No place like home

Staccate la spina, una buona volta

Chiudiamo il mese (pigrissimo) di Luglio in bellezza inaugurando l'ennesima categoria del blog: i giochi online.
Di giochini nel web se ne trovano a palate, ma non sono molti, secondo me, quelli veramente degni di essere provati.La maggior parte sono tower defense, sparatutto, puzzle che per quanto carini e ben fatti lasciano nel cervello il vuoto totale (esattamente quello che c'era prima di aver iniziato a giocarci).
Per fortuna qualcosa di diverso, creativo, innovativo si trova sempre.

Oggi vi parlo di "No place like home". Si tratta di un "escape game", quei giochi dove ci si trova chiusi in una stanza e bisogna cercare di uscirne trovando e utilizzando gli oggetti presenti in essa e spesso risolvendo rompicapo più o meno difficili.
Non sono un grande amante del genere, ma questo mi ha conquistato.
La prima cosa che salta all'occhio è la grafica. Molti giochi di questo tipo hanno una grafica scarna, asettica, che è poco oltre alle quattro linee tracciate con Illustrator. Oppure hanno una grafica 3D, spesso più valida, ma nella maggior parte dei casi del tutto priva di personalità.
Qui invece troviamo una grafica illustrata squisita. I colori predominanti sono i toni seppia, che, insieme alla musica e ai rumori dell'ambiente, contribuisce a creare un'atmosfera onirica, sottilmente inquietante, che, man mano che procediamo con il gioco, riesce a trasmettere una grande malinconia.
Della trama sappiamo poco all'inizio, ma tutto diventa più chiaro con lo sviluppo del gioco. Anche questo è un punto a favore: molti di questi giochi non si basano sulla trama, ma solo sull'obiettivo, ovvero scappare dalla stanza.
Qui no. E' questo il punto forte del gioco: per quanto breve, riesce a mettere in piedi una bella storia, ma anche a creare una stupenda atmosfera.

Inizieremo, come già detto, sapendo poco, ma già nei primi minuti cominceremo a capire. Siamo nei panni di un uomo (donna?), che ha sempre vissuto nel medesimo minuscolo appartamento, che ora è in pessimo stato: carta da parati che inizia a scollarsi, mobili usurati e rovinati.
Il protagonista soffre di insonnia e sembra avere dei problemi di memoria: ma tutto si è sempre risolto prendendo dei farmaci che conciliano il sonno e svuotano la mente da dubbi e ansie.
L'unica compagnia è un televisore che ripete sempre lo stesso film al quale il protagonista, stufo, ha staccato la spina, e un telefono.

Parlando di giocabilità, ho detto che è un gioco breve, ma non che sia facile. Spesso le interazioni sono macchinose e non così immediate, e il fatto che il cursore non cambi forma quando passa su un oggetto con cui è possibile interagire non aiuta.
Le citazioni al Mago di Oz sono ovunque: l'intero gioco è costruito attorno ad esso. Quindi conoscere la storia a grandi linee vi sarà sicuramente di aiuto.

La cosa che mi ha veramente convinto è il messaggio di fondo del gioco.
"Nessun posto è come casa propria". Ma è vero?
Troveremo delle pagine di diario, attraverso del quali seguiremo il flusso di coscienza del protagonista, i suoi dubbi e le sue riflessioni.
E' giusto essere legati alle proprie radici? Sappiamo veramente quali esse siano, o sono solo il frutto di ciò che altri ci hanno insegnato, indotto a credere, verità che abbiamo fatto nostre senza che esse lo siano davvero?
E cos'altro è "casa", se non un insieme di ricordi e sensazioni, piuttosto che un vero e proprio luogo fisico?
Siamo consapevoli della nostra vita, i nostri ricordi sono reali? O almeno concreti?
Quanto tempo passiamo a pensare e quanto a cullarci in un comodo oblio, indotto dai media, dalla società, dagli impulsi subliminali che ci vengono quotidianamente imposti? Possiamo scegliere davvero per conto nostro un luogo, mentale o fisico, da chiamare "casa"?
E soprattutto... in che percentuale siamo padroni delle nostre azioni e dei nostri ricordi?

A voi l'ardua sentenza.

Timmermans Oude Guezue

Un'ottima compagna per l'estate

Proprio ieri sono tornato a gustare una birra che non mi capitava tra le mani da un sacco di tempo: la Timmermans Oude Gueuze.
Purtroppo non è così facile da trovare. L'ho assaggiata mentre lavoravo in pub, un paio di anni fa, e da allora non l'ho più trovata. Prima di riscoprirla, ieri notte, in un pub a due passi da casa. Gioia e tripudio.

Comincio spiegandovi cos'è una "guezue". Sono "lambic", ovvero birre ottenute dalla fermentazione spontanea con lieviti selvatici. Al contrario delle lager e delle ale, insomma, dove i lieviti vengono scelti accuratamente.
La maggior parte delle lambic, inoltre, hanno una buona percentuale di frumento (tra il 30% e il 35%), per il resto da malto d'orzo.
Tornando alla gueuze, è il risultato della miscela di lambic di annate differenti, che può avere risultati molto diversi, e viene spesso definita "lo champagne del Belgio", per il suo essere particolarmente frizzante.
Le caratteristiche generali, comunque, sono un sapore acidulo, spesso fruttato, che lascia spiazzati i consumatori di birra tradizionale.

