettete poco colorante (meno di mezzo cucchiaino). Ripiegate la pasta su se stessa in modo da non colorarvi troppo le mani, e impastate finché il colore non sarà perfettamente assorbito. Solo ora, se volete una tonalità più carica, aggiungete ancora colore e reimpastate.
Continuate fino ad ottenere la tinta che i sconfinfera.

CONSERVARE LA PASTA DI ZUCCHERO
Questo preparato si conserva a lungo, arriva tranquillamente a un mese e oltre.
Avvolgete i panetti nella pellicola da cucina e riponeteli in un contenitore a chiusura ermetica per alimenti. Piazzatelo in frigo, possibilmente nel ripiano più alto (ovvero quello meno freddo).

Questo è tutto, cominciate a sbizzarrirvi liberamente nel decorare cupcakes, torte e dolcetti vari, oppure a creare mostriciattoli con la vostra pasta di zucchero!

Blonde brownies

Non avete idea di quanto goduriosi siano

I brownies sono la maledizione della mia famiglia. Nessuno resiste a quei fottuti dolcetti, nemmeno i gatti. Bisogna tenere la porta della cucina chiusa altrimenti diventano insopportabili.
Dopo un bel po' di ricerche e di tentativi, sono riuscito a trovare una ricetta per prepararne la versione bianca. Ho dovuto adattarla un po', visto che arriva dritta dall'America, e certi ingredienti qui in Italia non si trovano, soprattutto gli agenti lievitanti che usano da quelle bande.
Il dolce consiste in uno strato di impasto burroso, uno di biscotti e a coprire il tutto un terzo strato di impasto più denso (molto simile come consistenza a quello dei classici brownies).
Il procedimento è semplice, ma più laborioso dei brownies tradizionali, soprattutto perché prevede due tipi diversi di impasto da assemblare in ultima, e di conseguenza parecchie stoviglie e ciotole da lavare alla fine. Ma ne vale la pena.
So già che qualcuno mi odierà  per le dosi in tazze. Si riferiscono alle classiche "mug", le tazze americane da caffè (quel caffè orribile e allungato che si bevono loro).

Per lo strato inferiore
  • 1/2 tazza di burro ammorbidito
  • 1/4 di tazza di zucchero di canna
  • 3/4 di tazza di zucchero bianco extrafine
  • 1 uovo
  • 1 tazza e 1/4 di farina
  • 1 pizzico di sale
  • scorzetta grattugiata di arancia, limone o aroma in fiala

Per lo strato superiore
  • 1/2 tazza di burro fuso
  • 1 tazza di zucchero di canna
  • 1 tazza abbondante di farina
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • scorzetta grattugiata di arancia, limone o aroma in fiala
  • 1/2 tazza di frutta secca macinata grossolanamente (facoltativo) o scagliette di cioccolato bianco.

Per lo strato di biscotti
La ricetta originale prevede degli Oreo bianchi, ma per i miei gusti è decisamente troppo. Non come calorie, che tanto è una ricetta ipercalorica comunque, proprio come sapore. Viene troppo, troppo dolce.
Io vi propongo due soluzioni. Scegliete quella che preferite.
  • biscotti da latte (tipo Oro Saiwa)
  • biscotti al burro (meglio se gli shortbread della Walkers, anche se costano un po'. In alternativa anche i biscotti danesi vanno più che bene).

1. Base
Con un mixer o una frusta, mescolate insieme il burro e i due tipi di zucchero fino ad ottenere una crema soffice e più leggera possibile.
In una ciotola a parte, sbattete l'uovo finché non inizierà a fare le bolle, poi incorporatelo delicatamente alla crema di burro. Aggiungete l'aroma scelto (arancia, limone, vaniglia) e il sale.
Setacciate insieme lievito e farina e incorporate anche questi, con delicatezza, mescolando finché l'impasto non risulterà omogeneo.

2. Strato superiore
Il procedimento è il medesimo, quindi limitatevi a ripetere. Alla fine, aggiungete la frutta secca o il cioccolato, mescolando delicatamente.
In entrambi i casi, se l'impasto vi sembra troppo denso aggiungete un goccio di latte; viceversa, se è troppo liquido, aggiungete farina. Pian piano, si fa presto a scivolare con le dosi (soprattutto con il latte)!

