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Amaretto

Il nome inganna: è tutt'altro che amaro
 Sempre più spesso, gironzolando per pub, mi ritrovo nel menù, sotto la voce "amari", l'amaretto. Brividi di orrore.
Nonostante sia un gradevole liquore da consumare a fine pasto è ben lungi dall'essere un amaro. Famosissimo in tutto il mondo, è un prodotto di origini 100% italiane, e la ricetta, risalente al 1500, nella città di Saronno, prevedeva originariamente mandorle tostate, erbe, bandy e zucchero.

Nonostante il termine "amaretto" richiami un sapore appunto, amaro, la maggior parte delle marche in commercio sono estremamente dolci, spesso edulcorate aggiungendo grandi quantità di zucchero o albicocche all'infuso.
Tuttavia, anche la ricetta originale dà un prodotto dal sapore dolciastro, che di amaro ha solo il retrogusto, derivato dalla qualità di mandorle impiegate nella preparazione e dalle erbe aromatiche.
Ha un colore rosso scuro/bruno, e un aspetto limpido. Il suo profumo è inconfondibile, con note forti di mandorle e zucchero, che poi ritroviamo nel gusto, che ricorda quasi il marzapane o gli omonimi biscotti.
Questo gusto amabile lo rende un liquore estremamente facile da bere, complice la gradazione alcolica non eccessiva, che in media si aggira tra il 20%-30% di tenore alcolico.
E' ottimo a fine pasto, con o senza ghiaccio, da accompagnare a dolci preferibilmente a base di cioccolato.
E' anche un'eccellente aggiunta a caffè, tè o cioccolata calda.

Visto che si tratta di un infuso e non di un distillato, farlo in casa non è difficile. L'ingrediente principale ovviamente sono le mandorle, e qui mi sento in dovere di aprire una parentesi. A seconda del risultato che volete ottenere, potete usare sia quelle amare che quelle dolci: a parer mio scegliendo queste ultime si ottiene un risultato quasi stucchevole. C'è chi preferisce mescolare anche una parte di mandorle armelline, ovvero quelle contenute nei noccioli di albicocca e pesca.
Potete ricorrere a questo espediente anche voi e usare metà mandorle "normali" e metà armelline, ma è un ingrediente di difficile reperibilità.
Come per il nocino o per il limoncello, per la base potete usare della grappa. Io preferisco l'alcol puro a 90°, che esalta il sapore della frutta secca, mentre, utilizzando la grappa, si avrà un liquore dal sapore leggermente diverso e più aspro (aggiungiamoci anche che a me la grappa fa schifo e capirete perché preferisco l'alcol, come base). Detto questo, procediamo.

Occorrente:
  • 250 grammi di mandorle (dolci, amare, armelline... leggete sopra)
  • 1/2 litro di alcol a 90° di ottima qualità
  • 1/2 litro di acqua
  • 350 grammi di zucchero
Bollite le mandorle per un minuto, in modo che sia più facile sbucciarle,  levate la pellicina. Occhio: non dovete lessarle! Siate tassativi con il tempo di ebollizione, altrimenti perderete parte del loro aroma e sapore. Una volta sbucciate dovranno avere un peso netto di 250 grammi.
Tritatele finemente e mettetele, insieme all'alcol, in un contenitore di vetro sterile a chiusura ermetica. A questo punto dovrete lasciarle a macerare per un mese, in un luogo fresco, asciutto e buio.
Passato il mesetto, filtrate il composto con della garza sterile, un filtro specifico per liquori o un panno di cotone per eliminare tutti i residui.
Preparate uno sciroppo facendo bollire lo zucchero in mezzo litro di acqua a fuoco basso, mescolando frequentemente fino a che il composto non si sarà addensato. Toglietelo dal fuoco e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Quando sarà perfettamente raffreddato, unitelo all'infuso di mandorle, mescolate bene e imbottigliate in una bottiglia sterilizzata e a chiusura ermetica.
Lasciatelo riposare ancora, nel solito luogo fresco e buio, per almeno un mese prima di consumarlo. Se riuscite a portare pazienza, aspettatene tre, è l'ideale.
L'amaretto è anche un eccellente ingrediente per i cocktail, ed è presente in ben tre cocktail internazionali: il French Connection, il Godfather e il Godmother.
Quindi, per concludere, ve ne riporto le ricette, insieme a qualche altra idea per degustare questo splendido prodotto 100% Made in Italy.

French Connection
  • 5/10 Cognac
  • 5/10 Amaretto
Versare gli ingredienti in un old fashioned colmo di ghiaccio e mescolare.
Godfather
  • 7/10 Whisky scozzese
  • 3/10 Amaretto
Versare gli ingredienti in un old fashioned colmo di ghiaccio e mescolare.
Godmother
  • 7/10 Vodka
  • 3/10 Amaretto
Versare gli ingredienti in un old fashioned colmo di ghiaccio e mescolare.
Hyppogriff
  • 6/10 Créme di cacao scura
  • 3/10 Kalhua o altro liquore al caffè
  • 1/10 Amaretto
Shakerare gli ingredienti con abbondante ghiaccio e filtrare in un old fashioned colmo di ghiaccio.
Chimera
  • 5/10 Amaretto
  • 3/10 Créme di cacao chiara
  • 2/10 Vodka alla menta bianca
Cioccolato bianco
Strofinare il cioccolato sul bordo di una coppa martini. Shakerare gli altri ingredienti con abbondante ghiaccio e filtrare nel bicchiere. Guarnire con il cioccolato a scaglie.
Scarface
  • 3/10 Amaretto
  • 1/10 Vodka
  • 6/10 Succo ai frutti rossi
  • Prosecco
Versare tutti gli ingredienti in un bicchiere old fashioned colmo di ghiaccio e mescolare. Aggiungere un dito di prosecco. 
Alabama Slammer
  • 1/8 Amaretto
  • 1/8 Vodka
  • 1/8 Southern Comfort
  • 5/8 Succo di arancia gialla
  • Un cucchiaino di granatina
Versare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio e shakerare energicamente. Versare in un tumbler alto colmo di ghiaccio e guarnire con una fetta di arancia.
Caramel Coffee
  • 3/10 Caffè espresso
  • 2/10 Amaretto
  • 2/10 Apricot Brandy
  • 2/10 Crema di latte o panna liquida
  • 1/10 Caramello
Shakerare con poco ghiaccio amaretto e brandy e filtrarli in una coppa martini. Aggiungere il caffè caldo e mescolare.
Montare a parte la crema di latte e il caramello e, con l'aiuto di un cucchiaio, versarli sulla superficie del cocktail. Guarnire con uno svolazzo di caramello.

Gulden Draak

I draghiiiiiiiiii
 Ieri era il mio compleanno, e mi sono sentito in dovere di festeggiarlo con una Gulden Draak.
Questo prodotto viene dal Belgio, e d'inverno me ne concedo un bicchiere spesso e volentieri. Molti la definiscono una "birra da cavalieri". No, non nel senso di gentiluomini, intendo proprio quelli in armatura che vanno in giro a salvare fanciulle indifese.
E' impossibile non notare la bottiglia della Gulden Draak (lettaralmente "drago dorato"), su uno scaffale: tozza e bianca, con una banda nera sulla quale spicca un drago dorato. Questa birra prende infatti il nome dalla statua raffigurante un drago che possiamo trovare a Gand, capoluogo delle Fiandre Orientali, in Belgio. Il monumento è antico di secoli e sembra essere di origine norvegese, oggi viene considerato il simbolo della potenza e libertà della città.
Con un logo del genere, ci si aspetta una signora birra. Comincio con il dirvi che questa birra, prodotta dalla Brouwerij Van Steenberge a Ertvelde (Fiandre Orientali), nel 1998 si è guadagnata il titolo di birra più gustosa del mondo, a sentire quelli dell'American Tasting Institute.
La Gulden Draak è una Abbey Tripel scura, categoria di birre monastiche prevalentemente belghe. Sono caratterizzate da elevato tenore alcolico, note di frutta, sapore complesso e ricco con sensazioni vellutate al palato. La Gulden Draak non fa eccezione e, se sapete cosa aspettarvi da una tripel, non vi deluderà di certo, a partire dalla gradazione alcolica: 10,5%.
A seguito della prima fermentazione, questa birra viene rifermentata, utilizzando lieviti del vino, caratteristica che rende il sapore di questo prodotto per certi versi simile a quello del vino rosso.
L'ideale per questa birra è un bicchiere a tulipano grande. Versatela in due volte, inizialmente alla maniera classica, con il bicchiere inclinato, per poi raddrizzarlo e finire versandola al centro, in modo che si formi una buona dose di schiuma.

Il rosso rubino di questa birra è scuro, profondo e invitante, con riflessi di un rosso più acceso. Nonostante la rifermentazione in bottiglia si presenta come una birra limpida, senza sedimenti. Produce una schiuma densa color nocciola chiara, persistente, che si attacca ai bordi del bicchiere. Le bollicine, seppur visibili, non sono presenti in quantità eccessiva, e fanno pensar ad una birra non eccessivamente frizzante.

E' bene lasciar prendere aria a questa birra prima di provarne il profumo, per lasciare che sprigioni tutti i suoi aromi. Ha un profumo fine ed elegante di malto, con un sentore leggermente dolce, di frumento, di legno secco, con un tocco appena accentuato di frutti rossi e caramello. Il tutto perfettamente bilanciato a creare un aroma inviante, che preannuncia il gusto pieno ma non arriva ad essere pesante. E' presente anche un sentore alcolico che ci mette in guardia sulla gradazione di questa birra, ma senza essere fastidioso.