Per avvicinarsi a queste birre molto particolari, la Timmermans Oude Guezue è un ottimo punto di inizio. Ovvio, se non sapete cosa aspettarvi, vi lascerà comunque almeno sorpresi, ma della categoria è una birra "facile" da capire e da gustare.
La prima cosa che colpisce è l'odore: ha un profumo straordinario, secco ma ricchissimo di note di frutta, incredibilmente delicato e fresco.
Questa birra belga di colore dorato e leggermente torbida ha una gradazione di 5,5%. Che non si sentono assolutamente: il sapore aspro, nel quale predominano le note di limone, e le numerose bollicine vi faranno dimenticare di star bevendo un alcolico. Presenta una schiuma densa ma poco persistente.
In seconda battuta, dopo l'impatto acidulo, arriva un gusto più amaro del previsto, ma comunque non invadente: è comunque un amaro di tipo fruttato, che ricorda scorze di limone e arancia.
Visto che questa birra continua a fermentare per vent'anni dopo essere stata imbottigliata, l'esperienza che ne ricaverete dipende dall'età della bottiglia(che comunque non viene messa in commercio prima di 4 mesi i rifermentazione in bottiglia).
Se trovate una birra giovane, il limone la fà da padrone, dando un gusto acidulo con delle note legnose solo marginali.
Man mano che invecchia, invece, si faranno sentire gusti e odori più marcati.
In entrambi i casi, comunque, lascia in bocca un sapore fresco ma secco.
E' una birra dal sapore selvatico  quasi "crudo", che nonostante tutto, ad un secondo assaggio, rivela inaspettate note dolci.

Per la sua capacità di "pulire" la bocca da altri sapori, io mi sento di consigliarla con cibi dal gusto marcato e pieno, come selvaggina, agnello, cozze, piatti ricchi di burro o formaggi grassi (come taleggio, camambert, brie e Bel Paese).
Sempre secondo il mio umile parere non sta bene abbinata alla pizza, mentre è eccellente anche da bere da sola, soprattutto nel periodo estivo: rinfresca meglio della limonata.

Io vi invito a provarla se siete amanti dei gusti aspri. Se vi piace il sidro sono sicuro che non vi deluderà.
Gustata fredda e appena stappata risulta più frizzante e dissetante, lasciandola riposare e intiepidire un po' (anche se sono del parere che debba comunque essere fredda), sprigiona un sapore più ricco e meno pungente.
L'unica avvertenza è che è fin troppo facile prendersi una sbornia, con questa bestiola: tra il profumo e il sapore, vi farà presto dimenticare di star bevendo qualcosa di alcolico.

Lo Shiba Inu

Piccolo fuori e grande dentro

Avevo accantonato la rubrichina sui cani, ma oggi torno a lavorarci su, e vi parlo dello Shiba Inu.
non è stato troppo difficile raccogliere le informazioni necessarie: negli ultimi anni la razza si è abbastanza diffusa e ho avuto modo di parlare con proprietari e allevatori. Ma cominciamo dal principio.

Lo Shiba Inu è una razza antichissima di origine giapponese, he nonostante le piccole dimensioni veniva impiegata per la caccia di uccelli, daini, cervi, cinghiali e perfino orsi. Il Giappone ha dichiarati questo piccolo cane "tesoro nazionale", e oggi sul suolo nipponico è la razza più diffusa come animale da lavoro e da compagnia.
Le ridotte dimensioni lo rendono infatti adatto anche alla vita in appartamento: i maschi raggiungono i 41cm al garrese, le femmine non superano i 38cm, con un peso che si aggira tra i 9kg e i 13kg. Contemporaneamente il folto mantello ha poco odore ma lo rende adatto a sopportare anche intemperie e climi rigidi.
Insomma, è un cane in grado di adattarsi alla vita in qualsiasi ambiente.
L'aspettativa di vita media va dai 12 ai 15 anni, ma non sono rari i casi di esemplari che vivono fino ai 20.
I caratteristici occhi a mandorla, le orecchie a punta e la coda a ricciolo lo rendono inconfondibile. I colori ammessi sono rosso (il più diffuso), nero focato e sesamo rosso o nero. La focatura bianca sui lati del muso e delle guance, su mascella, collo, torace, pancia e parte inferiore delle zampe è detta "urajiro", e dee essere sempre presente.
Abbaia poco ma lo spiccato istinto territoriale lo rende un eccellente cane da guardia. Altre doti innate, come la lealtà e il coraggio, lo rendono un cane pronto a dare la vita per il padrone.
Con la famiglia stabilisce legami molto stretti, pur esigendo rispetto a sua volta. Tuttavia il suo amore incondizionato andrà ad una persona sola, mentre al resto del nucleo famigliare sarà riservato un affetto accondiscendente e leggermente distaccato.
Dotato di una grande intelligenza, ha un'indole autonoma e indipendente, che può spingerlo a lunghi vagabondaggi e può renderlo inquieto e ombroso se resta chiuso tra quattro mura troppo a lungo.