3. Assemblare
Accendete il forno a 180°.
Rivestite una teglia da forno quadrata con il lato di circa 22 centimetri  con della carta da forno (vabbè, non facciamo gli architetti qui, è una misura approssimativa, anche se la teglia è rettangolare o con misure leggermente diverse non esploderà la casa). Imburratela (poco!) e infarinatela (poco!).
Stendete la base in modo uniforme.
Formate lo strato di biscotti usando, come già detto, i biscotti da late o quelli al burro. Se usate i primi, vi consiglio di darci una spennellata con del latte (anche qui: poco!). Basta uno strato solo.
Ricoprite il tutto con lo strato superiore, premendo leggermente perché riempia gli spazi tra i biscotti e livellandone la superficie.
Infornate il tutto a 180 per 30-35 minuti. Passato questo lasso di tempo, provate a infilzare l'impasto con uno stuzzicadenti, al centro: se lo stecchino non è asciutto, lasciate cuocere altri 5 minuti.

Una volta pronti, sfornate, lasciate raffreddare e tagliate a cubetti.
Buon colesterolo.

Crepes

Se non riuscite a cucinare nemmeno queste è ora di farvi delle domande

Fa caldo, e con il caldo io cado in letargo, al contrario della maggior parte degli animali dediti al rito del sonno stagionale.
Però sebbene abbia zero voglia di scrivere, non posso lasciare il blog a marcire, no?

Quindi, oggi post breve, ma meglio di niente.
Questo finesettimana, nel tentativo di insegnare a mia morosa dei rudimenti di cucina, le ho fatto le crepes. Ricetta semplicissima, versatile, che accontenta sia gli amanti del dolce che quelli del salato.

Per 4/6 persone (a seconda di quanto volete mangiare), vi serviranno:
  • 40 grammi di burro
  • 250 grammi di farina
  • 500 ml di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero (opzionale per l'impasto dolce)
  • 3 uova
  • sale
 Il procedimento è quanto di più semplice si possa chiedere.
Setacciate la farina, aggiungete un pizzico di sale ed eventualmente lo zucchero. Aggiungiamo il latte a filo e mescoliamo bene finché il composto non risulta liscio, senza nessun grumo.
In una ciotola a parte sbattiamo le tre uova finché non inizieranno a fare qualche bollicina. Non esagerate, le crepes devono venire sottili, uova eccessivamente sbattute le renderanno più spesse.
Incorporate le uova al resto del preparato, amalgamate tutto per bene e lasciate riposare in frigorifero una mezz'ora, coprendo il recipiente con la pellicola trasparente.Il tempo di riposo serve ad ottenere delle crepes dalla pasta più vellutata.
Trascorso questo tempo, fondete il burro e unitelo al composto. E' meglio unirlo ora, se rimanesse mezz'ora in frigo assieme al resto tenderebbe a separarsi dal composto, venendo a galla e bisognerebbe mescolare tutto di nuovo. Inoltre con il burro freddo da frigo, in cottura le crepes tenderebbero a rompersi.
Siamo già pronti per cuocere.
Fate sciogliere un pezzetto di burro (poco!) in una padella antiaderente.
Versate un mestolino di pastella e, ruotando la padella rapidamente, stendetelo in modo sottile e uniforme.
Non appena si sarà asciugata, giratela dall'altro lato e terminate la cottura.
Vi consiglio di eliminare la prima crepe preparata, che assorbe gran parte del burro sulla padella e viene unta e bisunta.
Armatevi di pazienza e cucinatele tutte, quindi sbizzarritevi a farcirle come più vi aggrada. Io divento matto per quelle spinaci e besciamella, ma son gusti personali.

Tutto qui? Tutto qui.
Facile, veloce e indolore (anche se ho memoria di una lontana estate in cui ci siamo messi in sei ad armeggiare per riuscire a combinare qualcosa).
Vi lascio con un consiglio: provate a diminuire le dosi del latte (di poco, al massimo fino a 100ml) e a sostituire questa quantità con della birra chiara, è una variante squisita.

Confettura di ciliegie

Le ciliegie di troppo non si buttano, si cuociono

Ieri mi sono dato da fare.
Dato che la stagione delle ciliegie volge al termine e ne erano rimaste parecchie sull'albero che nessuno aveva più voglia di mangiare (sapete com'è, dopo chili e chili di ciliegie ti vanno un po' in disgrazia), mi son messo a fare marmellata.
E' facile e vi garantisce marmellata senza conservanti né coloranti.