Al primo sorso si distingue nettamente l'alcol, accompagnato da un sapore dolciastro e leggermente speziato.
Tutto questo viene immediatamente spazzato via da una frizzantezza inaspettata ed invadente, che pulisce il palato facendone pizzicare i lati, al quale segue il sapore intenso, strutturato, pieno e corposo di questo prodotto. L'alcol torna a farsi sentire, ricordandoci che si tratta di una birra forte: per certi versi ricorda quasi un vino rosso. Ma qui si distinguono malto, spezie, frutta e note leggere di caffè, che rendono il sapore, dolce in prima battuta, leggermente più amaro e che ci convincono che si, stiamo bevendo birra, non vino.
Il finale la discosta ulteriormente dal vino, in quanto è lungi dall'essere secco: è corposo quanto il gusto generale, anche se con sensazioni più amare. Mi sento di dire che "impasta" quasi la bocca, ma non in senso negativo: lascia una sensazione gradevolmente vellutata che permane a lungo, così come il retrogusto amarognolo con un leggero sentore di liquirizia.

Nell'insieme è una birra con un sapore intenso, gradevolmente amaro, forse la mia belga preferita. La rifermentazione particolare le conferisce un gusto unico nel suo genere, bilanciato ad arte, e nonostante il tenore alcolico elevato si fa bere con relativa facilità, anche se spingersi oltre la classica bottiglia da 33cl sarebbe forse eccessivo. Questo prodotto impegna il palato e va gustato con calma; sono del parere che berne una quantità eccessiva porterebbe a trovarla stomachevole, per la complessità e la pienezza del suo sapore.
Per apprezzarla al meglio consiglio di gustarla non troppo fredda, e di lasciarla respirare qualche minuto nel bicchiere, dà il suo meglio intorno agli 8-10°C. 
Non mi sento di sconsigliarla a chi ama i sapori delicati o non gradisce il sapore dell'alcol: come ho già detto, si fa decisamente sentire, e diventa più intenso man mano che si continua a bere: quando la birra inizia a scaldarsi tutti i sapori si fanno più intensi, compreso anche quello alcolico.

Questa birra è ideale con i dolci a base di creme, cioccolata e caffè, o in generale con la cioccolata fondente. Si pesta bene anche ad essere consumata come aperitivo e abbinata a piatti dal sapore corposo, come carne rossa arrosto, selvaggina e risotti particolarmente ricchi (ad esempio con la salsiccia). E' un'ottima aggiunta durante la cottura del maiale. Secondo me non si addice bene ai formaggi, fatta eccezione per quelli piccanti, alla carne bianca e alla verdura. Con il pesce assolutamente no.
D'inverno, poi, è un'eccellente birra da meditazione da sorseggiare mentre si legge un libro o si è in compagnia degli amici (con una doverosa nevicata fuori dalla finestra).

Se un forte tenore alcolico non vi spaventa, provatela: il gusto complesso ma in perfetto equilibrio tra dolce e amaro la rendono estremamente interessante per tutti gli amanti dei sapori ricchi e delle birre con una forte personalità.

Urbock 23

Un piccolo gioiello made in Austria
 Era davvero tanto che non recensivo una birra, semplicemente perché non trovavo candidati meritevoli di recensione.
Oggi invece ho avuto modo di portarmi a casa una birra che compare raramente sui nostri scaffali. Ma la bottiglia scura e la semplice ed elegante etichetta nera e dorata rendono la Urbock 23° riconoscibile a colpo d'occhio.
Prodotta in Austria, questa birra doppelbock riposa per nove mesi nelle cantine del castello di Eggenberg (attivo dal lontano 1100) prima di essere messa in commercio, ed è prodotta seguendo l'antichissima norma di purezza Reinheitsgebot, risalente al 1516.
Al contrario delle bock e delle doppelbock (birre lager monastiche tedesche dalla gradazione alcolica particolarmente alta) tradizionali, che sono scure, la Urbock è una birra ambrata, considerata da molti un prodotto da intenditori.
E' conosciuta anche come il "cognac delle birre", per la sua gradazione  il sapore particolare, che la rendono a tratti simile più ad un liquore che ad una birra.
E' nota per essere la più forte birra austriaca in produzione, e tra le birre più alcoliche in commercio. Attenzione però, quel "23" del nome non si riferisce alla gradazione alcolica, bensì a quella saccarometrica (ovvero ai grammi di zuccheri contenuti in 100 centimetri cubi di mosto prima della fermentazione). Ma il tenore alcolico della Urbock sa comunque il fatto suo: 9,6%.

Una volta versata, possibilmente in un calice da birra trappista, la Urbock si presenta con un colore ambrato e carico, con sfumature rossastre. Se versata correttamente produce una buona quantità di schiuma fine e di media persistenza, altrimenti la schiuma sarà quasi assente e scomparirà quasi immediatamente.
Le numerose bollicine che salgono dal fondo e che restano attaccate alle pareti del bicchiere preannunciano il suo carattere frizzante.

Questa birra ha un profumo intenso e penetrante di malto, al quale seguono note decise e dolci di frutta fermentata, con un tocco di caramello. Il tenore alcolico si fa sentire anche a naso ma nell'insieme dell'odore pieno e piacevole non dà fastidio: nel complesso si preannuncia come saporita e decisa.

Al primo sorso si sente immediatamente  una frizzantezza vivace e gradevole, non troppo invadente, che viene subito spazzata via da un sapore accentuato e dolce, fortemente fruttato, che ricorda la prugna e maschera il tenore alcolico.
In seconda battuta si ha la sensazione di una birra cremosa (nel gusto, non nella consistenza), mentre alla frutta si mescola un sapore dolciastro di malto e caramello e comincia ad intervenire un sapore leggermene amarognolo.
Solo in chiusura si fa sentire il luppolo ed emerge un gusto amaro, legnoso, che ripulisce il palato dal marcato impatto dolce iniziale. Al contempo si fa sentire il tenore alcolico non indifferente, una svolta inaspettata per un prodotto tanto amabile. Ma non è un gusto alcolico prepotente, resta comunque in secondo piano, consentendoci di assaporare il gusto mutevole di questa birra senza anestetizzarci le papille gustative.
Alla chiusura segue un retrogusto incredibilmente secco, con forti note di luppolo e un sentore erbaceo che nulla ha a che vedere con il gusto fruttato che ci siamo ritrovati in bocca pochi secondi prima.
Insomma, è una birra che apre con un gusto dolce e cremoso ma lascia in bocca un sapore amaro e asciutto.

Nel complesso è una birra che si discosta dalle doppelbock tradizionali per via dell'intenso sentore amaro finale, e la sua degustazione è di sicuro interessante proprio per il contrasto dolce/amaro che offre ad ogni sorsata. Per via del suo carattere deciso e del gusto particolarmente forte e pieno è facile stomacarsi: se volete passare una serata in compagnia a bere un litro di birra a testa rivolgetevi ad altro. Questo prodotto secondo me dà il suo meglio proprio nella degustazione di un bicchiere, spingersi oltre ci porterebbe a trovarla pesante.
Per gustarla al meglio consiglio di berla fredda (anche per smorzare il sapore dolce che altrimenti sarebbe troppo stucchevole), ma non ghiacciata. Vale infatti la pena di godersene tutte le sfumature, una temperatura troppo bassa ne ucciderebbe gli aromi e rovinerebbe il passaggio graduale e ben bilanciato tra il sapore iniziale e il retrogusto così diversi tra loro. Servitela intorno ai 10°C e non ve ne pentirete.
Ve la sconsiglio sia che siate amanti delle birre troppo amare che di quelle dolci: se appartenete alla prima categoria le note iniziali vi faranno storcere il naso stomacandovi dopo un paio di sorsi, al contrario se preferite le birre particolarmente dolci o delicate non sopporterete il retrogusto fortemente amaro.

E' un'ottima birra da meditazione o da aperitivo, da gustarsi un sorsetto alla volta, ma può essere consumata anche durante i pasti, abbinata a cibi dal sapore deciso o piccante, come carni rosse, formaggi stagionati e piatti con abbondanti salse (un ottimo esempio è il goulash ungherese o austriaco).
Il suo lato dolce secondo me la rendono inadatta agli abbinamenti con la selvaggina e a piatti con salsa di pomodoro, mentre il sapore forte non si sposa bene con il pesce e le verdure (fatta eccezione per quelle con un sapore molto deciso, come ad esempio il radicchio ai ferri).
Allo stesso modo la sconsiglio con i dolci, a meno che non contengano mostarda che, così piccante e gustosa, si sposa bene con questa birra.

Se volete provare qualcosa con un carattere forte e una struttura complessa, date una possibilità a questo prodotto. Oltretutto, siamo nella stagione perfetta per gustarcelo: con il freddo che fa, la Urbock 23 vi scalderà per bene, garantito.

New year cocktails

Pronti a brindare?
E' passato Natale, e si avvicina Capodanno. E in media, se Natale si passa in modo più o meno sobrio con i parenti, a Capodanno si beve e si festeggia.
Se organizzate una festicciola, avere dei cocktail da offrire agli ospiti non fa mai male. Quindi, anche quest'anno vi propongo una selezione di drink per stare in compagnia. a differenza dell'anno scorso, però, voglio fare qualcosa di diverso.
Se non abbiamo qualcuno che si occupa dei cocktail, finiremo con l'essere perennemente impegnati a prepararli, e ci toglieremo gran parte del divertimento.
Per evitare questo inconveniente, i drink che vi voglio proporre sono divisi "a tema", a seconda dell'atmosfera che volete dare alla festa, a gruppi di tre. Per avere un po' di varietà, restare in tema con la serata e comunque non disperarsi per stare sempre appresso a bottiglie e bicchieri. Ho accuratamente evitati i pestati, come Mojito & co. che portano via decisamente troppo tempo.


Raffinata

Per chi vuole fare bella figura proponendo agli ospiti cocktail classici, amabili e non eccessivamente alcolici, da sorseggiare durante tutta la serata.
Cosmopolitan
  • 45ml di vodka lemon
  • 15ml di Cointreau
  • 30ml di cusso al mirtillo
  • 7ml di succo di limone
Shakerate gli ingredienti con abbondante ghiaccio e filtrate in una coppa martini. Volendo, guarnite con una scorzetta di limone.