C'è chi resta incantato da questa razza per il suo aspetto semiselvatico che ricorda quasi una volpe, o per il suo carattere indomito e fiero. Ma padroni e allevatori sono tutti d'accordo: non è un animale facile da gestire.

Igiene:
Il mantello dello Shiba Inu è denso e folto, ma ha la capacità di respingere lo sporco. Quindi è un animale che tende a puzzare poco, oltre alla tendenza tipica della razza di evitare i luoghi sporchi e mantenersi pulita.
Ma l'odore contenuto non cambia il fatto che lo Shiba Inu è soggetto ad una massiccia perdita di pelo nella stagione estiva, che richiede frequenti spazzolate per evitare di trovare pelo per tutta la casa.
Possono risultare insofferenti alla spazzola ed è bene farli familiarizzare presto con questo strumento (soprattutto con il cardatore, necessario per la pulizia di un mantello di questo tipo).
Un'ultima cosa: se vi aspettate un cane morbidoso, sarete delusi. Il sottopelo è effettivamente soffice, ma il mantello vero e proprio, di media lunghezza, è ruvido.

Esercizio fisico:
Lo Shiba è un cane attivo ed estremamente giocoso che ha bisogno di esercizio fisico regolare. La passeggiata e il gioco saranno inoltre di grande aiuto per stabilire un legame con questo animale diffidente, e ne renderanno più semplice l'educazione.
Vista la taglia ridotta, come già detto si adatta anche a vivere in appartamento, ma ha bisogno di almeno un paio di lunghe passeggiate al giorno. Oltre a questo, è necessario dargli almeno una volta a settimana l'opportunità di correre liberamente per sfogare la sua grande energia. L'agility è un'opzione che richiede molta pazienza ma rappresenta un'effettiva soluzione.
Ricordiamoci che è un cane da caccia molto intelligente e che ha bisogno di costanti stimoli sensoriali.
La passeggiata è vitale anche per la socializzazione. Essendo di natura schiva e indipendente, è necessario farli socializzare con il maggior numero possibile di situazioni, luoghi, persone e animali fin da quando sono cuccioli. Una socializzazione inadeguata porterà ad avere un cane ancora più schivo e chiuso in se stesso; nei casi peggiori, mordace.

Educazione:
Questi cani sono molto intelligenti, e non faranno fatica ad imparare a sporcare fuori.
Per tutto il resto, il loro lato ombroso e testardo li rende estremamente difficili da educare ed addestrare. Richiedono un grande impegno e una grande pazienza per potervi dare delle soddisfazioni. Può volerci qualche mese prima che si decidano ad eseguire anche i comandi più basilari, come venirvi incontro quando li chiamate.
Sono perfettamente in grado di apprendere qualsiasi comando o gioco: ma il più delle volte non è una cosa che gli interessi a sufficienza.
Se cercate un cane che riporti la palla o il bastone, che stupisca gli amici dando la zampa, facendo il morto, o anche solo che corra prontamente da voi quando lo chiamate, prendete in considerazione un'altra razza: questi spiriti indipendenti hanno un modo tutto loro di dimostrare affetto e rispetto.
L'educazione si deve basare non su comandi vocali, ma su atteggiamenti e regole a livello più "primitivo". La corretta postura, lo stato d'animo equilibrato, il linguaggio del corpo, regole rigide rispettate da tutta la famiglia sono la base corretta per farvi ascoltare da uno Shiba Inu. Vezzeggiarlo, coccolarlo o peggio ancora arrabbiarsi e urlare non serviranno a nulla.
Pensateci bene e parlate con tutta la famiglia prima di portarne a casa uno: per l'equilibrio mentale del cane (un po' di tutti, ma di questo in particolare), è necessario che tutto il nucleo famigliare si comporti con lui allo stesso modo, imponendo le stesse regole.
Il carattere forte dello Shiba lo porta ad essere dominante: educazione, una corretta e rigida gerarchia e socializzazione sono indispensabili per smorzare il suo lato territoriale che può portarlo ad essere iperprotettivo verso ciò che considera suo (cose, persone, luoghi): e una territorialità eccessiva sfocia in aggressività. Tende ad essere poco tollerante nei confronti di altri animali e bambini.
Sappiate che è un cane temerario che non ha paura di combattere, ma la sua piccola stazza può portargli grossi guai se dovesse attaccare briga con animali più grossi.

Attenzione a:
Si tratta di una razza robusta che non soffre il freddo e non teme le intemperie, ma può avere qualche problema in ambienti troppo caldi e umidi. Pertanto, nella stagione estiva, è necessario che abbiano a disposizione un luogo fresco.
Può soffrire di allergie che sfociano in dermatiti, ma sono casi abbastanza rari.
Molto più comuni sono invece i problemi di displasia all'anca e lussazione alla rotula: scegliete un allevatore competente.
In ogni caso, ha molti meno problemi della maggior parte delle razze: si tratta di un cane primitivo con un patrimonio genetico solido.