Come prima cosa, bisogna sterilizzare i vasetti nei quali abbiamo intenzione di metterla: è importantissimo per prevenire la formazione di muffe e batteri.
Se non avete una sterilizzatrice (come il sottoscritto), è comunque semplice.

Lavate bene i vasetti a mano o in lavastoviglie, con il detersivo.
Sciacquateli alla perfezione, avvolgeteli uno ad uno in dei canovacci puliti (eviterete che, sbattendo uno contro l'altro vi si rompano i contenitori) e metteteli in una pentola piena di acqua, che li copra totalmente.
Portate a ebollizione a fuoco vivace e mantenete poi il bollore per mezz'oretta a fuoco dolce.
Passato questo tempo lasciate raffreddare il tutto. Quando l'acqua è fredda, tirate fuori i vasetti e metteteli ad asciugare.
Per quanto riguarda i tappi invece, io consiglio di usarli direttamente nuovi, costano davvero pochissimo.
Ah, giusto: io preferisco usare i vasetti di vetro con il tappo a parte, piuttosto che quelli con il gommino, è più facile capire se sono andati sottovuoto.

Passiamo ora alla marmellata.
Ci sono due modi per prepararla, aggiungendo acqua o sfruttando il succo della frutta. Io preferisco il secondo metodo, viene più densa e c'è bisogno di meno zucchero. Insomma, la trovo più sana, anche se ci vuole un po' più di tempo.
Le dosi di zucchero dipendono dal vostro gusto personale e dalla varietà di ciliegie che intendete usare. Io comunque vi darò le dosi per una marmellata sufficientemente dolce, poi vedete voi.
In ogni caso, armatevi di un grembiule o di una maglietta macchiabile scura. Il succo di ciliegia è come un'attinia, si attacca a livello parassitario ai tessuti e sticazzi che lo possiate mandar via.
Con queste dosi otterrete due o tre barattoli di confettura da 250ml, a seconda di quanto fate cuocere; più cuocete e più la marmellata cala di volume e diventa densa (senza esagerare: una cottura eccessiva porta la frutta a perdere colore e sapore).

Preparazione senza aggiunta di acqua
  • 1kg di ciliegie snocciolate (circa 1,3 kg intere)
  • 200-300gr di zucchero
  • 1 limone
Iniziate la sera.
Armatevi di tanta pazienza, togliete tutti i piccioli e con l'aiuto di un coltello asportate i noccioli dalle ciliegie. Ci vuol tempo.
Mettetele in una ciotola insieme allo zucchero, alla scorza del limone e al suo succo, dateci una bella mescolata. Coprite con la pellicola e lasciate in frigorifero per tutta la notte.
Il giorno dopo, vedrete che le ciliegie avranno rilasciato gran parte del loro succo.
Togliete la scorza di limone e mettete tutto il resto in una pentola con il bordo alto e fate cuocere a fuoco medio per 40/50 minuti. Durante la cottura, si formerà della schiuma bianca, asportatela con il cucchiaio bucherellato (detto anche schiumarola, ma "cucchiaio a buchi" è più bello assai).
Non perdetela d'occhio, MAI: se si attacca alla pentola siete fottuti.
Provate a versare qualche goccia su un piattino: se dopo due o tre minuti, inclinandolo, il liquido non cola, la marmellata è pronta.

Preparazione con aggiunta di acqua
  • 1kg di ciliegie snocciolate (circa 1,3 kg intere)
  • 300gr di zucchero
  • 1/2 bicchiere di acqua
(copincollo per pigrizia)
Mettete tutto in una pentola con il bordo alto e fate cuocere a fuoco medio per 40/50 minuti. Durante la cottura, si formerà della schiuma bianca, asportatela con il cucchiaio bucherellato (detto anche schiumarola, ma "cucchiaio a buchi" è più bello assai).
Non perdetela d'occhio, MAI: se si attacca alla pentola siete fottuti.
Provate a versare qualche goccia su un piattino: se dopo due o tre minuti, inclinandolo, il liquido non cola, la marmellata è pronta.