Chocotini
  • 60ml di vodka
  • 30ml di créme de cacao bianca
  • Polvere e scaglie di cacao
Versate un po' di créme de cacao in un piattino, e posateci sopra una coppa martini capovolta, per bagnane il bordo, quindi ripetete l'operazione intingendola ora nel cacao, "brinando" così il bordo del bicchiere.
Mettete gli alcolici in uno shaker con ghiaccio, shakerate energicamente e filtrate nella coppetta. Se volete guarnite con scagliette di cioccolato.

Kir royale
  • Mezzo cucchiaino di créme de cassis
  • Prosecco o champagne
  • Un lampone o una mora
Mettete il frutto in una flùte e versateci sopra il cassis. Aggiungete prosecco o champagne fino a riempire il bicchiere, versandolo delicatamente in modo che il fondo del cocktail rimanga più scuro.


Formale
Per un cenone un po' serioso, con ospiti in smoking e vestito, poco casino e all'insegna delle buone maniere.
Martini
  • 60ml di gin
  • 15ml di vermouth dry
  • Oliva
Mettere gli ingredienti nel mixing glass con moltissimo ghiaccio,mescolare e filtrare in una coppa martini ben fredda. Guarnire con l'oliva.

Bellini
  • 30ml di succo alla pesca
  • Prosecco o champagne
  • Un cucchiaino di distillato alla pesca (opzionale)
Versate il succo ed eventualmente il distillato in una flùte molto fredda e aggiungete delicatamente lo champagne o il prosecco.

Continental
  • 60ml di rum bianco
  • 7 ml di crème de menthe
  • 15ml di succo di limone
  • Mezzo cucchiaino di sciroppo di zucchero
  • Scorza di limone
Mettete gli ingredienti nello shaker con molto ghiaccio e shakerate energicamente. Filtrate in una coppa martini ghiacciata e guarnite con la scorza di limone.


Allegra
Per una festa con tanta musica, invitati giovani e voglia di stare insieme, con questi cocktail si va sempre sul sicuro.
Sex on the beach
  • 60ml di vodka alla pesca
  • 90ml di succo d'arancia rossa
  • 60ml di succo di mirtillo
  • Ciliegie al maraschino e/o fettina d'arancia
Ci sono tantissime versioni di questo cocktail, io ve ne propongo una leggermente più leggera rispetto all'originale (che prevede vodka liscia e distillato di pesca), e preferisco l'arancia rossa perché gli dà un colore decisamente più appetitoso.
Versate gli ingredienti in un higball riempito di ghiaccio a cubetti, mescolate bene e guarnite con una fettina di arancia e/o con una coppia di ciliegie.

Tequila sunrise
  • 45ml di tequila bianca
  • Succo d'arancia gialla
  • 15ml di granatina
Riempite un highball di ghiaccio e versate la tequila. Aggiungete succo di arancia fino quasi a riempire il bicchiere, quindi aggiungete la granatina delicatamente, in modo che crei un "effetto tramonto".
Dato che fa freddo, vi consiglio di tenere la bottiglia di granatina sul termosifone per un po', in modo che risulti molto fluida (se lo sciroppo è troppo freddo si raddensa e va solo a depositarsi sul fondo).

Pina Colada
  • 60ml di rum bianco o oro
  • 60ml di batida de coco o crema di cocco
  • 180ml di succo d'ananas
  • Pezzetti di ananas o ciliegie al maraschino
Mettete gli ingredienti nello shaker e agitate con molta energia, per rendere il cocktail spumoso. Filtrate in un bicchiere da vino rosso riempito di ghiaccio a cubetti, e guarnite con uno spiedino di pezzetti di ananas e ciliegie.


Rilassata

Per quelli che aspetteranno l'anno nuovo rannicchiati sul divano guardando un film, o hanno in mente un programma tranquillo e vogliono concedersi un cocktail dolce insieme al dessert.

Snow Bunny
  • 45ml di Cointreau
  • Cioccolata bollente
Versate il Cointreau in una "mug" o un bicchiere da Irish Coffee, aggiungete la cioccolata fino a riempirlo, mescolate bene, guarnite con della panna montata e servite.

Gorilla Tit
  • 20ml di rum scuro
  • 20ml di bourbon
  • 20ml di liquore al caffè
Riempite un bicchiere old fashion di ghiaccio a cubetti, versate tutti gli ingredienti e mescolate brevemente.

Chocolate Almond
  • 45ml di amaretto
  • 45ml di Bailey's Irish Cream
  • 45ml di créme de cacao scura
Mettete gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, shakerate e filtrate in un old fashion riempito di ghiaccio a cubetti. Se volete, guarnite con un fiocchetto di panna montata.


Informale

Per un Capodanno tra amici, da passare bevendo cocktail semplici e freschi, da preparare in un attimo.
Screwdriver
  • 60ml di vodka
  • Succo di arancia
  • Fettina di arancia
Versate gli ingredienti in un highball riempito di ghiaccio a cubetti, dateci una mescolata, guarnite con qualche fetta d'arancia e servite.

Scivolo
  • 60ml di vodka alla fragola
  • Lemonsoda
Versate la vodka in un highball riempito di ghiaccio a cubetti. Aggiungete la lemonsoda fino a riempire il bicchiere e servite.

Cuba Libre
  • 60ml di rum bianco
  • 30ml di succo di lime
  • Coca cola
Versate rum e lime in un highball riempito di ghiaccio a cubetti e mescolate. Aggiungete la cola fino a riempirlo e servite.


Rustica

Se avete intenzione di passere il Capodanno tra amici a mangiare cotechino, funghi e polenta, questo trio non vi deluderà.
Spritz
  • 1/3 di vino bianco fermo o Prosecco
  • 1/3 di Aperol, Campai o Select
  • 1/3 di soda, seltz o acqua frizzante
Ne esistono tantissime varianti, quindi fatelo come preferite!
Versate gli ingredienti in un doppio old fashion con tre o quattro cubetti di ghiaccio, guarnite con un'oliva o una scorzetta d'arancia e servite. Per uno spritz "alla padovana", aggiungete un goccio di gin.

Vodka tonic
  • 60ml di vodka
  • Acqua tonica
Versate la vodka in un higball riempito di ghiaccio a cubetti. Aggiungete acqua tonica fino a riempirlo, guarnite con una o due fettine di limone.

Radler
  • 1/2 di birra chiara
  • 1/2 di lemonsoda
Versate gli ingredienti ben freddi in un boccale e godetevela. Più semplice di così si muore. Ottimo con le birre Weiss e le birre bianche (provate con la Franziskaner o la Hoegaarden).

E questo è tutto! Scegliete il tema che vi aggrada di più, divertitevi, e iniziate l'anno nuovo con i soliti buoni propositi che vi dimenticherete entro febbraio.

Halloween cocktails

Pozioni per Halloween 2012

Halloween si avvicina, ed è un ottimo pretesto per organizzare una festicciola. E già che ci siete, perché non offrite ai vostri ospiti qualche cocktail a tema?
Ho cercato in giro qualche ricettina dall'aspetto grottesco, ma ammetto he le ho modificate quasi tutte, per renderle meno "pasticciate" a livello di sapore, usando oltretutto ingredienti più facili da reperire ma senza alterarne l'aspetto. Potete trovare tutto quello che vi serve in un supermercato o ipermercato ben fornito. Forse la cosa più difficile da reperire è la vodka nera, ma vi assicuro che ormai è diventata abbastanza comune.

Occhi di licis
Come prima cosa voglio spiegarvi come preparare gli "occhi" con i quali guarnire i cocktail (o i punch, o usare come stuzzichino).
Vi serviranno:
  • licis in scatola (hanno il vantaggio di essere già privi del nocciolo)
  • marmellata di fragole o ciliegie
  • mirtilli
La preparazione è semplicissima. Mettete un po' di marmellata nell'incavo del licis, dove prima c'era il nocciolo. Inserite poi un mirtillo (deve essere abbastanza grosso), la marmellata lo manterrà al suo posto, soprattutto se lo conservate in frigo per un po'. Facile facile.

E ora passiamo ai cocktails veri e propri!


Black widow
  • 30ml di vodka
  • 20ml di liquore al lampone
  • 10ml di succo di mirtillo
  • 20ml di succo di fragola
  • Una rotella di liquirizia
Shakerate gli ingredienti con abbondante ghiaccio e filtrate in una coppa Martini. Srotolate la liquirizia e tagliate dei segmenti con cui decorare il bicchiere, posizionandoli in modo da farli sembrare delle zampe di ragno.


Dragon eye
  • Vodka alla menta (verde, non trasparente)
  • Gin
  • Granatina
  • Un occhio di licis
Versate la vodka in un bicchierino da sour, riempiendolo per tre quarti. Aggiungete un cucchiaino di gin e poi uno di granatina che andà a depositarsi sul fondo, guarnite con un occhio di licis e servite.


Witches cocktail
  • 3/10 di vodka alla pesca
  • 1/10 di cointeau
  • 3/10 di succo d'uva nera
  • 2/10 di succo di fragola
  • 1/10 di succo di lime
Questa ricetta ve la dò in proporzioni, perché è molto più comodo prepararla in caraffa. Mescolate tutti gli ingredienti in una caraffa con ghiaccio, e servite in bicchieri collins alti con qualche cubetto di ghiaccio e due occhi di licis.


Wormy shot
  • Tequila
  • Succo di arancia
  • Vermi gommosi
Riempite un bicchiere da shot o sour per metà di rum, aggiungete il succo d'arancia finché non sarà pieno per tre quarti, guarnite con un vermetto gommoso e servite.



Ghost in the graveyard
  • 60ml di creme de cacao scura
  • 60ml di kalhua (o altro liquore al caffè)
  • 1 pallina di gelato alla panna
Versate i liquori in un bicchiere e mescolate bene. Mettete con delicatezza la pallina di gelato in un old fashion doppio ben freddo (tenetelo in freezer per un quarto d'ora), dopodiché versateci sopra lentamente il mix di liquori.