Cose poco piacevoli:
Come già detto, sono cani dal carattere difficile che se non educati e socializzati in modo adeguato, possono diventare cupi, chiudersi in sè stessi o sviluppare una certa aggressività.
Se non vengono fatti sfogare, possono riversare la loro energia sull'ambiente che li circonda, devastando casa e giardino: la loro intelligenza li rende inoltre in grado di escogitare un numero infinito di dispetti pensati a puntino per voi.
Concludo con una cosa che non è "poco piacevole", ma può comunque lasciare spiazzato qualcuno che cerca l'idilliaco rapporto cane/padrone: il comportamento dello Shiba è molto simile a quello di un gatto. Non è il cane che vi accoglierà in casa saltandovi addosso e facendovi mille moine: vi darà un benvenuto discreto, ma le sue manifestazioni di affetto sono sempre contenute. Non è un cane espansivo.

In conclusione, lo Shiba Inu è un cane riservato e indipendente, sconsigliato a chi non abbia già esperienza in ambito cinofilo.
E' vero che in Giappone è estremamente diffuso, ma da quelle parti anche l'approccio alla vita è completamente diverso.
Se invece cercate un compagno fedele e silenzioso con il quale instaurare un rapporto di reciproco rispetto e che sia in grado di insegnavi davvero cosa siano l'impegno (da parte vostra) e la devozione (da parte sua), potete farci un pensierino. Porterete a casa vostra un pezzetto di Giappone, filosofia inclusa.
Sappiate infatti che per almeno dodici anni "pazienza, costanza, disciplina" dovranno essere la vostra nuova filosofia di vita.

La croce celtica ( lettura )

E come promesso, stasera vediamo una lettura
Ieri vi ho spiegato come leggere la Croce Celtica, rimandando un esempio di lettura a stasera. Eccomi quindi, a esporre anche a voi, passo passo, questa mano di carte (sono lì sopra) che rispondono ad una domanda generica, ovvero "vorrei sapere qualcosa sulla mia vita sessuale nel futuro prossimo".

1. Situazione attuale - La Temperanza
Partiamo già con un Arcano Maggiore. La Temperanza è un'ottima carta in questa posizione, in quanto indica equilibrio e tranquillità. Attualmente i desideri della consultante non sono smodati e si sente serena, sia emotivamente che a livello fisico.

2. Contrasti - La Fortuna

La Fortuna non indica grosse complicazioni nel futuro immediato. L'equilibrio potrà diventare più instabile ma verrà comunque mantenuto. Sono in arrivo delle possibilità e delle tentazioni, ma questa carta è una ruota che gira e che porta sempre avanti.

3. Destino  - Il Matto rovesciato

In questa posizione il Matto non è una carta così buona, visto che indica un vero e proprio "dare di matto", associato ad irresponsabilità, rassegnazione e superficialità. Forse la situazione attuale di calma non è dovuta ad un reale equilibrio interiore, ma piuttosto ad un blocco degli istinti (il Matto non conosce censure e non è pudico), o a paure che non si riescono a vincere.

4. Passato - Sei di Spade
Le Spade parlano sempre di ansie e conflitti. Nel passato remoto della consultante ci sono state ansie, crisi e forse problemi di salute. Può indicare anche una dipendenza di qualche tipo. In ogni caso, uno o più di questi fattori hanno contribuito a creare la situazione attuale, e vanno compresi per sbloccarla.

5. Influenze recenti - Due di Bastoni
Il Due di Bastoni è una carta che indica la coppia (insieme agli altri 2 in generale). E' sempre duplice, può indicare un rapporto, un'alleanza, ma anche dei dubbi. In relazione alle altre carte, recentemente la consultante ha avuto delle possibilità (mancate o deludenti), che l'hanno resa incerta.

6. Futuro prossimo - Il Carro rovesciato
Il Carro così rovesciato è un monito molto forte. Avvisa di scelte sbagliate e di prendere un altra strada. La consultante va verso un fallimento. Avvisa anche di non abusare del proprio corpo e di non convincersi di sapere ciò che si sta facendo, perché non si è in grado di affrontare realmente la strada intrapresa.

Il quadro generale fornito dalla croce è abbastanza chiaro. A livello sessuale la consultante non sa bene cosa vuole, pur ostentando un equilibrio interiore ed esteriore, che è però ancora precario (e reso ancora più instabile dagli avvenimenti passati). Per evitare crisi è necessario agire con criterio e prudenza, senza barricarsi dietro ad un viso impassibile ma valutando bene le opportunità che verranno avanti (il Carro "porta cose", nel bene e nel male).

7. Il Consultante - Il Sole rovesciato
Il Sole in questa posizione si ricollega direttamente alla Temperanza. Anche rovesciato, è comunque favorevole. La consultante si sente tranquilla all'interno dell'ambiente attuale, ma c'è una leggera insoddisfazione e si sente sola. Dovrebbe guardarsi di più attorno, perché dietro alle nuvole il sole continua a brillare, è solo offuscato (ovvero, ci sono possibilità che la circondano). Ritorna, comparandolo alla prima carta e alla situazione della prima parte della croce, l'equilibrio di tranquillità ostentata/irrequietezza di fondo.