E ora imbottigliamo il tutto!
Se volete potete frullare o passare al passaverdure la marmellata (tutta o in parte), a seconda se vi piacciono i pezzi di frutta nella confettura o no.
In ogni caso, versatela ancora bollente nei vasetti, lasciandoli vuoti il meno possibile (mezzo centimetro dal bordo è l'ideale).
Assicuratevi che il bordo sia perfettamente pulito, chiudete e capovolgeteli su un piano di legno. Raffreddandosi andranno in pressione (premendo il tappo, non farà il classico "click").
Se volete essere scrupolosi al massimo, avvolgeteli di nuovo in dei canovacci e bolliteli un'altra mezz'oretta.

Questo è quanto. Si conservano per circa un anno, ma una volta aperti, dovrete consumare la marmellata entro massimo un mese, meglio venti giorni. Dubito che avrete problemi in merito.

Gelatine di frutta

Tremolanti e spassose

E' stata una giornata un po' amara, quindi mi sono consolato con qualcosa di dolce. Come le donne depresse reagiscono abboffandosi di gelato, io reagisco cucinando dolci e dolcetti. Che poi non mangio, perché sono paranoico.

In ogni caso, ho fatto le gelatine di frutta (o gelèe, se preferite). Si possono fare in diversi modi, sono caloriche (ma neanche troppo, dai), zuccherose, e molto più sane di quelle che potete comprare al supermercato, dato che se le fato con le vostre manine sapete esattamente che ci mettete dentro, e non ci saranno di sicuro coloranti o conservanti.

Partiamo con la ricetta più semplice e veloce.
Procuratevi:
  • 18gr di fogli di gelatina (se le preferite più morbide, usatene 12 grammi)
  • 100ml di succo di frutta a piacere
  • 200gr di zucchero
  • succo di mezzo limone
  • stampini in silicone
Premetto che si trovano stampini di tutte le forme e prezzi, vi basterà cercare in un negozio di casalinghi gli stampini per fare i cubetti di ghiaccio. Mi raccomando, in silicone, sarà decisamente molto più semplice togliere le gelatine, una volta pronte.
Mettete dell'acqua fredda in un recipiente e lasciateci in ammollo i fogli di gelatina per 10-15 minuti.
Nel frattempo, mettete in un pentolino zucchero, succo di frutta e succo di limone, e cuocete a fuoco basso fino ad ebollizione, mescolando. Lasciate bollire un paio di minuti, poi togliete dal fuoco.
Prendete i fogli di gelatina, strizzateli bene e aggiungeteli al composto che avrete lasciato raffreddare per un minuto o due. Mescolate finché non diventa tutto omogeneo.
A questo punto, riempite gli stampini e aspettate che il tutto sia a temperatura ambiente, quindi riponete in frigo per 24 ore (se le mettete dentro calde, il frigo farà una sincope).
Trascorso questo tempo, usate uno stuzzicadenti o un coltello per staccare i bordi delle gelatine dallo stampino, poi sformatela (ci vuole un po' di pratica e di cattiveria). Rotolate le gelatine nello zucchero e avete finito.

Con questa ricetta vengono abbastanza appiccicose.. ma c'è una versione alternativa, più "professionale" e compatta. Purtroppo, anche più calorica.

  • 300ml di succo di frutta a piacere
  • 24gr di gelatina in fogli
  • 280gr di zucchero semolato
  • 40gr di burro
  • 40gr di pectina (addensante naturale di origine vegetale)
Il procedimento è simile, quindi copincollerò. Pigrizia is the way.
Mettete dell'acqua fredda in un recipiente e lasciateci in ammollo i fogli di gelatina per 10-15 minuti.
Nel frattempo, mettete in un pentolino zucchero, succo di frutta, burro, pectina e cuocete a fuoco basso fino ad ebollizione, mescolando.
Mantenendo il bollore, aggiungete i fogli di gelatina strizzati e mescolate finché non saranno amalagamati bene. Spegnete il fuoco.
A questo punto, versate o negli stampini di silicone oppure imburrate e rivestite di carta forno una pirofila o stampo da plumcake e versateci dentro il tutto (comunque deve venire uno strato di un centimetro e mezzo di composto).
Dopo aver lasciato raffreddare, mettete in frigo. In questo caso basteranno tre ore perché le gelatine siano pronte (la pectina sa il fatto suo).
Se avete usato una pirofila, tagliatele a cubetti una volta sformate, ma in ogni caso, rotolatele nello zucchero.

E' un'altra ricetta a prova di scimmia, provare per credere.