Swamp snake
  • 50ml di vodka nera
  • Succo di mandarino
  • Bastoncino di liquirizia (gommoso, non in rametto)
Riempite un collins alto e stretto o un flute di cubetti di ghiaccio per tre quarti, quindi versate il succo di mandarino finché non sarà pieno a metà. Aiutandovi con un cucchiaio (posatelo contro il bordo interno del bicchiere e versateci lentamente il liquore sopra invece che direttamente nel succo), formate uno strato di vodka.
Guarnite con la liquirizia e servite.

Black soul
  • 30ml di vodka nera
  • 60ml di succo di mirtillo
  • Fragole e mirtilli (o un "occhio di licis")
Shakerate la vodka e il succo con abbondante ghiaccio, filtrate in una coppa martini e guarnite con i frutti di bosco o con un occhio di licis.


 Zombie blood
  • 10ml di rum bianco
  • 10ml di rum scuro
  • 10ml di gin
  • 10ml di vodka
  • 10ml di cointreau
  • 10ml di midori (o altro liquore al melone)
  • Lemonsoda
  • Granatina
Macchiate l'interno di una coppa Martini abbastanza capiente con degli schizzi di granatina. Shakerate con abbondante ghiaccio tutti li ingredienti alcolici e filtrateli nel bicchiere. Finite di riempirlo con un dito di lemonsoda e servite.

Witches punch
Per finire vi propongo questo, che più che un punch è un modo per tenere alticci e in stato iperglicemico gli ospiti. E fa la sua bella figura, ovviamente.
Riempite una ciotola (se avete una pentola simile ad un calderone usatela!) di dolcetti gommosi, scegliendo ovviamente quelli in stile halloween (i migliori sono vermi e altri insetti), e aggiungete vodka fino a ricoprirli completamente. Lasciateli in frigo per almeno un giorno, in modo che le schifezze di gomma assorbano l'alcol. Per servirli, lasciate la ciotola a disposizione degli ospiti, magari con annesse delle pinze per il ghiaccio, in modo che possano prelevare le schifezze alcoliche che vogliono quando vogliono.

Penso che per quanto riguarda il beveraggio io vi abbia dato idee a sufficienza. Scegliete le ricette che vi garbano di più, procuratevi il necessario e preparatevi per i festeggiamenti!

St. Bernardus Abt 12

Questa signora birra sa il fatto suo
Ormai la sera fa fresco, c'è bisogno di una giacchetta, la gente si siede sempre di più all'interno dei locali piuttosto che fuori,  a me vien voglia di bere qualche birra dal sapore un po' più deciso.
Così ieri mi sono buttato su una bottiglia di St. Bernardus Abt 12, sperando per il meglio. E' una birra di abbazia rifermentata in bottiglia e invecchiata almeno tre mesi prima della messa in commercio.
Ha un insolito colore ambrato, carico a tal punto da risultare marrone (pur restando una birra di abbazia), e il rispettabilissimo tenore alcolico del 12%. Quindi se non ci state attenti vi troncherà le gambine in men che non si dica.
La schiuma è cremosa, abbondante, mediamente persistente e piacevolissima. E' necessario aspettare qualche minuto, prima della degustazione, per far prendere aria al prodotto e lasciare che sprigioni tutti i suoi profumi.
Non va consumata fredda, meglio de dagli 8 gradi in su: versatela in un bicchiere ampio (meglio un baloon), lasciatela lì per un po', e iniziate avvicinandola "di naso".

La personalità di questa birra si fa sentire fin dall'odore. Infatti ci invaderà il naso con un miscuglio di profumi che includono frutta autunnale, malto ben tostato, grano maturo, frutta secca, note leggermente affumicate e un fine sentore alcolico.
Mescolati insieme creano un profumo complesso che ci mette già nell'ordine di idee di avere a che fare con una birra saporita e corposa.
All'assaggio si rivela essere discretamente frizzante e speziata, facendo pizzicare gradevolmente la punta della lingua.
Subito dopo le nostre papille gustative verranno bombardate da un sapore incredibilmente complesso e pieno. Sentiremo subito il sapore corposo del malto, al quale saranno accostati una miriade di sentori secondari che rendono questo prodotto estremamente difficile da descrivere.
Innanzi tutto, non è una birra particolarmente amara, ma è lungi dall'essere dolce. Ha un sapore pastoso che si attacca a lingua e palato. Sorprendentemente il tono alcolico passa in secondo piano, lasciando spazio ad aromi di frutta secca, fichi, miele, il tutto accompagnato da un caratteristico sapore dolce in partenza ed amaro sul finale tipico del caramello.
Dopo il gusto complesso e fruttato, anche il retrogusto che si lascia dietro è persistente e non particolarmente fresco. Lascia infatti in bocca un sapore che ricorda quasi il ferro, penso che molti non gradiranno.
E di nuovo ci troveremo spiazzati nell'avere in bocca una sensazione che non sapremo se definire amara o dolce visto che, oltre a questo sapore ferroso, troveremo un sapore erbaceo e amarognolo che si confronta con qualcosa che somiglia alla banana.
Nel complesso non è una birra particolarmente dissetante e piuttosto pesante, non tanto per il tenore alcolico (anche se vi assicuro che dopo un paio di bicchieri si farà sentire di prepotenza), quanto per il suo essere così saporita e difficile da approcciare.

Ad una birra con un carattere del genere bisogna accostare un cibo che sappia il fatto suo. Via libera alla selvaggina, alle carni rosse, agli spezzatini e ai brasati. Ottima anche con formaggi molto stagionati o piccanti. Secondo me si addice bene anche a verdure molto saporite e ben condite, come melanzane, peperoni e cipolle in umido o al forno.
La sconsiglio invece con la pasta e con i dolci.

La consiglio agli amanti dei sapori strutturati e marcati e a coloro che bevono gustando e non tracannando.
Se dovessero chiedermi di dire in poche parole di cosa sa questa birra, direi che sa di autunno. Più precisamente di bosco autunnale, sia nell'odore che nel sapore.
E' una birra bonaria che ispira calore e simpatia, come un falò in pieno ottobre sul quale arrostire le castagne o un frate bonario e ciccione da novella medievale.
Come già detto si può bere durante i pasti, con i giusti abbinamenti, ma per quel che mi riguarda la ritengo più che altro una birra da "meditazione", da sorseggiare in autunno o in inverno, senza fretta.

Augustiner Edelstoff

L'equilibrio fatto birra

Vi ho recensito un paio di birre davvero particolari. Oggi faccio inversione di marcia e vi dico le mie opinioni su un prodotto molto più semplice ma che mi ha dato le sue belle soddisfazioni.
Ho avuto modo, pochi giorni fa, di assaggiare la Augustiner Edelstoff, una birra bionda tedesca. Ero alla ricerca di qualcosa di poche pretese, che si facesse bere facilmente,e non sono stato deluso.
Si tratta di una birra bavarese bionda, dal colore dorato brillante e dal tenore alcolico discreto (5,6%). La schiuma è bianca e persistente. A Monaco è una delle birre più quotate, e un motivo ci sarà.
Ho sentito diversi pareri discordanti, curiosando nel web: alcuni dicono che non sa da nulla, che non vale nemmeno la pensa di assaggiarla, che è un prodotto deludente. Penso che il segreto per godersela sia approcciarla senza aspettarsi un sapore miracoloso o un prodotto per veri intenditori.
E' una birra da pasto. E proprio per questo non ha nulla di spettacolare. Ma è questo suo essere gradevole e neutra che la rende speciale.

L'odore di questa birra è piacevole e non invadente: l'aroma leggero di lievito accompagnato da note speziate appena percettibili metteranno a proprio agio qualunque consumatore o appassionato. Insomma, è una birra che profuma di birra, un odore che tutti conoscono, ci assicura che non avremo brutte sorprese.
Al primo sorso rivela una consistenza piacevolissima. Vellutata e fresca, frizzante ma non troppo, questa lager non impasta la bocca e il primo sorso andrà giù in un attimo.
Il sapore si discosta dalla lager classica per il suo sorprendente equilibrio. Si sente chiaramente il malto, il cui gusto di per sè pastoso è bilanciato dal sapore erbaceo del luppolo, il tutto mescolato a sentori floreali che contribuiscono ad addolcirla.
Questo miscuglio di sapori e aromi ne fa una birra gradevole, relativamente dolce (per quanto resti una birra da pasto), che non vi attaccherà le papille gustative con prepotenza. Ha un sapore neutro, né amaro né dolce, piacevole e rinfrescante.
Il retrogusto è leggermente amaro (come ogni buona bionda da pasto che si rispetti), ma non invadente. Il sapore erbaceo del luppolo persiste abbastanza, ma non è affatto fastidioso.
Insomma, è una birra bionda che dietro ad una facciata comune nasconde un carattere ben preciso, al contrario di molte altre birre totalmente prive di personalità. E' il perfetto esempio di come una cosa semplice possa risultare interessante e niente affatto scontata. Tutto sta nel giusto equilibrio.

Oltre ad essere ottima, è anche versatile. Si abbina perfettamente alla pasta (soprattutto quella all'uovo, della quale smorza il gusto forte), alle zuppe, a carni bianche e rosse, alla pizza e a qualsiasi cibaria da pub (fritti, panini e compagnia bella).
Non è particolarmente indicata per il pesce, al limite la potete accostare a pesci particolarmente saporiti.
C'è chi la abbina anche ai dolci, ma io non mi sento di consigliarlo. Al massimo con dessert a base di frutta secca con un sapore deciso ma non stucchevole (quindi, niente miele, panna, cioccolato). Un buon esempio di un dolce di questo tipo è una torta alle nocciole o la "pinza".
Ed è anche ottima da sola visto che è davvero dissetante, da consumare fredda da frigo, possibilmente in compagnia, che non fa mai male.