8. L'ambiente - Re di Bastoni
Io mi approccio alle carte in modo non solo tecnico, ma anche figurativo. Questa carta dice da cosa è influenzata la consultante e che cosa cerca intorno a lei. Qui abbiamo un uomo con un bastone (e mi sembra sufficientemente allusivo senza aggiungere altro). In senso più tecnico, rappresenta una persona matura, intelligente, decisa ma cortese. E' l'uomo forte che deve solo a se stesso il suo successo: il partner ideale.

9. Sfera intima - Fante di Coppe rovesciato
Le Coppe parlano spesso di amore e famiglia. Il Fante è l'amante giovane, ispirato ma inesperto. Così rovesciato indica che la consultante non crede più in questi valori, e in fin dei conti non è sicura di volere un uomo al proprio fianco. Aspira a trovare qualcuno, ma non si fida degli altri. Di nuovo, insicurezza emotiva.

10. Responso finale - L'Eremita
Questa lettura si apre e si chiude con due Arcani Maggiori. L'Eremita consiglia di aspettare e di avere pazienza, di far luce sul proprio passato prima di avventurarsi nel futuro. Se la consultante non riuscirà a trovare un migliore equilibrio emotivo e a staccarsi definitivamente dal passato non riuscirà ad avere soddisfazioni (sia dal punto di vista sentimentale che sessuale), anche se si presentassero delle opportunità.

In generale, quindi, torna ancora una volta il tema dell'equilibrio apparente. Tutta la lettura indica delle ferite non ancora guarite che stanno impedendo o impediranno alla consultante di godersi le esperienze a venire.
E' inutile far finta che vada tutto bene, qualcosa che punge e blocca c'è ancora. Si risolverà con il tempo o con l'impegno.

Vi avevo detto che si trattava di una lettura lunga e non così immediata. Ma vi assicuro che è in grado di dare moltissime informazioni, se avrete la pazienza di interpretarla.

La croce celtica (schema)

Avevo sempre ignorato questo metodo, senza sapere cosa mi perdevo

Quanto era che non proponevo un metodo di lettura dei Tarocchi? Un po'.
In questo periodo ho continuato a sperimentare, ma non avevo ancora trovato un metodo che mi andasse a genio o che mi fornisse informazioni che altre letture non fossero già in grado di darmi.

Questo perché non mi ero ancora avvicinato alla Croce Celtica. E' un metodo a dieci carte più complesso di quelli che vi ho già proposto, ma fornisce una lettura completa e si adatta sia a quesiti specifici che ad un più banale "cosa mi riserva il futuro?" in generale o in un ambito specifico.
E' uno dei metodi di lettura più antichi e più utilizzati, e ora che l'ho provato, ne comprendo il motivo.
Il fascino di questa lettura sta soprattutto nel fatto che tutto il gioco verte attorno ad un nucleo ben preciso: la situazione presente. Ad ogni lettura infatti io tengo a precisare al consultante che le carte non danno un responso decisivo, ma rispondono secondo il passato e il presente: il fato è un flusso di eventi mutevoli e plasmabili dalle nostre azioni.
Pertanto i Tarocchi non spingono mai all'accettazione passiva, ma danno avvertimenti e invitano sempre a migliorare sè stessi, per essere davvero padroni del proprio destino. Questo li rende antipatici alle religioni che predicano di accettare il proprio destino, in quanto Dio vede e provvede (non mi spingo oltre nel discorso e resto sul qualunquismo della domenica -per quanto sia martedì-, altrimenti non la finisco più).
Sia per il fatto che il gioco è complesso sia perché sono fisicamente e mentalmente spompato, questa volta non vi farò un esempio di lettura (ma arriverà domani, tranquilli), e mi limiterò a spiegarvi la modalità di interpretazione.

Le carte formano la croce (verde) e l'asta (blu)

Lo schema è composto da dieci carte disposte a formare l'immagine di, appunto, una croce celtica: sei carte a comporre la croce e quattro a formare l'asta.
Per motivi di comodità, la croce e l'asta vengono poste l'una vicino all'altra.


Potete usare i soli Arcani Maggiori oppure tutto il mazzo. In via del tutto eccezionale io preferisco la seconda opzione: gli Arcani Minori danno più dettagli e più sfumature, inoltre saltano subito all'occhio i punti cruciali della lettura, laddove comparisse un Arcano Maggiore.
Dopo aver mescolato il mazzo nel modo che preferite, disponete le arte secondo lo schema in figura. Passate quindi a scoprire le prime sei, mentre le restanti quattro (l'asta), resteranno coperte.

1. Situazione attuale
La prima carta rappresenta sia il consultante dal lato fisico e spirituale, sia l'ambiente che lo circonda in senso generale.
2. Contrasti
La seconda carta è il futuro immediato ed evidenzia soprattutto le difficoltà e gli ostacoli ai quali il consultante andrà incontro, ma anche le realizzazioni positive.
3. Destino
La terza carta dà la conclusione del primo ciclo di carte: è la conseguenza della situazione attuale e degli immediati contrasti, una sentenza.
4. Passato
La quarta carta evidenzia avvenimenti lontani nel passato che hanno contribuito a creare la situazione attuale e che tutt'ora la influenzano.
5. Influenze recenti
La quinta carta rappresenta gli avvenimenti del passato recente o che sono ancora in corso e che hanno stretti legami con la situazione corrente.
6. Futuro prossimo
La sesta carta indica tutti gli avvenimenti e i mutamenti del futuro prossimo. Cronologicamente, si colloca tra la seconda e la terza carta, ovvero tra il futuro immediato e il destino finale.