Vi consiglio di darle una possibilità, e lo consiglio a tutti. Non è insapore o troppo leggera, e accontenterà gli amanti delle birre con un certo carattere, ma non è nemmeno troppo forte o saporita, e anche a chi piace una birra più semplice apprezzerà. Solo, prima di assaggiarla, mettetevi in testa che berrete un prodotto "semplice". Non è la birra che, una volta assaggiata vi farà pensare "cazzo, che buona!", ma è un'ottima compagna per una serata tranquilla.
Una birra adatta veramente a tutti insomma, ma lungi dall'essere scontata o anonima, ennesima riprova che i crucchi in quanto a birre la sanno lunga.

Bourgogne des Flandres Bruin

E' stata definita una "birra aristocratica", e non a caso

Torniamo a parlare di birra. ieri mi sono concesso una Bourgogne des Flandres Bruin, altra birra non così facile da trovare in commercio.
Prodotta dalla Martin's, è una birra belga scura, con un tono alcolico basso (5%), da consumare preferibilmente fredda.
Prodotta con fermentazione mista a partire dal malto caramellizzato si presenta con un invitante colore rosso scuro e una schiuma corposa e densa.
E' una birra un po' particolare che probabilmente farà storcere il naso agli amanti delle doppio o triplo malto e dei sapori forti.

L'odore di questa birra è discreto e delicato, non colpisce particolarmente il naso. E un profumo tranquillo e leggermente tostato, che lascia intuire poco del sapore effettivo. Profuma vagamente di frutta, ma sono toni leggeri, il sentore predominante è un odore pieno, per quanto leggero, di tostatura e malto.
All'assaggio si rivela completamente differente. A contrasto con la schiuma densa, la birra in sè è poco corposa e leggermente frizzante; maschera ad arte il grado alcolico.
Al contrario delle classiche birre fiamminghe non presenta acidità, anzi. Ha un sapore dolce ma non stucchevole, nel quale predominano caramello e frutta. Un sapore gentile, accentuato dalla fermentazione in botti di castagno, che ne accentuano il lato amabile.
Insomma, è una birra scura un po' anomala, completamente diversa dalla ben più famosa Guinness.
Il retrogusto amarognolo è presente ma non persistente. Non invade la bocca, ma la lascia ripulita dal primo impatto dolce. Si tratta di un amaro secco e definito che persiste quel tanto che basta per aver voglia di un'altra sorsata.
Insomma, si fa bere che è un piacere, pur essendo dolce non impasta la bocca e la lascia fresca, il che la rende ottima sia d'inverno che d'estate (molte birre tendenzialmente dolci danno il meglio di se solo in autunno e inverno).
Quanto detto finora fa della Bourgogne des Flandres una birra molto bilanciata: consistenza, gusto e retrogusto sono in perfetto equilibrio. Come già detto forse ai consumatori duri e puri non piacerà. E' una birra con un carattere particolare e raffinato, più da signorini che da sbevazzoni.

Questa birra si fa bere benissimo da sola, ben fredda. Più la temperatura sale più si accentuano i sapori dolci e si smorzano quelli fruttati, rendendola più pesante.
Se volete abbinarla a qualcosa, è un'eccellente birra da dessert, per dolci a base di cioccolata, crema, miele o panna, in quanto non ne contrasta il sapore ma nemmeno lo appesantisce, anzi, vi accosta un leggero tocco amaro ma fresco che impedisce di stomacarsi.
Quindi, procuratevi bignè, pannacotta, creme brulé, sacher, millefoglie o dolci simili per un abbinamento a parer mio perfetto.

Se siete dei tracannatori che amano sentirsi brilli o sbronzi e bere a lunghe sorsate un prodotto dal sapore forte e deciso, sarebbero soldi buttati via. Rivolgetevi alla più rustica Tennent's Super e non resterete delusi.
Se invece piace godervi una birra, gustandovela un sorso alla volta, se volete provare a rivalutare le birre scure o se al contrario le amate e ve la sentite di provarne una un po' diversa, ve la consiglio.
Insomma, se per una sera volete fare un po' i damerini, datele una possibilità.

In caso di sbornia

Bere senza sembrare lobotomizzati la mattina dopo è possibile, con qualche accorgimento

Ed eccomi di nuovo qui! Come state? spero di esservi mancato almeno un pochino, anche se vedo che comunque continuate a visitare in massa questo stupido blog nonostante la mia assenza.
Riapro con un argomento con il quale mi sono scontrato parecchie volte e che ancora mi dà qualche grattacapo di tanto in tanto: come evitare di ridursi a zombie quando di beve troppo. I rimedi doposbornia insomma.
C'è ancora un bel pezzetto di estate da passare, e tra feste in spiaggia, festicciole private e vagabondaggi urbani per osterie e pub alzare il gomito è fin troppo facile.
Moralismi a parte (della serie "se non vuoi star male, non bere così tanto"), quasi tutti sanno che tra amici spesso un bicchiere tira l'altro e si passa da brilli a totalmente sbronzi senza accorgersene finché non è troppo tardi.
Comincio con il dire che l'alcol ha effetti diversi a seconda di età, sesso, peso e abitudine. Il fegato di un neofita lavora più lentamente le tossine dell'alcol, e questa persona si ubriacherà prima. Uno abituato a bere regolarmente avrà meno problemi. Infine, uno che ha sempre bevuto avrà il fegato che ha sorpassato il limite di sopportazione e non riesce più a metabolizzare nulla: è quello che avrà le conseguenze peggiori.
In genere il peso corporeo influisce parecchio: maggiore è il peso, più alcol si riesce a ingerire senza grosse conseguenze.
Infine, anche il sesso incide molto. Come mai le donne in media reggono meno l'alcol? Non perché siano elle fighette, ma perché l'organismo femminile elabora l'alcol in modo più completo e veloce, sparandolo immediatamente in circolo, mentre quello maschile ne espelle di più senza metabolizzarlo completamente.

Detto questo: avete in programma di passare una serata a bere come se non esistesse un domani? O comunque di alzare il gomito?
Ci sono tutta una serie di provvedimenti pre e post sbronza che potete prendere per non patire le pene dell'inferno e rimettervi in piedi relativamente in fretta.

PRIMA DI BERE
Mangiare carne e carboidrati
Concedetevi una cena a base di carne rossa e abbondanti carboidrati, preferibilmente pane. Entrambi preparano lo stomaco ad affrontare meglio l'alcol in arrivo. I carboidrati hanno un effetto "spugna" e sono in grado di alleviare gli effetti dell'alcol (ma non fanno miracoli).
Bere acqua
Il bere acqua ve lo ripeterò spesso. Berne prima contribuisce a diminuire le quantità di alcol ingerito e ad andare in bagno prima, quindi ad eliminare parte di quello che berrete prima che possa fare tropi danni.

MENTRE SI BEVE
Non mescolare gli alcolici
E' la regola d'oro. Ci sono alcuni alcolici che non vanno mai bevuti nella stessa serata, come ad esempio vino e birra, o birra e superalcolici. L'unico abbinamento che non fa poi troppo male è il whiskey dopo la birra (mi raccomando, dopo).
Se siete in giro a bere cocktails, sceglietevi un ingrediente principale e andate con quello (ad esempio, preferite solo cocktails a base di rum, o vodka, o gin). Molto spesso c'è più di un ingrediente alcolico, ma se fate attenzione che quello presente in maggiore quantità sia sempre lo stesso, minimizzerete i danni.
Continuare a bere acqua
L'ideale sarebbe bere un quantitativo di acqua pari a quello di alcol. Serve a mantenere un equilibrio semi decente all'interno dello stomaco, a farvi andare in bagno più spesso (quindi a smaltire più in fretta), a diminuire la quantità di alcol che il vostro stomaco è in grado di contenere, e a mantenere l'organismo idratato (uno dei grossi problemi del bere è appunto la disidratazione).
Fare esercizio fisico
Camminare, ballare, insomma, muoversi, aiuta molto. Oltre a tenervi sveglio il cervello, vi fa smaltire le tossine attraverso il sudore.
Coprirsi
Bere troppo provoca vasodilatazione. Il calore corporeo si disperde più in fretta e causa ipotermia. Quindi, anche se state sudando, non mettetevi in mutande.

PRIMA DI ANDARE A LETTO
Bere acqua (si, ancora)
Durante il sonno il fegato sarà impegnato a smaltire l'alcol e il vostro corpo si disidraterà in fretta. Ricaricandovi di acqua avrete meno possibilità di svegliarvi con un mal di testa atroce e con la lingua ridotta a un tapiro morto.
Mangiare
Non mangiate troppo, ma fatelo. Se vi sentite lo stomaco a posto, comunque mangiucchiate un pezzo di pane o di pizza. Se avete una leggera nausea preferite invece un cibo oleoso (patatine e cose simili). Spesso infatti la nausea è provocata dal vapore dell'alcol che, dal vostro stomaco, sale verso la trachea e la bocca, facendo scattare il vomito. L'olio contenuto ad esempio nelle patatine è più leggero dell'alcol, vi galleggia sopra e forma una patina che impedisce ai vapori di salire. Vi permetterà di dormire meglio. Un panino con il miele è l'ideale (degli effetti del miele vi parlerò tra poco). In ogni caso, evitate le proteine.
Coprirsi
Resistete alla tentazione di stramazzare sul letto mezzi nudi, e rileggetevi quanto già detto sulla vasodilatazione provocata dall'alcol.

IL MATTINO DOPO
Fare colazione con frutta, succhi di frutta e miele
Oltre a reidratare il vostro organismo, apporterete zuccheri semplici (fruttosio), che sono facili da scomporre e da assimilare. L'organismo è a corto di questi elementi, li ha usati per disintossicarvi dall'alcol. Il miele poi contiene un tasso di fruttosio altissimo, aiuta a recuperare liquidi e accelera il metabolismo. Un paio di cucchiai sono una mano santa.
Niente caffè o coca cola
Evitate queste sostanze: molti dicono che fanno bene. In realtà possono attenuare il mal di testa, ma stimolano la produzione di succhi gastrici, irritando così lo stomaco e provocando nausea e acidità. Inoltre stimolano ad andare in bagno, aggravando ancora di più la disidratazione.
Niente medicinali
Aspirina e cose simili vengono spesso consigliati. A volte funzionano, più spesso si limitano ad irritare ancora di più lo stomaco e basta o al contrario peggiorano la situazione. Non tentate la fortuna ed evitateli.
Il "richiamino"
Questo mi sento di consigliarlo solo ai bevitori accaniti. Il popolino dice che il malessere del giorno dopo deriva anche dal fatto che l'alcol crea dipendenza e il corpo è "in astinenza". Quindi, bere un bicchierino dello stesso alcolico con cui ci si è ubriacati rimette le cose a posto. A parer mio va bene solo per chi appunto beve (e si sbronza) di frequente. A me bere piace, ma mi sbronzo saltuariamente (penso non più di tre o quattro volte all'anno), e questo "rimedio", provato un paio di volte, mi ha solo fatto star peggio. Ma pare che con qualcuno funzioni.
Fate esercizio fisico
Se ve ne sentite in grado, uscite a fare due passi, soprattutto se fuori c'è il sole. Ovvio, non sotto il sole di mezzogiorno eh. Il sole sviluppa endorfine, riattiva il cervello e l'esercizio fa smaltire i postumi più in fretta. Smetterete di sembrare degli zombie con qualche ora di anticipo.

IN CASO DI EMERGENZA
Se proprio avete esagerato, fatevi pochi scrupoli e vomitate. non è elegante, ma vi farà bene. Se l'idea di ficcarvi due dita in gola per accelerare il processo vi disgusta, fatevi preparare un caffè "corretto" con un cucchiaino di sale o di limone.
Effetto garantito.

CIBI UTILI
Banana
Il magnesio riporta i vasi sanguigni alla normalità, potassio e vitamina B6 (entrambi combattono alla grande i sintomi dopo sbornia), e ha effetto antiacido. Il vostro stomaco ringrazierà.
Bicarbonato di sodio
Diminuisce l'acidità di stomaco, principale causa della nausea del giorno dopo.
Estratto di carciofo e cardo mariano
Contengono silimarina (soprattutto il cardo), sostanza in grado di combattere le tossine presenti nel fegato, proteggerlo e depurare l'organismo.
Ketchup o succo di pomodoro
Stimolano il sistema immunitario e facilitano l'eliminazione delle tossine, grazie al licopene (più concentrato nel ketchup).
Latte
Contiene cisteina, che contrasta gli effetti dell'acetaldeide (sostanza prodotta dal nostro metabolismo nello scomporre l'alcol e che provoca malessere).
Miele
Come già detto, è ricchissimo di fruttosio e contribuisce a smaltire l'alcol il 25% più in fretta.
Olio extravergine d'oliva
Ripulisce fegato e cistifellea dalle tossine.
Succo d'arancia
Raddoppia la velocità con cui il fegato smaltisce l'alcol.
Tuorlo d'uovo (crudo)
Contiene cisteina in quantità maggiori rispetto al latte, è più digeribile e pertanto più consigliabile.

Ricettine varie che aiutano sempre
Canarino
Fate bollire la scorza di un limone in un pentolino di acqua. Una volta che il preparato è diventato, appunto, giallo canarino, aggiungete abbondante zucchero e bevetelo tiepido. Ve lo consiglio in caso di leggera nausea post-sbornia.
Clambull
Contiene molti ingredienti che aiutano l'organismo a ripigliarsi, ma bisogna avere uno stomaco forte. Versate un turlo d'uovo intero in un bicchiere, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine, un cucchiaio di ketchup, un cucchiaio di salsa Worchestershire, un cucchiaino di aceto di vino bianco, un pizzico di tabasco, sale e pepe. Se ci riuscite, ingollate il tuorlo intero.
Può sembrare disgustoso, ma fa miracoli.
Baby bullshot
Versione analcolica del bullshot (che prevede la vodka, ma non credo abbiate bisogno di bere ancora). Shakerate insieme 100ml di brodo di manzo, un cucchiaio di succo di limone, un pizzico di tabasco un cucchiaino di salsa Worchestershire e peperoncino.
Aiuta sia contro la nausea che contro il mal di testa. Come la ricetta precedente contiene ingredienti piccanti, che velocizzano il metabolismo.
Honey Bunny
Frullate mezza banana, un cucchiaino di miele e due cucchiaini di yogurt. Fornisce zuccheri al corpo ed equilibra la flora intestinale, oltre ad accelerare l'eliminazione dell'alcol.

E con questo è tutto. Ricordate che non esistono metodi miracolosi, l'unico rimedio infallibile per farsi passare la sbornia è il tempo.
Divertitevi, bevete con moderazione e guai a voi se vi mettete al volante dopo aver bevuto. Siete liberi di fracassarvi il fegato bevendo ma non avete il diritto di ammazzare nessuno.

Timmermans Oude Guezue

Un'ottima compagna per l'estate

Proprio ieri sono tornato a gustare una birra che non mi capitava tra le mani da un sacco di tempo: la Timmermans Oude Gueuze.
Purtroppo non è così facile da trovare. L'ho assaggiata mentre lavoravo in pub, un paio di anni fa, e da allora non l'ho più trovata. Prima di riscoprirla, ieri notte, in un pub a due passi da casa. Gioia e tripudio.

Comincio spiegandovi cos'è una "guezue". Sono "lambic", ovvero birre ottenute dalla fermentazione spontanea con lieviti selvatici. Al contrario delle lager e delle ale, insomma, dove i lieviti vengono scelti accuratamente.
La maggior parte delle lambic, inoltre, hanno una buona percentuale di frumento (tra il 30% e il 35%), per il resto da malto d'orzo.
Tornando alla gueuze, è il risultato della miscela di lambic di annate differenti, che può avere risultati molto diversi, e viene spesso definita "lo champagne del Belgio", per il suo essere particolarmente frizzante.
Le caratteristiche generali, comunque, sono un sapore acidulo, spesso fruttato, che lascia spiazzati i consumatori di birra tradizionale.

Per avvicinarsi a queste birre molto particolari, la Timmermans Oude Guezue è un ottimo punto di inizio. Ovvio, se non sapete cosa aspettarvi, vi lascerà comunque almeno sorpresi, ma della categoria è una birra "facile" da capire e da gustare.
La prima cosa che colpisce è l'odore: ha un profumo straordinario, secco ma ricchissimo di note di frutta, incredibilmente delicato e fresco.
Questa birra belga di colore dorato e leggermente torbida ha una gradazione di 5,5%. Che non si sentono assolutamente: il sapore aspro, nel quale predominano le note di limone, e le numerose bollicine vi faranno dimenticare di star bevendo un alcolico. Presenta una schiuma densa ma poco persistente.
In seconda battuta, dopo l'impatto acidulo, arriva un gusto più amaro del previsto, ma comunque non invadente: è comunque un amaro di tipo fruttato, che ricorda scorze di limone e arancia.
Visto che questa birra continua a fermentare per vent'anni dopo essere stata imbottigliata, l'esperienza che ne ricaverete dipende dall'età della bottiglia(che comunque non viene messa in commercio prima di 4 mesi i rifermentazione in bottiglia).
Se trovate una birra giovane, il limone la fà da padrone, dando un gusto acidulo con delle note legnose solo marginali.
Man mano che invecchia, invece, si faranno sentire gusti e odori più marcati.
In entrambi i casi, comunque, lascia in bocca un sapore fresco ma secco.
E' una birra dal sapore selvatico  quasi "crudo", che nonostante tutto, ad un secondo assaggio, rivela inaspettate note dolci.

Per la sua capacità di "pulire" la bocca da altri sapori, io mi sento di consigliarla con cibi dal gusto marcato e pieno, come selvaggina, agnello, cozze, piatti ricchi di burro o formaggi grassi (come taleggio, camambert, brie e Bel Paese).
Sempre secondo il mio umile parere non sta bene abbinata alla pizza, mentre è eccellente anche da bere da sola, soprattutto nel periodo estivo: rinfresca meglio della limonata.

Io vi invito a provarla se siete amanti dei gusti aspri. Se vi piace il sidro sono sicuro che non vi deluderà.
Gustata fredda e appena stappata risulta più frizzante e dissetante, lasciandola riposare e intiepidire un po' (anche se sono del parere che debba comunque essere fredda), sprigiona un sapore più ricco e meno pungente.
L'unica avvertenza è che è fin troppo facile prendersi una sbornia, con questa bestiola: tra il profumo e il sapore, vi farà presto dimenticare di star bevendo qualcosa di alcolico.

Rainbow cocktails

Uno per ogni colore dell'arcobaleno. Molto gaio.

Oggi condivido con voi un set di cocktails creati da me, ancora tempo fa, per una serata particolare. Sono tutti stati più che apprezzati. Che dire, amo stare tra le bottiglie (anche se non sono poi un gran bevitore).
Il mio consiglio è di prepararne una caraffa di ognuno e poi versarli in degli shot a disposizione degli invitati. Fanno un fantastico effetto colorato, e sono visivamente irresistibili.

Red
  • 3/10 Vodka
  • 2/10 Rum
  • 3/10 Succo di arancia rossa
  • 2/10 Succo di fragola
  • Granatina (poche gocce)
Mettete tutti gli ingredienti, eccetto la granatina, nello shaker con abbondante ghiaccio, shakerate bene e filtrate in un bicchiere da long drink. Aggiungete la granatina e decorate con una fragola e una fetta di arancia rossa.
Se preparato con le giuste proporzioni, risulta un mix di sapori dolci e freschi, non troppo dolce né troppo aspro, non troppo alcolico né troppo leggero.


Orange
  • 2/5 Vodka alla pesca
  • 1/5 Grand Marnier
  • 2/5 Succo Ace
Mettete gli ingredienti nello shaker con ghiaccio e shakerate bene; filtrate in un bicchiere basso e guarnite con fettine di pesca.
Tendenzialmente dolce, ha una vena fruttata che gli impedisce di essere eccessivamente stomachevole. Non ha una gradazione alcolica particolarmente elevata, ed è adatto ai più delicati e alle signorine.