Solo dopo la lettura attenta delle prime sei carte, si può passare a scoprire le restanti quattro, che sono soprattutto di ausilio e di chiarificazione, qualora ci fossero aspetti poco limpidi.
7. Il consultante
La settima carta chiarisce in modo più accurato la posizione del consultante all'interno della situazione corrente, non in termine di emozioni, ma proprio di posizione: può parlare delle sue inclinazioni e rivelare se si trova in una posizione favorevole o meno.
8. L'ambiente
L'ottava carta descrive in modo più dettagliato le influenze che il consultante ha sull'ambiente esterno: cosa influenza, da cosa è influenzato, o di cosa va alla ricerca in senso materiale.
9. Sfera intima
La nona carta sono le emozioni recondite del consultante, i suoi veri desideri o paure. Al contrario dell'ottava, questa rivela cosa influenza il consultante dall'interno.
10. Responso finale
La decima e ultima carta è la somma di tutto ciò che si è visto ora: rappresenta una sintesi chiara e allo stesso tempo fornisce preziosi consigli.

All'inizio può risultare complicato interpretare dieci carte, ognuna con un ruolo ben preciso. Ma bisogna ricordarsi che sono allacciate tra loro da legami logici e l'una può aiutare l'interpretazione dell'altra.
Così come, ad esempio, la sfera intima del consultante (ottava)è strettamente legata al passato recente (quinta), così la situazione del consultante (settima) va a chiarificare lo stato attuale delle cose (prima), o si possono usare le carte inerenti all'ambiente e al responso (settima, ottava e nona) per dare consigli a riguardo degli immediati contrarti e del futuro prossimo (seconda e sesta).

E' uno schema stimolante nel quale è possibile cercare numerose connessioni e aiuti interpretativi. Come già detto non è così semplice e immediato, ma dà le sue soddisfazioni.

Blonde brownies

Non avete idea di quanto goduriosi siano

I brownies sono la maledizione della mia famiglia. Nessuno resiste a quei fottuti dolcetti, nemmeno i gatti. Bisogna tenere la porta della cucina chiusa altrimenti diventano insopportabili.
Dopo un bel po' di ricerche e di tentativi, sono riuscito a trovare una ricetta per prepararne la versione bianca. Ho dovuto adattarla un po', visto che arriva dritta dall'America, e certi ingredienti qui in Italia non si trovano, soprattutto gli agenti lievitanti che usano da quelle bande.
Il dolce consiste in uno strato di impasto burroso, uno di biscotti e a coprire il tutto un terzo strato di impasto più denso (molto simile come consistenza a quello dei classici brownies).
Il procedimento è semplice, ma più laborioso dei brownies tradizionali, soprattutto perché prevede due tipi diversi di impasto da assemblare in ultima, e di conseguenza parecchie stoviglie e ciotole da lavare alla fine. Ma ne vale la pena.
So già che qualcuno mi odierà  per le dosi in tazze. Si riferiscono alle classiche "mug", le tazze americane da caffè (quel caffè orribile e allungato che si bevono loro).

Per lo strato inferiore
  • 1/2 tazza di burro ammorbidito
  • 1/4 di tazza di zucchero di canna
  • 3/4 di tazza di zucchero bianco extrafine
  • 1 uovo
  • 1 tazza e 1/4 di farina
  • 1 pizzico di sale
  • scorzetta grattugiata di arancia, limone o aroma in fiala

Per lo strato superiore
  • 1/2 tazza di burro fuso
  • 1 tazza di zucchero di canna
  • 1 tazza abbondante di farina
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • scorzetta grattugiata di arancia, limone o aroma in fiala
  • 1/2 tazza di frutta secca macinata grossolanamente (facoltativo) o scagliette di cioccolato bianco.

Per lo strato di biscotti
La ricetta originale prevede degli Oreo bianchi, ma per i miei gusti è decisamente troppo. Non come calorie, che tanto è una ricetta ipercalorica comunque, proprio come sapore. Viene troppo, troppo dolce.
Io vi propongo due soluzioni. Scegliete quella che preferite.
  • biscotti da latte (tipo Oro Saiwa)
  • biscotti al burro (meglio se gli shortbread della Walkers, anche se costano un po'. In alternativa anche i biscotti danesi vanno più che bene).

1. Base
Con un mixer o una frusta, mescolate insieme il burro e i due tipi di zucchero fino ad ottenere una crema soffice e più leggera possibile.
In una ciotola a parte, sbattete l'uovo finché non inizierà a fare le bolle, poi incorporatelo delicatamente alla crema di burro. Aggiungete l'aroma scelto (arancia, limone, vaniglia) e il sale.
Setacciate insieme lievito e farina e incorporate anche questi, con delicatezza, mescolando finché l'impasto non risulterà omogeneo.

2. Strato superiore
Il procedimento è il medesimo, quindi limitatevi a ripetere. Alla fine, aggiungete la frutta secca o il cioccolato, mescolando delicatamente.
In entrambi i casi, se l'impasto vi sembra troppo denso aggiungete un goccio di latte; viceversa, se è troppo liquido, aggiungete farina. Pian piano, si fa presto a scivolare con le dosi (soprattutto con il latte)!

3. Assemblare
Accendete il forno a 180°.
Rivestite una teglia da forno quadrata con il lato di circa 22 centimetri  con della carta da forno (vabbè, non facciamo gli architetti qui, è una misura approssimativa, anche se la teglia è rettangolare o con misure leggermente diverse non esploderà la casa). Imburratela (poco!) e infarinatela (poco!).
Stendete la base in modo uniforme.
Formate lo strato di biscotti usando, come già detto, i biscotti da late o quelli al burro. Se usate i primi, vi consiglio di darci una spennellata con del latte (anche qui: poco!). Basta uno strato solo.
Ricoprite il tutto con lo strato superiore, premendo leggermente perché riempia gli spazi tra i biscotti e livellandone la superficie.
Infornate il tutto a 180 per 30-35 minuti. Passato questo lasso di tempo, provate a infilzare l'impasto con uno stuzzicadenti, al centro: se lo stecchino non è asciutto, lasciate cuocere altri 5 minuti.

Una volta pronti, sfornate, lasciate raffreddare e tagliate a cubetti.
Buon colesterolo.

Piante aromatiche

Adotta una piantina aromatica anche tu!

Uno dei primi passi verso una minima autonomia dal supermercato, è quella di iniziare a coltivarsi le cose in casa. Tenere dietro ad un orto è impegnativo e richiede molto tempo, oltretutto non tutti dispongono dello spazio sufficiente.
Ma perché non iniziare con qualche piantina di erbe aromatiche?
La coltivazione è semplice, richiedono davvero poche cure, e fa sempre piacere (oltre che giovare alla salute) arricchire i propri piatti.
Oggi quindi vi parlo di come coltivare in vaso salvia, rosmarino, basilico e alloro, le quattro piante più comuni e più utilizzate nella cucina italiana.

Premetto dicendo che a parer mio è sempre necessario trapiantare la piantina, dopo averla comprata dal vivaista o fioraio: i vasi in dotazione, per motivi di spazio, sono molto piccoli e la pianta ne soffre. E' facile che vi muoia o che produca foglie poco odorose.
Sono tutte piante che non amano i terreni paludosi e il ristagno idrico: è importante procurarsi dei vasi forati con sottovaso, per permettere all'acqua in eccesso di essere drenata.
Quando innaffiate, fatelo direttamente sul terreno e mai sulle foglie, perderebbero l'aroma (ameno in parte).

SALVIA
La salvia è una tra le piante aromatiche più diffuse e ha molteplici utilizzi. Una volta che ha attecchito è robusta e facile da coltivare, mentre partire da zero è un po' più complicato.
Partire dal seme
Se intendete iniziare dai semi, potete farlo all'inizio della primavera se li tenere in casa, o verso la fine se sono destinati all'esterno, in quanto hanno bisogno di una temperatura intorno ai 18°C. Mantenete il vaso all'ombra e il terriccio sempre umido con uno spruzzino.
Sono semi che crescono con difficoltà, seminatene parecchi. E' possibile coprire il contenitore con un telo di plastica trasparente per mantenere la temperatura costante.
Dopo che le piante hanno germogliato, togliete il telo e man mano che crescono date loro un'esposizione alla luce sempre più lunga (ma mai direttamente al sole).
Quando saranno abbastanza grandi si potranno trapiantare.
Partire dalla piantina
Questa pianta dà il meglio di sè se coltivata a terra e non in vaso. La coltivazione in vaso è possibile, scegliendone uno alto sui 25 centimetri e sufficientemente ampio. E' fondamentale trapiantarla, quindi, una volta acquistata: il vasetto in cui la troverete sarà decisamente troppo piccolo e la pianta ne soffrirà.
Usate un terriccio universale, neutro oppure leggermente calcareo, senza compattarlo eccessivamente: un buon drenaggio è importante.
Annaffiare
Il terreno va mantenuto leggermente umido, ma annaffiato con moderazione. La salvia risente molto del ristagno, che spesso la fa morire. Tollera anche la siccità, quindi aspettate che il terreno sia asciutto prima di innaffiare i nuovo.
Posizione
Questa pianta ama il caldo e il sole, quindi la posizione ideale è dove può usufruire del maggior numero possibile di ore di luce. L'ideale è un posto che sia anche ben aerato. Al contrario, tollera poco il freddo e gli inverni lunghi.
Potatura
Dopo la fioritura, ovvero alla fine dell'estate, è bene potarla drasticamente per favorirne la crescita e predisporla al letargo invernale. Dopo quattro o cinque anni la pinta inizia a produrre meno aromi ed è opportuno sostituirla.