Yellow
  • 1/10 Amaretto
  • 3/10 Batida de coco
  • 1/10 Liquore alla vaniglia
  • 5/10 Succo di ananas
Mettete gli ingredienti nello shaker con ghiaccio e shakerate a lungo, finché il cocktail non risulta spumoso. Filtrate in un calice da vino rosso e guarnite con una fettina di arancia o un pezzetto di cocco.
Basato sul celebre Pina Colada, è un cocktail dolcissimo, tropicale, dal basso contenuto alcolico; adatto soprattutto ai più golosi.


Green
  • 4/10 Midori (liquore al melone)
  • 1/10 Vodka
  • 5/10 Lemonsoda
  • Mezzo lime
  • Zucchero di canna
Tagliate mezzo lime in quattro parti e mettetelo sul fondo di un tumbler alto, aggiungete due cucchiaini di zucchero di canna e pestate il tutto. Colmate il bicchiere di ghiaccio e aggiungete tutti gli altri ingredienti. Mescolate bene e servite, guarnito con una fetta di lime.
Fresco e dal discreto tenore alcolico, è un ottimo compagno nelle serate più calde. Il colore verde fosforescente e il profumo di melone, poi, lo rendono inconfondibile.


Blue
  • 1/5 Curaçao blu
  • 3/5 Vodka alla menta
  • 1/5 Acqua tonica
  • Mezzo Lime
  • Zucchero di canna
Tagliate mezzo lime in quattro parti e mettetelo sul fondo di un tumbler alto, aggiungete due cucchiaini di zucchero di canna e pestate il tutto. Riempite il bicchiere di ghiaccio tritato, aggiungete vodka e curaçao, shakerate bene. Finite di colare il bicchiere con l'acqua tonica, guarnite con un rametto di menta e servite.
Anche questo "Mojito in blu" si dimostra essere ottimo soprattutto quando il clima si fa torrido. E' frizzante, freschissimo e dissetante: dà dipendenza.


Indigo
  • 3/10 Vodka
  • 2/10 Curaçao blu
  • 1/10 Succo di mirtillo
  • 4/10 Lemonsoda
Semplicissimo da preparare: riempite un tumbler alto di ghiaccio, aggiungete tutti gli ingredienti e mescolate. Guarnite con un rametto di menta e una fettina di arancia. State attenti a non esagerare con il mirtillo: mettendone troppo il cocktail diventa troppo dolce e il colore, che dovrebbe risultare un blu scuro, si altera.
Un altro cocktail tendenzialmente dolce, con un retrogusto di arancia che non guasta mai.


Violet
  • 4/10 Vodka al limone
  • 1/10 Cointreau
  • 2/10 Blue curacao
  • 3/10 Succo di fragola
Mettete gli ingredienti nello shaker con abbondante ghiaccio, shakerate e filtrate in un calice da vino rosso. Guarnite con una scorza di limone a spirale e acini di uva.
Se preparato correttamente si rivela gradevole e non eccessivamente dolce, grazie alla vodka e al succo di fragola, tendenzialmente aspri, che contrastano gli altri ingredienti, più dolci.

Sono tutti cocktail non troppo forti, adatti a un party primaverile o estivo, nel quale c'è bisogno di rinfrescarsi e dove gli invitati vogliano poter bere liberamente senza ritrovarsi ubriachi al secondo o terzo bicchiere. Sperimentate e divertitevi!

Sangria

Di questa roba ne berrei a litri, scivola giù fin troppo facilmente

 Oggi vi propongo un cocktail che amo a livelli smodati: la sangria.
E' tanto semplice da preparare quanto buono, e si presta a tutte le ore del giorno (e della notte). Va bene come aperitivo, va bene come dessert, va bene durante il brunch o a metà pomeriggio.
E, si, va bene anche d'inverno, nonostante sia spesso il protagonista di tante festicciole estive.
Non esiste una ricetta ufficiale: in Spagna ogni regione ha una sua versione personale, ma la base è uguale per tutti. Poi ognuno può arricchirla come più gli piace.

Qualche accorgimento base però è d'obbligo.
  • La sangria andrebbe preparata al momento. Molti mescolano gli ingredienti e li lasciano raffreddare nel frigorifero per ore, tutti insieme. In questo modo però lo zucchero intacca la frutta, la quale macera nel vino, il quale a sua volta viene rovinato sia dalla frutta che dallo zucchero, perdendo così il suo aroma.
  • E' un cocktail da servire molto freddo. Per ovviare alla necessità di prepararlo al momento, usate ingredienti tolti direttamente dal frigorifero.
  • Il vino deve essere preferibilmente un rosso dal colore intenso, fermo (ovvero senza bollicine), e di buona gradazione alcolica.
  • Il superalcolico che di solito viene aggiunto non serve per alzare il grado del cocktail, ma per aromatizzarlo ulteriormente. Quindi non esagerate.
Tradizionalmente, la sangria si prepara in caraffe, quindi come prima cosa vi dò la ricetta base con le proporzioni, appunto, da caraffa.

Procuratevi:
  • una bottiglia di vino rosso
  • due arance
  • un limone
  • una mela
  • una pesca
  • tre cucchiai di zucchero
  • un bicchierino di liquore
Versate il vino in una caraffa, aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Spremetevi dentro il succo delle arance.
Tagliate la frutta a fettine o pezzetti e tuffate dentro alla caraffa anche quelli.
Aggiungete il liquore, mescolate e... no, non c'è altro.
Personalmente suggerisco di non aggiungere ghiaccio nella caraffa, ma di mettere qualche cubetto di ghiaccio nei bicchieri, subito prima di riempirli.

Se volete, potete aggiungere alla vostra sangria aromi come una stecca di cannella, un baccello di vaniglia (incidendolo per lungo prima di metterlo nella caraffa) o dei chiodi di garofano. Anche per la frutta vi potete sbizzarrire: le fragole e l'uva non ci stanno per niente male.
Spesso viene allungata con soda o gazzosa. A me piace così com'è!

Per quanto riguarda il liquore da aggiungere, sconsiglio caldamente la vodka, in quanto non ha un vero e proprio sapore, aumenterebbe solo il grado senza conferire al cocktail nient'altro. Anche il whiskey secondo me non si sposa troppo bene con la sangria, avendo un sapore molto deciso e spesso torboso. Ma c'è a chi piace anche così.
Invece, il brandy darà un gusto corposo, il rum addolcirà ulteriormente (personalmente io uso il rum giamaicano Myer's, che ha forti note di vaniglia), il gin darà un tocco inconfondibilmente speziato e pungente. Per accentuare il sapore agrumato usate il Cointreau, per renderlo più dolce e corposo il Grand Marnier.

E se volessimo farci un bicchiere di sangria al volo, tanto per gradire?
E' un po' meno semplice, visto che dovrete tagliare della frutta che andrà consumata entro breve (non si butta via nulla!!!).
Comunque sia: mettete in un bicchiere (a me piace farlo in un calice a coppa, ma anche un old fashioned o un tumbler basso vanno più che bene) tre o quattro cubetti di ghiaccio, aggiungete un cucchiaino di zucchero e un goccio di liquore.
Spremeteci del succo di arancia, colmate con il vino e mescolate bene.
Guarnite con una scorzetta o fettina della suddetta arancia insieme a una fetta di mela o pesca. Se volete aggiungete soda, gazzosa o acqua tonica.

Provatelo anche voi, è uno dei miei cocktails preferiti. Occhio però che dà dipendenza.

Holidays cocktails

Oggi cocktails per tutti

Come già detto è quasi Natale e lo stress mi ucciderà, prima o poi.
Spero di arrivare a capodanno, visto che è in programma una festicciola carina tra pochi intimi, e potrò cimentarmi di nuovo in una delle mie grandi passioni: preparare cocktails.
Fare il barman mi manca parecchio.
comunque, vsto che si è all'insegna del risparmio, ho fatto una cernita di bottiglie "da finire" tra quelle del mio piccolo bar personale, e mi sono messo a elaborare qualche drink per capodanno. Che ora condivido con voi.
Sbizzarritevi pure guarnendoli con bordi brinati, stecche di zucchero, frutta varia e chi più ne ha più ne metta!

GOOD PURPOSE
  • 6/10 Succo ananas
  • 4/10 Succo ace
  • Un cucchiaino di sciroppo di melograno
I buoni propositi per l'anno nuovo non prevedono alcolici. Quindi partiamo con una cosa tranquilla. Shakerate i succhi con abbondante ghiaccio finché l'ananas non diventa spumoso, versate in un bicchiere da long drink e aggiungete un goccio di granatina.

SANTA CLAUS
  • 3/10 Liquore di lampone
  • 4/10 Succo ananas
  • 3/10 Panna montata
  • Un cucchiaino di sciroppo di melograno
Continuiamo con uno di quei drink dolciosi che a me non piacciono ma che in media vengono grandemente apprezzati. Shakerate tutto con il ghiaccio, versate in un calice da vino rosso e guarnite con un altro po' di panna montata e un ulteriore goccio di granatina. Fate i buoni.

TROPICAL HOLIDAYS
  • 6/10 Succo ananas
  • 3/10 Liquore mango
  • 1/10 Rum bianco
Se l'inverno vi sta stretto, provate questo: shakerate tutto e versate in un bicchiere da long drink. Se vi va, guarnite con una fettina di arancia o qualche cubetto di ananas e immaginatevi su una spiaggia caraibica.

JOLLY DAY
  • 5/10 Aranciata
  • 3/10 Liquore di pesca
  • 2/10 Liquore lampone
Per un capodanno allegro, dolce e frizzantino, mescolate in bicchiere da long drink l'aranciata e il liquore alla pesca, quindi aggiungete il liquore al lampone e dategli una bella sfumatura rossastra.

CHOCOLATE PRESENT
  • 2/3 Liquore al cioccolato
  • 1/3 Vodka
Un piccolo regalo dolce dolcissimo, come un cioccolatino ripieno al liquore. Versate in un bicchiere da shot e gustatevelo in un colpo solo, oppure sorseggiatelo lentamente. Si sa, ognuno mangia i cioccolatini a modo suo.

BYE BYE
  • 1/5 Succo ace
  • 3/5 Liquore pesca
  • 1/5 Liquore lychee
 Un cocktail per dimenticare tutte le cose pessime successe in quest0ultimo anno e per salutare quelle buone. Versate in un old fashioned con ghiaccio, aggiungete una fettina di arancia e lasciatevi tutto alle spalle.

NEW YEAR IN MOSCOW
  • 4/5 Spumante
  • 1/5 Vodka liscia, o aromatizzata
Lo spumante non poteva mancare. Eccoci al pezzo forte: versate la vodka che preferite (liscia per gli stomaci forti, aromatizzata per tutti gli altri, o per chi vuole dare un tocco di colore), aggiungete lo spumante, guarnite con una ciliegina al maraschino e brindate all'anno nuovo!

Opal Nera

Come to the Dark Side, we have Opal Nera

Mai sentito parlare dell'Opal Nera? Se bazzicate l'ambiente dei superalcolici da un po' forse si, altrimenti con tutta probabilità no.
Quindi, stasera vi faccio conoscere questo italianissimo liquore, che ormai spadroneggia in più di 30 Paesi, arrampicandosi ai primi posti nelle vendite non solo della sambuca nera, ma della sambuca e basta.
Si, perché non è altro che una revisitazione moderna della tradizionale sambuca italiana, il nostro liquore a base di anice, tanto dolce quanto forte.
Ma cos'ha di tanto speciale questa sambuca?

Innanzi tutto, il colore.
Non esiste al mondo un liquore che abbia lo stesso colore di questo. E' nero, nerissimo, con riflessi che variano a seconda della luce, ma che principalmente danno sul viola. E non è frutto di coloranti da quattro soldi, è ottenuto naturalmente dalla distillazione degli ingredienti. E anche se diluito, il colore non cambia... anche questo fa parte del suo fascino.

Poi, il profumo.
Oltre all'odore pungente della sua sorellina bianca, l'Opal Nera ha una nota più intensa e profonda, un odore più dolce, speziato e avvolgente. Sta lì a dirti "bevimi, bevimi! ...non mi hai ancora bevuto?! Cretino.".

Quindi, la consistenza.
La sambuca di per sé è un liquore abbastanza denso. Questo lo è ancora di più. E' cremoso, vellutato, senza però appiccicarsi al palato come quasi tutte le creme liquorose. Anche qui dipende dal fatto che non c'è l'aggiunta di panna, latte o addensanti.

Infine, il sapore.
Dentro ci trovate anice stellato, anice cinese, anice verde italiano, fiori e bacche di sambuco, cannella, limone e liquirizia.
L'anice predomina, ma è accompagnato da liquirizia, bacche, cannella e una punta fresca di limone che non guasta mai. Vi resterà a lungo sul palato una sensazione dolce ma non stucchevole... e in gola e nello stomaco questo liquore vi ricorderà che nonostante tutto ha un volume alcolico del 40%.
Ed è ottima in ogni modo, contesto e momento decidiate di berla. E' ottima liscia, è ottima con abbondante ghiaccio, è ottima bollente, è ottima nei cocktails ed è ottima nel caffè.

Vi lascio con qualche semplice ricettina, anche se io la preferisco liscia.

BLACK MAGIC

  • Opal Nera
  • Batida De Coco
In uno shot di Opal Nera, versate poche gocce di Batida De Coco. Se fatto nel modo giusto otterrete un cocktail a strisce bianche e nere di sicuro effetto.

ITALIAN GENTLEMAN
  • 30ml Opal Nera
  • 10ml Amaretto
Dolce, dolce, con note di mandorla. Servite in uno shot.

PINK ELEPHANTS ON PARADE
  • 30ml Opal Nera
  • 30ml Vodka
  • 30ml succo di fragola
  • 60ml succo di lime
Leggermente più aspro, ma niente di serio. Shakerate bene e servite in un thumbler alto con ghiaccio tritato.

Siete ancora lì? Procuratevi una bottiglia e assaggiate. Non è nè facile da trovare nè economica, ma la ventina di beuri che spenderete li varrà tutti.

Prussian Winter & Refined Austrian

Cannella vs Ciliegia!

Oggi non ho molto tempo, quindi vi propongo un argomento di cui mi è facile parlare: i cocktails.
Ho lavorato per un paio d'anni come barman e resta una mia grande passione.

Ordunque! Stasera vi propongo due cocktails che non potrebbero essere più diversi tra loro: il Prussian Winter e il Refined Austrian. Il primo farà la felicità di tutti coloro che soffrono il freddo; con le temperature che si stanno abbassando così in fretta è necessario qualcosa che scaldi la pancia. Il secondo ha un sapore molto particolare: estremamente aromatico e speziato, non piacerà a tutti.
Per entrambe le ricette vi propongo delle minime varianti che ho apportato secondo il mio gusto personale.

Ma veniamo al primo candidato.

PRUSSIAN WINTER
  •     90 ml Succo di mirtillo rosso
  •     10 ml Miele
  •     5   ml Succo di limone
  •     45 ml Schnapps alla cannella
  •     una stecca di cannella
Prima di tutto... cos'è lo Schnapps? E' un distillato (bianco o aromatizzato), di origine tedesca o scandinava, ma gli americani si sono messi a produrne pure loro. Che differenza passa tra i due?
Quello tedesco è distillato a partire dalle patate e dal mosto di frutta, ottenendo così un liquore naturalmente aromatizzato, viene imbottigliato senza zuccheri aggiunti e ha una gradazione alcolica intorno al 40%.
Quello americano è ottenuto da un istillato neutro mescolato ad aromatizzanti alla frutta e viene imbottigliato aggiungendo zucchero e spesso glicerina, il che gli conferisce una consistenza sciropposa. A seconda di quanto zucchero e quanto sciroppo di frutta viene aggiunto la gradazione alcolica oscilla tra il 15% e il 40%.
Inutile dirlo: se potete evitate le porcherie americane, crucco is better.
E se non trovate lo Schnapps? Niente paura: il sapore del distillato liscio è simile alla vodka, così come la gradazione. Armatevi quindi di vodka e cannella in polvere.

La preparazione è semplice: mescolate in un pentolino il miele, il succo di mirtillo e quello di limone finché non saranno perfettamente amalgamati (e bollenti). Quindi versateli in una tazza da caffè insieme allo Schnapps freddo (o alla vodka), mescolate con la stecca di cannella e servite.
Per chi usa la vodka: dategli una spolverata di polvere di cannella dopo aver mescolato.

In entrambi i casi io (che della cannella sono un patito) la aggiungo in polvere. Se ve la sentite potete provare a dar fuoco alla superficie: la spezia conferirà alla fiamma una tonalità azzurra di sicuro effetto e un gusto leggermente tostato (se la cosa è fatta a dovere).

Ora avrete pronto un cocktail che scalderà tutte le vostre giornate invernali, con un spore che ricorda una torta alla ciliegia... con quel pizzicorino cannelloso che non fa mai male e un gusto alcolico assolutamente non invadente. Unico appunto: potreste abusarne, proprio perché sembra così leggero. Se lo farete, vi stenderà, garantito.
E se non siete amanti dell'alcol... non aggiungetelo. E' ottimo anche come cocktail analcolico: aggiungete più mirtillo per un sapore più fresco o più miele se preferite il dolce.

Passiamo ora al cocktail che è il suo esatto opposto.

REFINED AUSTRIAN
  • 40 ml Monopolowa Austrian Gin 
  • 40 ml Austrian Brandy 
  • 25 ml Aromatized Lillet Rouge w/Vanilla and Cardamom 
  • 2 cucchiaini Edel Kirsc
  • 3-4 gocce di bitter aomatico (meglio se fatto in casa)
  • una fetta di arancia
Si, gli ingredienti non sono così facili da trovare. Per ovviare ricordate solo che il famoso Gin di Vienna ha un gusto abbastanza secco, potete sostituirlo con un Dry Gin di buona qualità. Così come per il brandy, in Austria ne producono di ottima qualità... ovviate anche voi con un buon prodotto.
Il Lillet Rouge è un vino liquoroso, abbastanza facile da reperire. Trovare quello alla vaniglia e cardamomo è un'altra storia. Io consiglio di prendere quello rosso e ovviare con un baccello di vaniglia e due o tre semi di cardamomo.

...sapevate che vaniglia e cardamomo pare siano le due spezie più care del mondo (dopo lo zafferano)? Del resto, che altro vi aspettavate da un cocktail del genere?

Come bitter (liquore dal gusto vagamente amarognolo) sarebbe meglio averne di fatto in casa. Con l'italianissimo Campari non viene comunque tanto male.
Per finire, il Kirsch è un liquore piuttosto forte (intorno al 45% di grado alcolico), ricavato dalle ciliegie. Anche qui, munitevi i un buon liquore alla ciliegia.

Pronti? Fortunatamente la preparazione è facile. Versate gli ingredienti (se usate vaniglia e cardamomo in baccello e grani, aggiungete pure quelli) in un mixing glass con ghiaccio grossolanamente tritato e mescolate per bene. Più mesolate più il cocktail risulterà freddo e diluito. Non è un male, visto quanto forte è. Filtrate tutto in un bicchiere old fashioned Colmo di ghiaccio... o in una coppa precedentemente raffreddata in congelatore. Completate l'opera guarnendo con una fettina di arancia. A me piace lasciarci qualche granello di cardamomo sul fondo.

Lo so, gli ingredienti sono complessi da trovare e costosi, è un cocktail che per essere buono deve avere dosi minuziosamente corrette e il sapore fortemente speziato non è adatto a tutti i palati. Io lo trovo ottimo, nonostante il grado alcolico davvero elevato e il forte gusto alcolico.

Scegliete quello che più si confà ai vostri gusti e alle vostre tasche e buona degustazione!