ROSMARINO
Il rosmarino è il migliore compagno per arrosti e grigliate (ma non solo). E' una pianta poco schizzinosa, alla quale basta avere spazio a sufficienza per crescere.
Partire dal seme
Vale quanto detto per la salvia, con qualche modifica:
Effettuate la semina in primavera se li tenere in casa, o verso la metà/fine se destinati all'esterno, necessitano di una temperatura intorno ai 15°C. Mantenete il vaso all'ombra e il terriccio sempre umido con uno spruzzino.
E' possibile coprire il contenitore con un telo di plastica trasparente per mantenere la temperatura costante.
Dopo che le piante hanno germogliato, togliete il telo e man mano che crescono date loro un'esposizione alla luce sempre più lunga (ma mai direttamente al sole).
Quando saranno abbastanza grandi si potranno trapiantare in un terriccio adatto ad una pianta adulta.
Partire dalla piantina
Anche per lui è necessario rinvasarlo in un vaso alto e ampio, vista la sua insofferenza per gli spazi angusti. La cosa migliore sarebbe coltivarlo a terra.
Come terreno, questa pianta robusta non ha particolari esigenze e si adatta a stare un po' ovunque. L'unica caratteristica importante è che il terreno sia ben permeabile per evitare ristagni idrici, che il rosmarino detesta.
Annaffiare
Il rosmarino ama i terreni asciutti. E' consigliabile annaffiare poco e spesso, con più frequenza durante la fioritura (da marzo a ottobre).
Posizione
Anche al rosmarino piacciono sole e caldo. Gradisce starsene in pieno sole e all'aria aperta, non è possibile tenerlo chiuso in appartamento.
Potatura
Non è necessario potarlo con cattiveria, basta togliere i rami secchi e, in primavera, tagliala in altezza per favorire la crescita "a cespuglio" (contate che può raggiungere anche i due o tre metri di altezza, non è una pianticina).

BASILICO
Il basilico è presente in tantissimi piatti della cucina italiana, e ha un aroma fresco che si accompagna bene con molti sapori diversi. Con qualche accorgimento, coltivarlo è davvero semplice.
Partire dal seme
Se volete acquistare dei semi e non una piantina, provvedete alla semina a partire da marzo se avete una piccola serra o le temperature sono piuttosto miti, mentre da metà maggio in poi per la semina all'aperto. I semi hanno bisogno di una temperatura di minimo 15°C per svilupparsi a dovere.
Quando avranno sviluppato la prime tre o quattro coppie di foglie si possono trapiantare le piantine lasciando una trentina di centimetri tra una e l'altra, o in vaso.
Finché non attecchiranno è necessario annaffiarle costantemente.
Partire dalla piantina
Se avete acquistato una piantina di basilico, ci sono un paio di cose che dovete fare. Trapiantatela in un vaso alto 20-25 centimetri, aggiungendo del terriccio universale, per permettere la futura crescita.
Annaffiare
Il terreno deve risultare leggermente umido, provvedete ad aggiungere acqua solo quando vi sembra troppo secco.
Posizione
Questa pianta ha bisogno di stare al sole. Però, per avere delle foglie più grandi, la pianta deve essere in ombra nelle ore più calde, in quanto troppo sole incentiva la fioritura, periodo nel quale le energie della pianta si concentrano nella produzione di fiori e di conseguenza le foglie risultano più piccole e meno profumate.
Potatura
Tagliate i rametti dopo la sesta coppia di foglie, altrimenti la pianta inizierà a produrre gemme e fiori e, come già detto, perderà l'aroma delle foglie.

ALLORO
Finiamo con l'alloro, altra pianta aromatica estremamente diffusa e, come le altre, facile da coltivare.
Partire dal seme
Ecco, qui ve lo sconsiglio proprio. I semi di alloro devono essere "scarificati", ovvero va tolta la parte esterna con un coltellino ben affilato: è un'operazione lunga che richiede molta pazienza. Inoltre, si rischia di rovinare il seme stesso. Inoltre, i semi sono soggetti agli attacchi dei funghi. Lasciate perdere, non ne vale proprio la pena.
Partire dalla piantina
Anche se preferisce starsene a erra, se volete tenerlo in vaso procuratevi, come per il rosmarino, un vaso ampio e alto, ha bisogno di poter respirare. Non ci sono problemi per il tipo di terriccio, è robusto e si adatta bene, purché sia un terreno che consente un buon drenaggio.
Ogni due anni, in primavera, è necessario rinvasare: la pianta cresce molto lentamente, ma le radici occupano un sacco di spazio.
Annaffiare
Il terreno deve essere umido, ma non impregnato di acqua (eh si, anche lui non tollera il ristagno). Innaffiate la pianta con moderazione durante primavera ed estate, diminuendo progressivamente in autunno, e sospendendo del tutto quando si scende sotto i 7°C.
Posizione
Ama il sole, ma cresce meglio se può stare all'ombra nelle ore più calde della giornata. Va tenuto all'aperto dove può avere una buona aerazione, ma non sopporta le correnti d'aria.
Potatura
L'alloro si pota a fine inverno, per contenerne le dimensioni. Se lasciato allo stato brado, è un vero e proprio albero che supera tranquillamente i cinque metri di altezza!

Insomma, non sono per niente difficili da coltivare. E anche comprare una piantina vi costa veramente poco. Direi che una prova la si può sempre fare.